DANIMARCA IN CAMPER

Poche luci e molte ombre…e poi dicono che nel Nord Europa le persone con disabilità vivono meglio

Quest’anno io e mia moglie abbiamo deciso di visitare la Danimarca dal 29 luglio al 23 agosto. Naturalmente ogni viaggio comporta l’acquisizione di tante informazioni, è stato quindi essenziale leggere diari di bordo di altri camperisti, acquistare la guida del Touring, ed una dettagliata cartina geografica. Molto utile la consultazione del sito ufficiale della Danimarca: www.visitdenmark.it

Siamo partiti che a Verona faceva proprio un bel caldo ma già in prossimità del Brennero il clima era cambiato. Dopo estenuanti code in Germania con una bella pioggerellina facciamo tappa per la notte a Bamberga.

La voglia di arrivare nella terra danese era tanta per cui dopo Bamberga e Celle eccoci a Puttgarden pronti a prendere il traghetto che ci sbarcherà a Rodby DK. Per accedere all’imbarco ci sono dei caselli tipo autostrada dove si paga e si entra in un grande piazzale con corsie e semafori che regolano l’afflusso alla nave. L’addetta si accorge subito che sono disabile poiché nel vetro del camper ho il classico contrassegno e quindi mi assegna la corsia preferenziale. Naturalmente ciò mi fa molto piacere e penso subito che il nord Europa è proprio avanzato, offrendo servizi eccellenti alle persone in carrozzina.

Trascorriamo la notte sull’isola di Faro in un grande parcheggio, dove tanti altri camper si aggiungeranno nelle ore successive al nostro arrivo.

Il viaggio prosegue con meta le scogliere bianche di Mons Klint, che calano a picco sul mar Baltico.

Ovviamente non sono proprio per persone in carrozzina data la gran mole di scalini tuttavia hanno fatto un piccolo tragitto in legno dal quale si può osservare un interessante panorama.

Nel tragitto verso Copenaghen visitiamo parecchi siti tra cui la bianca chiesa di Elmelunde, il faro di Stevns fyr e la cittadina di Koge.

Le cose però che mi sono piaciute di più riguardano il panorama naturale che offre quest’angolo di terra, colline di grano e tanto verde, il mare blu, poche abitazioni, strade con traffico inesistente. Insomma il primo impatto con la terra danese è proprio buono. Eccoci a Copenaghen dove troviamo un parcheggio dedicato ai camper a soli 3 km dal centro. Inutile riferire che in terra danese in generale, ed a Copenaghen in particolare, le piste ciclabili sono davvero belle e soprattutto fatte bene. Ti portano ovunque senza lasciarti mai in condizioni critiche, come invece a volte accade da noi, quando una bella pista ciclabile finisce in un incrocio o su una strada di grande traffico e tu non sai più cosa fare. Mia moglie con la bici ed io con il mio ruotino per tre giorni abbiamo molto apprezzato questa magnifica e splendida città. L’abbiamo girata in lungo ed in largo entusiasti di una metropoli molto particolare, tra canali e ponti, palazzi vecchi che si mescolano con quelli più moderni con design all’ avanguardia, cito ad esempio il famoso diamante nero, un edificio di lastre di marmo nero e di vetrate, insomma in breve un ‘architettura variegata che offre di tutto, perfino baracche o case un po’ fatiscenti, come abbiamo trovato nel quartiere hippy di Christiania. Per il cibo, non è stato proprio un approccio appassionante, in quanto i cibi nordici sono proprio diversi dai nostri, tuttavia anche l’aspetto alimentazione fa parte del viaggio per cui noi affrontiamo anche certe incognite culinarie, per dirla in breve salse a volontà irrompono sempre prepotentemente in ogni portata.

Fin qui tutto rose e fiori, ma io sono in carrozzina ed allora ecco i vari problemi che emergono prepotentemente.

Mi scappa la pipi… guardo se vedo qualche carrozzato così magari gli chiedo, ma fin dal primo giorno e poi nei 2 seguenti a Copenaghen, nemmeno l’ombra, solo tanti e tanti anziani con i classici scooter elettrici che spesso parcheggiavano i mezzi e scendevano facendo, senza problemi, scalini enormi… ecco appunto “scalini enormi” di cui quasi tutti gli ambienti pubblici, ristoranti e osterie ne erano pieni. Mai visto qualche scivolo, solo i marciapiedi ne avevano e finivano sempre con un saltino di 4 o 5 centimetri, con il ruotino non è stato un problema, ma senza penso proprio che mi avrebbe creato qualche difficoltà.

Ma torniamo alla pipi, cosa fare? È vero, nella mappa della città erano indicati i servizi pubblici, ma erano distanti tra loro e, ad esempio, proprio nella zona del Canale di Nyhavn, ma guarda, l’ascensore era rotto e ti indicavano un altro luogo.

Ma qui non siamo in un paesetto e tra un servizio igienico e l’altro c’erano chilometri… ed allora?

