COPENHAGEN

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Non è un luogo comune dettato da esterofilia sottolineare il modello di civiltà dei paesi nordeuropei. Copenhagen ne è un valido esempio tangibile. Ho prenotato una camera al Danhostel, (Andersens Boulevard) ostello in un grattacielo sul canale. Minimalista ma con tutti i confort, nel perfetto stile nordico, la stanza con grandi finestroni, la sala colazione selfservice: tutto ottimamente accessibile. Il centro culturale e ricreativo della città si sviluppa lungo il viale pedonale, lo Stroget, (qui anche i ciclisti scendono dalla bicicletta) che s’imbocca da un’immensa piazza (Radhulsplasden). In questa zona centrale si trova anche il quartiere universitario, la cattedrale neoclassica (Vor Frue Kirke) e la piazza dei francescani (Grabrodretorv), dove si affacciano palazzi multicolori, numerosi bar/caffè e vi si erge al centro un secolare albero. Qui un locale storico offre un menu caratterizzato da aringhe condite letteralmente in tutte le salse, ‘inevitabilmente’ accompagnate da fette di pane nero imburrate (smorrebrod).

Ho visitato il Museo Civico (National Museet) e le sue collezioni sulla storia danese dal paleolitico al XIX sec. Molto interessante, considerando che i danesi erano dei grandi navigatori e che fino a poco tempo fa la Groenlandia apparteneva alla Danimarca. Per recarsi alla Luisiana, museo d’arte contemporanea a circa 20 km dalla capitale occorre prendere il treno. Non fate come me che conscia delle difficoltà italiane, mi sono recata alla stazione per prenotare il servizio di salita/discesa dal treno. L’impiegata mi ha risposto in perfetto italiano che non era necessario: da loro circolano solo treni accessibili… e infatti, ogni treno ha due/tre carrozze così arredate: nessuno scalino per entrare, il vagone è allineato al marciapiede, dentro i sedili sono ribaltabili alle pareti, appositi ganci tengono ferme le biciclette, spazi liberi per carrozzine per bambini e per disabili. Macchinette ristoro e servizi igienici. Dalla stazione si percorre circa un chilometro a piedi e si arriva al museo. Il museo si trova in un grande giardino all’inglese, arredato con sculture, e si affaccia sul mare del Nord. Una casa coloniale è l’ala centrale del complesso, ampliata da nuove costruzioni bianche e a vetri.

In queste città nordiche marciapiede e pista ciclabile molto spesso corrono parallele, non ho avuto quindi difficoltà a percorrere tutti gli spostamenti in carrozzina, mai preso un mezzo pubblico. Costruzioni d’architettura contempora sono: il Den Sorte Diamant, il cui nome indica la particolare forma del palazzo che ospita la Biblioteca Reale e l’Opera House, teatro dell’opera tutto di vetro che guarda il canale; il Kastellet, cioè la cittadella fortezza sul mare nei pressi del quale avviene il pellegrinaggio alla Sirenetta, simbolo della città. Altra meta classica è Cristiania, il quartiere “zona franca”, dove ancora oggi vivono molti hippy. Ci sono mille altre mete, a vostro piacimento e secondo le esigenze e i gusti, aggiungo solo che è una città vivace, giovane e non solo anagraficamente, insomma regala una calda atmosfera nordica.

Ricordo alla fine che le persone disabili, come sempre, non sono fatte con lo stampino e quindi ognuno può avere esigenze diverse. Prima di mettersi in viaggio è sempre bene chiedere ulteriori informazioni.

Rita