Anche se a siamo stati a fine dicembre, Barcellona, trovandosi alla stessa latitudine del nostro Centro Italia, ci ha riservato temperature primaverili, 17° di giorno e 11° alla sera.

Siamo partiti dall’aeroporto di Bergamo, il volo è durato 1h e 45 minuti e la compagnia che abbiamo utilizzato è stata Ryan Air che, anche se talvolta i giudizi sulla qualità del servizio non sono sempre positivi, soprattutto per la scomodità dei posti a sedere ed il servizio, rimane sempre competitiva nei prezzi. L’importante è saper organizzare il viaggio per tempo. Noi infatti abbiamo prenotato ad agosto.

Eravamo in 3 coppie di amici: io con Katia, Nicola con Laura, e Marco con Giulia, più la piccola Anna, e proprio a causa del terzo letto abbiamo faticato non poco per trovare una camera tripla. Abbiamo alloggiato all’ Hotel Illunion Almirante vicino la Rambla. Occorre sempre fare attenzione per le camere doppie accessibili per accertarsi che in bagno ci sia la doccia filo-pavimento e non la vasca.

Appena giunti a Barcellona, abbiamo deciso di effettuare il trasferimento dall’aeroporto a Piazza di Catalunia, in aerobus. Si tratta di un servizio autobus attrezzato, l’unica pecca è  che può trasportare solo una carrozzina alla volta (noi eravamo in tre), ma la frequenza dei mezzi è ogni 8 minuti circa.

Il primo giorno, abbiamo visitato la Cattedrale ed il mercato coperto di St Josep, dove si può trovare una vastissima varietà di pesce fresco di tutti i tipi, spezie e l’immancabile jamon, il famosissimo prosciutto spagnolo, che viene tagliato spesso, ma è morbidissimo e molto saporito.

Il secondo giorno, abbiamo visitato la Sagrada Famiglia, un opera di Gaudi bellissima, una cattedrale moderna, che nonostante sia ancora in corso di completamento, ha un architettura ed una luce senza eguali. Il biglietto d’ingresso per le persone con disabilità e gli accompagnatori è gratuito. A mio modesto parere, è il simbolo della città e di uno dei suoi artisti più noti.

Il terzo giorno, che tra l’altro era capodanno, siamo stati al porto, dove erano ormeggiati moltissimi yacht di dimensioni importanti, da li abbiamo trascorso la giornata sul lungo mare Playa de San Sebastian, e ad ammirare nel tardo pomeriggio la statua di Colombo. Il contrasto che si può notare in questa parte della città, è tra il lusso sfrenato della marina, e gli innumerevoli “vucumpra” che offrono le loro mercanzie come in un gran bazar. Per festeggiare l’arrivo del nuovo anno, siamo andati, su consiglio di un amico italiano,  a mangiare al ristorante “7 Portes” un locale storico dove sono stai ospiti illustri come Picasso. Data la fama del locale, i prezzi sono un po’ sopra la media, ma vale la pena spendere qualcosa in più per una buona paella.

Il primo dell’anno, siamo stati a visitare un centro commerciale con terrazza panoramica, accessibile per la presenza di un comodo ascensore in vetro, esterno alla struttura. Da li, dopo aver pranzato, siamo andati a vedere La Fontana Magica, una serie di fontane che, a determinati orari e a ritmo di musica, creano dei giochi d’acqua. Poi abbiamo visitato La Pedrera Casa Mila, un’altra opera firmata da Dali, qui si attraversa un’epoca bellissima ammirando un appartamento con la mobilia di quel tempo. Inoltre, grazie ad un ascensore, si può raggiungere la terrazza, che però in questo caso non offre grandi spazi di manovra per chi si muove in carrozzina.

L’ultimo giorno, prima di far rientro a casa in serata, abbiamo provato a visitare il Parco Guell, ma purtroppo se non si prenotano i biglietti on line per tempo, si rischia di trovarlo sold out.

In ogni caso si può fare un giro nella parte esterna, dove si possono ammirare ugualmente alcune opere importanti. Per il ritorno in aeroporto, abbiamo sfruttato sempre i mezzi pubblici, che, velocemente e con pochi euro, ci hanno portato a destinazione. In conclusione siamo tutti rimasti affascinati da questa metropoli multietnica, accessibilissima, dove si mangia molto bene, dove si possono visitare innumerevoli capolavori artistici, ed infine dove la gente è sempre cordiale e disponibile.

Paolo Vitale