Ecco, mi sono venuti incontro i centri commerciali che proprio nella via principale Stroget, sono abbondanti, e facendo finta di essere interessato alle varie mercanzie seguivo le indicazioni delle toilettes… che sollievo!!!! A dire il vero anche il teatro dell’Opera mi è venuto buono, magnifico lo stabile e ottimi i servizi disabili.

È successo anche che, visitando gli enormi giardini adiacenti il castello di Rosemborg, avessi un bisogno impellente, ed ecco apparire dal nulla un piccolo complesso edilizio adibito a toilette con tanto di porta col simbolo della carrozzina; ci siamo!! La porta è chiusa a chiave ed in inglese dicono di rivolgersi all’incaricato… non vediamo nulla, solo un bar a 50 metri al quale ci rivolgiamo ottenendo una risposta simile a “booooo”…. avete presente Rabbia in Inside Out? Proprio così mi sono accostato alla siepe e mi sono servito!!!!

Andiamo comunque avanti con il viaggio. La tappa successiva è veramente bella: si tratta di Helsingor dove c’è Kronborg Slot, un castello rinascimentale dove Shakespeare ha ambientato il celebre dramma di Amleto. Qui dopo un bel acquazzone abbiamo avuto la fortuna di vedere un doppio arcobaleno bellissimo e nitido che partiva dal castello e finiva dall’altro lato del mare a Helsingborg, sulla costa svedese, qui il tratto di mare che divide i due stati è di soli 4 km.

Dedichiamo un giorno al Louisiana Museum of Modern Art, dove si possono ammirare opere tra i maggiori artisti dell’epoca moderna, il museo è interamente accessibile con adeguati servizi igienici.

Unico problema è trovare un posto per l’auto, nel mio caso camper, visto che è il museo d’arte più visitato della Danimarca, e quindi io non avendolo trovato il primo giorno il successivo mi sono recato in loco ben 2 ore prima dell’apertura.

Giornata dedicata ai castelli, cominciamo da quello di Frederiksborg a Hillerod, castello rinascimentale quasi interamente visitabile anche in carrozzina con dei bellissimi giardini.

Tappa a Roskilde posizionata in un grandissimo fiordo dove vediamo la ricostruzione di navi vichinghe. Visitiamo anche la cattedrale gotica, la prima ad essere costruita in mattoni risalente a cavallo tra il XII e XIII secolo. In tale chiesa monumenti funebri molto belli raccolgono in diverse cappelle i reali danesi a partire dal XV secolo. Piccola nota: per entrare ho pagato il biglietto intero, tutte le cappelle, compreso l’altare maggiore, avevano abbondanza di scalini, interessante vero??

Eccoci al Castello di Egeskov, caratterizzato da magnifici giardini, dal museo di auto e moto d’epoca, nonché da una maniacale ricostruzione di un emporio dei primi anni del ‘900, dove tantissime mercanzie dell’epoca sono straordinariamente esposte su scaffali strapieni. I giardini non sono completamente visitabili in carrozzina, all’ingresso viene consegnata una mappa con i luoghi interdetti o sconsigliati, tuttavia pur dovendo rinunciare a parte del percorso, compreso il castello non accessibile, il biglietto d’ingresso si paga interamente.

Passiamo anche da Odense dove riusciamo a parcheggiare il camper proprio in pieno centro… Odense è la terza città della Danimarca famosa per aver dato i natali ad Andersen, la visitiamo osteggiati da una marea di lavori in corso, che ci fanno fare parecchie deviazioni, oltretutto capitiamo in una giornata dove in centro, su di un maxischermo c’è la finale di calcio femminile Danimarca – Olanda, ed ahimè il titolo non viene vinto dalle danesi, pertanto si vedono diverse persone che per dimenticare la sconfitta bevono qualche birra di troppo.

La tappa successiva ci fa tornare un po’ bambini ed in verità ci sorprende proprio, parliamo di Billund dove visitiamo il parco di Legoland. Tantissimo spazio dedicato alle ricostruzioni degli angoli più famosi di parecchie città, con animazioni di treni, barche, camion auto ecc, tutto rigorosamente con i mattoncini lego. L’intero sito è visitabile in carrozzina senza problemi.

Nel descrivere la città di Aarhus, la seconda città più popolosa di Danimarca, mi verrebbe da iniziare subito con delle parolacce, ma sono fondamentalmente buono per cui direi che fermarsi in tale città è stato un nostro errore.

Città di mare un po’ caotica, con un canale che la divide e la cattedrale di San Clemente, una chiesa imponente iniziata nel 1100 e terminata dopo 400 anni.

La maggiore attrazione che ci ha convinti ad inserire nel tour tale città è stato il museo etnografico di Den Gamle By, https://www.dengamleby.dk/, un museo all’aperto interessantissimo, con ricostruzioni che spaziano dal 16° al 19° secolo, allietate da figuranti che indossano costumi d’epoca, insomma un fedele salto nel passato che affascina.

Ed allora direte? Ecco spuntare nuovamente “rabbia” e forse più arrabbiato che mai… in carrozzina e solo con il ruotino, è possibile percorrere parte delle strade, che peraltro non sono pianeggianti ma discesa/salita, con molta fatica in quanto la pavimentazione è tutta di sassi. Inoltre in carrozzina non c’è nulla, sottolineo nulla, di visitabile internamente.

