A CHE PUNTO SIAMO CON LA CACCIA AI FALSI INVALIDI?

Molto deludenti fino ad ora i risultati delle costose operazioni di verifica dell’INPS

 

image024 image025Ritengo utile soffermarmi ancora una volta su l’Informatore sul problema dei cosiddetti “falsi invalidi” che negli ultimi anni è stato trattato e frequentemente considerato spesso a sproposito – come la causa dei mali che affliggono il nostro paese. Il clamore suscitato da alcuni fatti di cronaca, come quelli del falso cieco che porta a spasso il cane, o del paraplegico che fa footing nel parco, ha fatto si che il legislatore negli ultimi anni abbia modificato le procedure per il riconoscimento dell’invalidità che danno accesso alle varie provvidenze economiche, tra le quali la parte più consistente è l’indennità di accompagnamento.

La valutazione dell’invalidità, prima affidata ad una commissione medica in capo ad ogni singola ULSS, è stata integrata con un medico dell’INPS. Una volta approvato il verbale, questo viene, per un secondo grado di valutazione, trasmesso all’INPS.

Quest’ultimo ha la facoltà di chiedere ulteriore documentazione, o anche di sottoporre ad altra visita l’interessato. Se il verbale e i controlli danno esito positivo, la Commissione INPS convalida definitivamente il verbale e ne comunica l’esito. Tutta questa procedura vede il coinvolgimento di ben 12 medici appartenenti a due enti diversi (ULSS e INPS).

Malgrado questo doppio controllo, tra l’altro molto costoso, si continuano a scoprire falsi invalidi come è avvenuto negli scorsi mesi a Palermo e a Napoli, dove associazioni criminali hanno organizzato e gestito una truffa ai danni dell’INPS producendo certificati medici e altra documentazione fasulla poi sottoposta alle commissione mediche, al cui interno qualche componente era complice.

Poi, per rendere ancora più stringente l’iniziativa, si è deciso di fare degli accertamenti straordinari affidati all’INPS, che, accanto alla normale attività di controllo, ha pianificato quindi una gigantesca operazione di verifica. Tra il 2008 e la fine del 2015 il Parlamento ha approvato l’esecuzione di ben 1.250.000 controlli alla ricerca dei falsi invalidi.

I risultati?
Le prime dichiarazioni furono del Presidente dell’INPS Mastrapasqua (lo stesso che recentemente è finito ai domiciliari in veste di direttore dell’Ospedale israelitico di Roma con l’accusa di truffa ai danni del Sistema sanitario nazionale nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi gonfiati a fronte di prestazioni sanitarie).
Bene, Mastrapasqua dichiarò in modo trionfalistico nel 2011 che le prestazioni revocate erano risultate il 25% del totale dei controlli, praticamente uno su 4 risultava un falso invalido, omettendo però di dire che le revoche comprendevano sia le invalidità cosiddette “temporanee” e quindi suscettibili di revoca alla scadenza, sia anche quelle che hanno portato solo ad una diminuzione del grado di invalidità. Le dichiarazioni di Mastrapasqua provocarono un coro di “dagli all’invalido” con interrogazioni parlamentari e accese discussioni nei talk show televisivi.

Comunque, non appena i dati dell’INPS vennero fatti su un campione attendibile, quelli forniti dal Presidente furono fortemente ridimensionati. Nel settembre del 2011 l’allora Direttore Generale dell’INPS Nori dichiarò che le revoche risultavano circa del 10%, ben lontano dal 25% riportato da Mastrapasqua solo alcuni mesi prima, aggiungendo poi che le revoche, dopo i risultati dei ricorsi che seguono sempre i giudizi delle commissioni mediche, che vedono quasi sempre l’INPS soccombere, sarebbero risultate solo circa il 4%.

Questo in termini di percentuale. Per quanto riguarda il risparmio effettivo delle casse dello Stato il discorso cambia ancora. Il prospetto qui a fianco (tratto dal sito www.condicio.it) prende in esame i dati ufficiali delle verifiche straordinarie dal 2010 al 2013. Il risparmio risulterebbe dello 0,2 % rispetto a quanto destina il bilancio dello Stato per pensioni ed indennità. Da notare in tabella il pesantissimo costo che l’INPS ha sostenuto per retribuire le commissioni mediche e per sostenere i costi amministrativi di queste verifiche: ben 201,3 milioni di euro.

È doveroso infine sottolineare che solitamente non è l’INPS che smaschera i falsi invalidi, ma le forze di Polizia con minuziose indagini, come nei casi citati prima di Palermo e Napoli.
A questo punto non ci resta che aspettare la conclusione di questo piano di verifiche che fino ad ora ha dato risultati molto modesti in termini monetari ma notevoli invece in quelli di discriminazione verso le persone con disabilità.