Kayak

di Aldo Orlandi

Il Kayak è un tipo di canoa originariamente utilizzata dagli Inuit, che sono gli originari kayakabitanti delle regioni costiere artiche e subartiche dell’America settentrionale e della punta nord orientale della Siberia.
Gli Inuit sono uno dei due gruppi principali nei quali sono divisi gli Eschimesi, insieme agli Yupik, il nome Eschimesi fu usato dai nativi Americani del Canada orientale per indicare questo popolo loro vicino, che si vestiva di pelli ed era costituito da esperti cacciatori.

Il Kayak si differenzia dalla canoa propriamente detta (o canoa canadese) per essere concepita per l’uso in propulsione e manovra di una pagaia a doppia pala, mentre la canoa canadese è spinta e manovrata con l’uso della pagaia a pala singola. Il disegno dei diversi tipi di kayak disponibili si fonda sostanzialmente su tre compromessi: direzionalità, manovrabilità e stabilità oltre alla velocità. In linea generale, un kayak lungo risulta più veloce mentre un kayak corto può virare molto più velocemente – la velocità massima potenziale di un kayak lungo è determinata dalla minore sezione trasversa dell’opera viva (la parte immersa dello scafo) I kayak costruiti per coprire lunghe distanze, come i kayak da mare o fiume, sono più lunghi, generalmente tra i 4,90 e i 5,80 metri. La lunghezza massima ammessa dalla ICF per un kayak da acqua piatta K1 è 5,20 metri. I kayak da “acqua bianca” (così detti perché progettati per l’uso nell’alto corso dei fiumi e dei torrenti con rapide di alta difficoltà), che nelle condizioni d’uso normali sono spinti dalla corrente, sono piuttosto corti per avere la massima manovrabilità. Raramente superano i 2,50 metri di lunghezza, alcuni kayak particolari, come quelli da gioco, arrivano a misurare appena 1,85 metri di lunghezza. Il design dei kayak da turismo “allround” si basa sul compromesso tra stabilità, direzionalità e manovrabilità la loro lunghezza normalmente varia da un minimo di 2,75 metri a un massimo di 4,50 metri. La lunghezza da sola non consente di prevedere la manovrabilità di un kayak ma deve esser abbinata alla curvatura del kayak dalla prua alla poppa. Un kayak decisamente curvato presenta una superficie di contatto con l’acqua molto inferiore rispetto a quella di un kayak privo di curvatura, il minor contatto con l’acqua va a tutto vantaggio della manovrabilità. Il disegno dello scafo si suddivide in diverse categorie basate sulla forma da prua a poppa e sulla forma della chiglia in sezione trasversale.
Simmetrico: la parte più larga del kayak è a metà tra poppa e prua.
A pesce: la parte più larga è prima del punto centrale, dunque verso prua.
A rapa: la parte più larga è dopo il punto centrale, dunque verso poppa.
kayakL’assenza o presenza di un fondo modellato a V, anche solo parzialmente, incide sulla stabilità direzionale (intesa come capacità a mantenere una traiettoria rettilinea) Con un fondo a V la direzionalità di un kayak migliora ma si riduce la manovrabilità. La forma della chiglia si caratterizza per la rotondità (o piattezza) del fondo e per l’assenza o presenza, unitamente alla sua ampiezza, dell’angolo della chiglia. La scelta di progettazione dei suddetti fattori incide sulla stabilità primaria e su quella secondaria. Per stabilità primaria s’intende la resistenza del kayak al rollio mentre per secondaria la resistenza al ribaltamento.
Sebbene tutti i kayak ondeggino, i kayak più ampi, che hanno le linee di galleggiamento più lontane rispetto all’asse centrale, presentano maggior resistenza al rollio e, quindi, sembrano aver meno probabilità di ribaltarsi rispetto a kayak più stretti con linee di galleggiamento più prossime all’asse centrale. Le barche a fondo piatto trasmettono la sensazione di esser più stabili rispetto a quelle a fondo arrotondato o a V che, di contro, presentano un galleggiamento più uniforme. La stabilità secondaria si riferisce alla resistenza finale al ribaltamento nel momento in cui il kayak si trova nel massimo punto di sbilanciamento consentito. Mentre i kayak dal fondo piatto hanno maggior stabilità primaria, di solito presentano una stabilità secondaria inferiore: nel momento in cui iniziano a rollare e raggiungono il punto di ribaltamento, si ribaltano velocemente e improvvisamente. Le barche dal fondo arrotondato, invece, si comportano all’opposto: minore stabilità primaria ma maggior stabilità secondaria. La conformazione dell’angolo della chiglia (ove presente) può, talvolta, migliorare la stabilità secondaria poiché aumenta la superficie della canoa a contatto con l’acqua durante la fase di squilibrio. I kayak da mare, disegnati per affrontare il mare aperto e condizioni dure, sono generalmente più stretti (54-64 cm) con maggior stabilità secondaria rispetto agli altri kayak che sono normalmente più larghi (66-76+ cm) con fondo più piatto e, dunque, maggior stabilità primaria. I kayak con moderata stabilità primaria ma eccellente secondaria sono considerati più idonei in mare, soprattutto in condizioni difficoltose. La pagaia è lo strumento che permette di manovrare e muovere il kayak e si distingue dal remo perché non ha un appoggio che la vincola allo scafo, ma è tenuta nelle mani del canoista. Esistono due tipi di pagaia, quella semplice usata dai canoisti specializzati nella canadese o nel rafting, e quella doppia, utilizzata dai kayakisti, che ha due pale alle estremità opposte al manico; le pale possono essere sullo stesso piano o possono formare un angolo tra loro attorno al manico, questo per facilitare certe manovre nei fiumi o ridurre la resistenza al vento nel mare quando l’altra pala è immersa. Nel kayak olimpionico le pale hanno un angolo di sfasatura che varia dai settanta agli ottanta gradi. La pagaia può essere costruita con diversi materiali: legno (pesante), plastica (economica) o fibra di carbonio (per uso agonistico).pagaia