A fronte della descritta situazione, all’ingresso ho pagato il biglietto intero, e piuttosto salato, ignaro ovviamente della delusione che avrei patito. E pensare che mi sono fatto ben vedere dall’addetta alla biglietteria che sorridendo ha preso i soldi senza darmi alcuna informazione.

Ottimo invece l’accesso alla fregata Jylland ad Ebeltoft, la nave da guerra completamente in legno e più lunga al mondo, dove oltre agli scivoli, all’interno si trova un ascensore che ti permette di arrivare ai vari piani della nave.

Eureka! Siamo a Grenen nella parte più settentrionale della Danimarca, dove il Baltico ed il mare del nord s’incontrano azzuffandosi ma mai mescolandosi: che bello! Salgo in carrozzina dirigendomi frettolosamente verso il famoso Sandormen, una capiente carrozza trainata da un possente trattore che porta la gente proprio a due passi da dove i mari Skagerrak e Kattegat si uniscono creando un’affascinante turbolenza.

Macché! L’autista mi guarda senza parlare, non vedo scivoli, non vedo nulla che possa farmi salire, rimango attonito, sbalordito, incazzato, nella magnifica terra del popolo nordico i disabili devono accontentarsi di farsi raccontare quello che i normodotati possono vedere. Invito mia moglie ad andare da sola mentre io mi raccolgo nel mio sogno, diventando uccello, ed immagino, cullandomi nell’impeto del vento, di guardare l’accapigliarsi delle onde e di godere di ciò che mi è stato negato.

È la volta della Den Tilsandede Kirke, la chiesa sepolta dalla sabbia delle dune, e poi delle Rabjer Mile, le dune mobili, ecco tutti questi posti li ho visti attraverso le foto scattate da mia moglie. Il camping di Hirtshals, sopra una scogliera sul mare, è magnifico, mi riconcilia con me stesso e, con la mia splendida moglie stiamo a guardare il sole che velocemente tramonta in uno spettacolo che ti cattura emozionandoti. In questo campeggio ho avuto la fortuna di trovare una doccia per disabili, poiché la maggior parte dei campeggi visitati ne erano sprovvisti e offrivano soltanto docce family.

Tanto per fare un piccolo raffronto con la nostra Italia, da noi sono rari i camping che non hanno servizi dedicati, ed anzi spesso per non dire quasi sempre, la struttura è consentita solo ai disabili cui viene consegnata la chiave.

Bellissimo a Lokken entrare in spiaggia direttamente con il camper e fermarsi a pochi metri dal mare, lo fanno in molti essendo la spiaggia carrabile, tuttavia ci sono punti in cui la disattenzione ti porta ad insabbiarti, ecco allora che un mezzo viene rapidamente a soccorrerti e con 10 € ti toglie dai guai.

Sorvolo su Blavand dove un campeggio a 5 stelle non aveva un bagno disabili, era dotato invece di una passerella in legno che superando una duna avrebbe dovuto portarti proprio in riva al mare… peccato che dopo solo pochi metri era completamente sommersa dalla sabbia!!!

Poco male, tanto dopo qualche minuto ha iniziato a piovere piuttosto forte ed ho quasi ringraziato la sorte di avermi fermato giusto in tempo.

Siamo nella parte del viaggio che concluderà il nostro tour della Danimarca, vari i posti visitati, tra cui la città più antica Ribe, che abbiamo molto apprezzato. L’isola di Romo ci permette di godere di qualche ora di sole spaparanzati in spiaggia, con il piumino leggero, guardando chi con una temperatura esterna di 17° ed il mare a 16° faceva il bagno e tra gli audaci c’erano pure dei bambini.

Siamo quasi a due passi dalla Germania e con Tonder finiamo il programma che ci eravamo studiati.

Termina qui anche il mio racconto facendo una breve e sintetica conclusione.

Leggo in internet: La Danimarca è il posto più felice della Terra. O almeno così sostiene il World Happiness Report 2013. Alla stessa conclusione era già arrivato, nel 2006, Adrian White, psicologo dell’Università di Leicester: nella sua «Mappa mondiale della felicità» la Danimarca non conosceva rivali. Sarà, di certo è carissima, per il resto mi aspettavo che ci fosse maggiore attenzione alle persone con disabilità… Rimando però sempre con il dubbio che ho espresso inizialmente, i disabili danesi dove sono? Forse visto che su disabili.it leggo: Il governo danese è nella bufera per un programma che finanzia rapporti sessuali con prostitute a cittadini disabili. La campagna ufficiale “sesso, irrispettoso della disabilità” paga le lavoratrici del sesso per fornire le proprie prestazioni una volta al mese a persone disabili. Ma l’opposizione è insorta. Ecco: appunto forse durante la mia visita erano occupati….

Ciao a tutti e se qualcuno vuole approfondire, non esitate a contattarmi.

Renzo Fattori

fattori.renzo.gmail.it