Nell’Unione Europea ci sono 40 milioni di donne e ragazze con disabilità. A dirlo è il CESE, il Comitato Economico e Sociale Europeo, che ha presentato un rapporto al Parlamento Europeo con cui ha chiesto alle Istituzioni e agli Stati Membri dell’Unione «di intensificare gli sforzi per combattere la discriminazione che colpisce donne e ragazze con disabilità e la loro esclusione sociale>>.

Attualmente infatti l’Unione Europea e gli Stati membri non dispongono di un quadro giuridico forte in grado di proteggere, promuovere e assicurare la totalità dei diritti di donne e ragazze disabili. Una serie di ostacoli impedisce loro di decidere delle loro vite e di godere dei loro diritti di cittadine europee». Questa affermazione fa parte di un passaggio contenuto in un rapporto elaborato dal CESE, che rappresenta le diverse componenti economiche e sociali della società civile organizzata. Esso è un organo istituzionale consultivo, nato con il Trattato di Roma nel 1957 (istitutivo della Comunità Economica Europea), la cui funzione consente ai propri 350 membri (provenienti da tutta l’Unione, nominati dal Consiglio dell’Unione stessa e quindi alle organizzazioni che essi rappresentano), di partecipare al processo decisionale dell’Unione.

In particolare, il CESE ha posto con forza le seguenti richieste:

  • – Attuare la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e nello specifico l’articolo 6 di essa sulle donne con disabilità.
  • – Includere la dimensione della disabilità nella strategia sull’uguaglianza di genere, di prossima adozione, e, all’inverso, iscrivere la dimensione di genere nelle sue strategie per la disabilità.
  • – Usare i finanziamenti dell’Unione Europea per sostenere gli Stati Membri nel promuovere l’accessibilità per donne e ragazze con disabilità e la non discriminazione nei loro confronti.
  • – Aderire alla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta della violenza contro le donne e la violenza domestica.

Nell’Unione Europea, come detto in premessa, ci sono 40 milioni di donne e ragazze con disabilità, pari a circa il 16% dell’intera popolazione femminile. Si tratta di uno dei gruppi sociali più vulnerabili, emarginati ed esclusi dal mercato del lavoro, e anche uno dei più esposti alla violenza domestica (5-6 volte più del resto della popolazione femminile). Il testo del CESE si concentra in modo particolare sui diritti sessuali e riproduttivi delle donne con disabilità, spesso negati a causa di errati stereotipi sulla disabilità e il genere. Esse sono infatti spesso viste esclusivamente in chiave medica e asessuata.