LESIONE MIDOLLARE

La lesione al midollo spinale, sia essa di natura traumatica (vedi traumi della strada o sul lavoro, cadute accidentali o lesioni da sport) o effetto di patologie di pertinenza medica (vedi malattie ad andamento acuto, quali le mieliti, o cronico, quali la sclerosi multipla) comportano l’instaurarsi del seguente quadro clinico:

  • Paralisi di tutti (o quasi tutti) i movimenti volontari nelle parti del corpo innervate da fibre che fuoriescono dal midollo al di sotto del livello di lesione.
  • Compromissione della sensibilità (tattile, dolorifica, di posizione ecc.) al di sotto del livello di lesione
  • Compromissione delle funzioni dei visceri, quali vescica, intestino, apparato genitale
  • Compromissione della funzione respiratoria in caso di lesioni a carico del midollo cervicale.

Si parla di TETRAPLEGIA se la paralisi interessa i quattro arti e di PARAPLEGIA se interessa parte del tronco e gli arti inferiori.
Come afferma A. Rossier (illustre paraplegista, anch’egli paraplegico): ”[...] le lesioni al midollo non solo interrompono l’integrità della colonna, ma compromettono l’intera armoniosa relazione che esiste fra i diversi sistemi funzionali dell’uomo […]”

Obiettivo fondamentale del programma globale gestionale del mieloleso è il raggiungimento del massimo grado di autonomia, compatibile con il livello della lesione, grazie al potenziamento delle capacità residue ed alla ricerca di compensi ed ausili adeguati.
Il team professionale sarà pertanto di tipo multidisciplinare e coinvolgerà l’area medico-chirurgica, (Neurochirurghi, Ortopedici, Fisiatri, Neurorianimatori, Neurologi, Urologi ed Andrologi, Chirughi Plastici, etc.), l’area assistenziale (Infermieri Professionali altamente specializzati),l’area funzionale (Terapisti della riabilitazione, Terapisti occupazionali, Tecnici ortopedici) ed infine l’area psico-sociale (Psicologi, Neuropsichiatri, Assistenti sociali, etc.).
La riabilitazione del soggetto con lesione midollare inizia sul posto stesso in cui è avvenuto l’incidente; essa richiede misure che si devono integrare in modo coordinato, in una successione logica, rapida e cauta verso lo scopo che ci si prefigge di raggiungere.
Nella riabilitazione si tratta di ripristinare l’intera struttura della personalità del soggetto nella sua integrità fisica, intellettuale, psichica. Ciò significa impegnare tutti gli Specialisti ed i mezzi disponibili per ridare alla persona, per quanto possibile, la sua indipendenza personale, sociale e professionale (Vedi concetto di Unità Spinale Unipolare).

Dati sulla lesione midollare in Italia

É di circa 20/25 nuovi casi annui per milione di abitanti l’incidenza della lesione midollare sulla popolazione italiana. Il Ministero della Sanità valuta in 60/70 mila le persone colpite da mielolesione in Italia.
L’età media delle persone colpite da mielolesione varia, per oltre l’80%, in un range che va dai 10 ai 40 anni.

Da uno studio eseguito dal GISEM (Gruppo Italiano Studio Epidemiologico sulle Mielolesioni), formato da operatori sanitari appartenenti a 48 strutture riabilitative che si occupano di mielolesione, si possono estrapolare alcuni dati interessanti che fotografano il “problema” lesione midollare.
Su 828 ricoveri, di cui il 47% considerati “primo ricovero” e il 53% “rientri”, la maggior parte dei casi sono di origine traumatica (65%), ma risultano in continuo aumento i casi dovuti a malattie (35%)

Il 69% sono pazienti tetraplegici e il 31% paraplegici; dei pazienti traumatici considerati al primo ricovero, il 55% hanno una lesione completa.
Le cause della lesione midollare di origine traumatica riscontrate sono:

incidenti d’auto 36%
cadute 22%
incidenti motociclistici 12%
incidenti sportivi 11%
tentato suicidio 3%
lesioni da arma da fuoco 2%
altre cause 14%

L’eziologia delle lesioni midollari non traumatiche (tab. D) emerse sono di origine:

neoplastica 28%
vascolare 27%
infiammatoria 16%
degenerativa 14%
altre cause 13%

Un dato molto importante, e nel contempo preoccupante, è la percentuale di pazienti – 46% – che al momento del ricovero presentano complicanze per piaghe da decubito. In particolare, per quanto riguarda i pazienti al primo ricovero trasferiti dalle rianimazioni, dalle neurochirurgie o dalle ortopedie, la presenza di piaghe da decubito è sinonimo di una non corretta assistenza.
Un discorso a parte meriterebbe il capitolo “costi”. Negli USA è stato stimato che i costi per le cure mediche e riabilitative intensive necessarie per i soggetti mielolesi superino di 10 volte quelle necessarie per i tumori, di 6 volte quelle per l’infarto e di 3 volte quelle per lo stroke.

Ma è giusto parlare, in questo caso di costi? Non sarebbe più corretto definirli “investimenti sociali”? Quanto risparmierebbe lo Stato e dunque la collettività con corrette cure e riabilitazioni delle persone para/tetraplegiche, che prevenga tutta una serie di complicanze, con risparmio evidente su ulteriori ricoveri, e permetta un reale reinserimento sociale, con risparmio sugli assegni di invalidità e guadagno sulle entrate tributarie che questi soggetti, recuperati al lavoro, potrebbero portare?

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