COME E DOVE AVVICINARSI AL KAYAK

Mi chiamo Aneta Antziak, allenatrice di canoa, laureata in Scienze Motorie all’Università di Varsavia. Dal 2006 promuovo lo sport presso l’Ostello Canalbianco, che si trova a pochi chilometri da Rovigo, nel comune di Arqua Polesine. La pratica della canoa è rivolta a tutti, anche a persone con disabilità motorie, perché dà a loro la possibilità di dimenticare i problemi di locomozione, andando a scoprire un nuovo mezzo per spostarsi. Questo kayakmezzo mette tutti nelle stesse condizioni, annullando il divario che c’è tra la persona che cammina e chi ha disabilità motorie (poliomielitico, amputato o paratetraplegico). Bastano piccole modifiche alla canoa e un adeguato corso preparatorio, per dare la possibilità a un disabile di praticare lo sport in sicurezza e autonomia. É conoscenza comune che la pratica sportiva kayakstimola maggior autonomia e autosufficienza, sviluppa i più importanti tratti caratteriali come coscienziosità, perseveranza, resistenza allo stress, stabilità emotiva, facilità la comunicazione e la cooperazione, e le capacità fisiche come resistenza, forza, velocità, flessibilità e coordinazione. Lo sport della canoa è un’importante attività nel percorso riabilitativo e un valido e stimolante strumento per raggiungere il benessere della vita e il miglioramento psicofisico. Presso l’Ostello sono disponibili canoe da utilizzare durante l’addestramento oltre ad una palestra attrezzata per la preparazione atletica e per mantenere la forma fisica durante la stagione fredda, quando non si scende in acqua. Gli atleti soci dell’Ostello partecipano con soddisfazione alle competizioni regionali, nazionali e a eventi internazionali. Un importante appuntamento è stato a Milano nel 2008 in occasione dei Campionati Europei per atleti disabili e non, quest’anno dal 19 al 22 agosto si svolgeranno a Poznan in Polonia i Campionati Mondiali e per il futuro ci sono buone possibilità che la canoa sia inserita tra gli sport parolimpici in occasione delle Olimpiadi del 2012 a Londra. L’Ostello è una struttura recettiva e ricreativa efficiente ed è stato progettato anche per ospitare persone con disabilità motoria, pertanto privo di barriere architettoniche quali parcheggi, percorsi, stanze da letto, locali comuni, bagni e servizi. Le rampe di accesso al fiume e pontili di alaggio sono tutti realizzate per offrire la maggior autonomia possibile al soggetto disabile, in particolare il pontile è dotato di un sistema di alaggio che offre la massima sicurezza per l’avvio alla canoa di soggetti su sedia a rotelle.
Il sito dell’ostello: www.ostellocanalbianco.it

LA NOSTRA ESPERIENZA
(Aldo e Maddalena)

kayakMai avevo pensato di avvicinarmi al kayak, tantomeno dopo l’incidente che per una paraplegia post-traumatica mi ha costretto alla sedia a rotelle. Parlando con un amico che pratica canoa e su desiderio dell’effervescente Maddalena, pure lei paraplegica ma instancabile nel provare nuove emozioni, ho avuto il numero di telefono di Aneta. Al primo contatto telefonico mi sento trascinato da un vortice che mi porta all’Ostello Canalbianco. Il giorno successivo parto con Maddalena per Rovigo, il nostro intento è conoscere Aneta e vedere la struttura. É fine settembre ore 10 del mattino, sul Canalbianco c’è un po’ di nebbia, ma in acqua, sul suo kayak, pagaia instancabile Matteo, ragazzo tetraplegico, un grande esempio e stimolo per noi appena arrivati. Aneta è una simpatica ragazza polacca, ci accoglie con un sorriso e ci spiega brevemente le attrezzature e il modo per salire e scendere dal kayak. Terminata la sua esposizione a bruciapelo, ci chiede di provare, non si può dirle di no, tanto il suo modo di fare è coinvolgente e deciso e in un attimo si abbattono le tutte le barriere fisiche e mentali. Per prima sale sul kayak Maddalena, che seguita a breve distanza da Aneta le da istruzioni e sicurezza. Ritorna felice di non essere caduta in acqua ed entusiasta della prova. Dopo vado io, mi sento rigido, impacciato ma riesco a stare in equilibrio ed anche ad avanzare seppur pagaiando goffamente, rimango in acqua dieci minuti, sembrano un’eternità. Torniamo sulle nostre sedie a rotelle e Aneta vuol sapere e nostre impressioni, con Maddalena vi è uno sguardo d’intesa e subito chiediamo di iniziare il corso di kayak. Il Canalbianco è un canale artificiale pertanto non è eccezionale dal punto di vista paesaggistico, però scivolare sull’acqua in silenzio, avvolti dalla natura e muoversi in completa libertà, da un grande senso di pace è tranquillità. Ogni uscita è sempre entusiasmante, si apprende qualcosa di nuovo su consiglio di Aneta che da brava chioccia vigila e corregge i suoi pulcioni. Per noi è stata e continua a essere un’esperienza positiva che consigliamo vivamente a chi ama lo sport, la natura e il suo rispetto.kayak

Il G.A.L.M. vi suggerisce di far riferimento a Bosaro dove c’ è una sede accessibile di:
Gruppo Canoe Polesine
Via Valmolin Inf Dx, 340
C/o Ostello Canalbianco
45131 Arquà Polesine (RO)

Aneta: 3206584952

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