COME TI MULTO LA CARROZZINA

image028All’inizio erano casi limite, apparentemente tanto paradossali da suscitare il sorriso amaro. Ma poi, con il tempo, i casi si sono moltiplicati. Si tratta di contravvenzioni elevate a persone con disabilità che usano la loro carrozzina elettrica per circolare su marciapiedi o in zone in cui il traffico è interdetto. Oppure, al contrario, contravvenzioni per circolazione sulla sede stradale da parte delle carrozzine con le medesime caratteristiche. Al di là della sorpresa che tali contravvenzioni producono negli interessati e nell’opinione pubblica, per l’evidente discriminazione causata, tentiamo di comprendere perché ciò accada. Quel che rileviamo è ancora più sorprendente delle stesse multe.

LA CARROZZINA È UN VEICOLO?

Partiamo da un assioma: le norme che disciplinano la circolazione stradale dei veicoli, dei ciclisti e dei pedoni sono fissate dal Codice della Strada e dal Regolamento del Codice della Strada. È in queste norme che dobbiamo ricercare una risposta.

Innanzitutto: la carrozzina è un veicolo oppure è equiparabile ad un pedone? Non è una domanda peregrina perché a seconda della categoria a cui appartiene discendono delle regole di comportamento diverse.

L’articolo 46 del Codice (Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285) definisce veicolo: “si intendono per veicoli tutte le macchine di qualsiasi specie, che circolano sulle strade guidate dall’uomo. Non rientrano nella definizione di veicolo quelle per uso di bambini o di invalidi, anche se asservite da motore, le cui caratteristiche non superano i limiti stabiliti dal regolamento”. Banalmente: la carrozzina può essere o non essere un veicolo a seconda di com’è fatta.

I LIMITI

Il Regolamento del Codice della Strada (Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495), all’articolo 196, elenca le caratteristiche costruttive dei veicoli per uso di invalidi. Fissa cioè i limiti al di sopra dei quali le carrozzine debbano essere considerate veicoli.

Per non essere considerata veicolo la carrozzina non deve essere più lunga di 110 cm, né più larga di 50 (può raggiungere i 70 cm in alcune situazioni), né più alta di 135 cm. Deve essere monoposto e non pesare più di 40 chilogrammi. Quanto al motore, non può consentire il superamento dei 6 chilometri all’ora, né avere potenza massima oltre il chilowatt.

Attenzione: se la carrozzina supera anche solo uno di questi limiti è da considerarsi veicolo… con tutto ciò che comporta. Quindi, tanto per fare un esempio, una sedia a ruote che pesa meno di 40 chili, ma che può viaggiare a più di 6 chilometri all’ora, è un veicolo. Ora: quante sono le carrozzine elettroniche in commercio che superano almeno uno di questi limiti e che quindi sono, per la normativa vigente, dei veicoli a tutti gli effetti? Buona parte! Il problema è quindi tutt’altro che marginale.

IL COMPORTAMENTO

Se le carrozzine sono dei veicoli, chi le conduce non può comportarsi come un pedone, pena il rischio di una contravvenzione. Cosa significa?

Ad esempio: non può circolare sui marciapiedi, non può usare gli attraversamenti pedonali, non può circolare in zone in cui il traffico veicolare sia totalmente interdetto, non può circolare sulle piste ciclabili. Inoltre la direzione di marcia lungo le strade urbane deve essere quella ordinaria per i veicoli (tenere la destra) anziché quella prevista per i pedoni (tenere la sinistra in modo da essere più visibili).

Sotto il profilo meramente formale, quindi, le contravvenzioni elevate a persone su sedia a ruote “sorprese” a circolare sui marciapiedi hanno un supporto normativo. In soldoni: i vigili hanno ragione.

È evidente che questo assieme di norme è altamente discriminatorio, infondato e, ci permettiamo di azzardare, incostituzionale perché non consente la circolazione delle persone con disabilità, con ciò che comporta in termini di diritti civili. Ma ci sono anche dei risvolti assicurativi. Proviamo solo a delinearli: una persona che usa una carrozzina-veicolo e circola su una strada extraurbana tenendo la sinistra (come se fosse un pedone) e viene investito da un’auto, avrà diritto al pieno risarcimento dei danni? Noi riteniamo di no.

LE SOLUZIONI NORMATIVE

Modificare quella disposizione del Codice della Strada è un compito del Parlamento e del Governo. L’esigenza di rimuovere un provvedimento discriminatorio trasforma questa variazione legislativa in un atto politico.

I Governi e le Camere che si sono succedute negli ultimi anni hanno approvato e definito varie modificazioni del Codice e del Regolamento (dalla patente a punti, alle ultime norme in via di perfezionamento sull’abuso di alcool, a moltissime altre novità). Mai ci si è occupati di tale aspetto, nonostante vi siano state sollecitazioni da parte della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH).

La FISH ha proposto una semplicissima abrogazione di quella frase dell’articolo 46 del Codice che prevede i limiti. Se fosse stata approvata, tutte le carrozzine sarebbero da considerarsi alla stregua dei pedoni.

Per ora questo non è accaduto.

Tratto da www.superando.it