Un mezzo di trasporto disponibile anche per persone disabili
di Alessandro Mantovani
Credo ormai tutti conoscano questo tipo di mezzi, ma cercherò di dare una piccola panoramica su ciò che ho imparato personalmente per l’utilizzo di questi da parte di una persona disabile. La mia descrizione si dividerà su più fronti e principalmente si rivolgerà ad utenti che, come me, sono persone con Lesione Midollare e vivono su sedia a rotelle.
Innanzitutto un pò di storia: il nome Quad deriva dai primi mezzi, di origine americana, che essendo su 3 ruote venivano chiamati “Trikes”.
Passando alle 4 ruote la “contrazione” è nata in automatico e così sono nati i QUAD!
Questi mezzi creati principalmente come strumenti di lavoro da utilizzare sui luoghi più impervi e con fondi disagevoli (sabbia, neve, roccia), sono stati scoperti prima dal grande pubblico e poi anche dalle persone disabili, soprattutto per raggiungere mete impensabili a coloro che hanno problemi di deambulazione.
Attualmente i quad in vendita hanno prezzi a partire da 3.000/3.500€ in su (per una buona macchina si spendono attorno ai 5.000€, ma si può arrivare tranquillamente anche 13.000/14000€).
Con la attuale normativa, mi risulta che si possono avere (anche per invalidi civili) sovvenzioni per l’acquisto di Quad ma le Vostre Sanitarie sapranno darVi informazioni più precise in merito.
Tecnicamente parlando, il primo consiglio è sempre quello: contattate uno (o più) persone che posseggono un Quad, che hanno i vostri stessi problemi fisici, e chiedete un parere o semplicemente vedere come si sono comportati loro.
Queste comunque sono regole generali da considerare nell’acquisto di un quad:
Una prima “scrematura”, va fatta per l’acquisto di un mezzo a 2 o 4 ruote motrici. Personalmente posseggo un Quad a 2 ruote motrici e garantisco che difficilmente ho trovato difficoltà nel superare ostacoli. Se qualche volta sono tornato indietro, è sempre stata una scelta mia non per il mezzo.
L’acquisto di un mezzo a 4 ruote motrici, da sicuramente maggiori possibilità in condizioni gravose, ma il “rovescio della medaglia”, consiste nella guida, che risulta più pesante con la trazione inserita su tutte le ruote, senza considerare che il quad è più complesso e più pesante.
Questo per dire che le 4 ruote motrici sono utili, ma non indispensabili e valutate bene se acquistare un mezzo siffatto.…soltanto per andare a fare i giretti su strada asfaltata!
Altri consigli per l’acquisto sono:
- Su un quad piccolo (di dimensioni) è più facile salire (dalla sedia a rotelle). Contrariamente però, un Quad più grande è, più è confortevole sia nella seduta stessa che nella conduzione del mezzo stesso (attenzione: non c’è lo schienale!!) Consiglio quindi provare a salire sul mezzo prescelto e immaginarsi di dover tenere questa posizione per parecchio tempo e sotto sollecitazioni (buche, sassi, etc.).
- Analogamente alla salita sul mezzo, è anche importante (ma non indispensabile) la possibilità di riuscire a caricarsi autonomamente la propria carrozzina. I modi sono molteplici e, anche se al momento dell’acquisto è difficile fare una prova veritiera (magari necessitano delle modifiche), occorre verificare almeno se sul mezzo che avete scelto è possibile portare con se la carrozzina. Accertato questo, di minore importanza risulta il riuscire a farlo senza aiuto. Di notevole importanza risulta invece la capacità di riuscire a scaricare la carrozzina in autonomia. In effetti per “caricare” potete sempre trovare un aiuto, visto che la partenza è in un luogo sicuro e prestabilito, ma non avete idea dove potrete aver bisogno della vostra fedele carrozzina. E’ per questa ragione che è importante riuscire a scaricarla in autonomia.
- Anche sul quad, come per la conduzione dell’auto, è importante avere gli adattamenti necessari alla guida. Per una persona con lesione midollare (paraplegico), solitamente necessita un Quad con cambio di tipo automatico (marcia avanti, folle, marcia indietro) e soprattutto, acceleratore e freno integrale (che agisce sulle 4 ruote) con comando sul manubrio. Mentre per il cambio e l’acceleratore esistono molti modelli disponibili sul mercato, il problema può insorgere per il freno integrale sul manubrio. I Quad omologati prima del 2003 hanno tutti il freno integrale sul manubrio, in seguito però la normativa europea è cambiata e il freno integrale, può essere a pedale. In questo caso necessita una modifica che, come per le vetture, dovrebbe essere fatta da officine specializzate e con pezzi omologati. Tale modifica dovrebbe essere inoltre riportata anche sul libretto di circolazione. Il mio consiglio è quello di verificare il prezzo della modifica che potrebbe incidere di parecchio sul prezzo del Quad. Esiste invece un esiguo numero di mezzi (prevalentemente di origine asiatica) che ha già i freni a manubrio e non necessita quindi di nessuna modifica. Così come esistono sul mercato anche ottimi mezzi usati immatricolati prima del 2003 che possono essere utilizzati da persone in carrozzina sempre senza alcuna modifica. Come ultima possibilità, visto che il lavoro è di lieve entità, si può far eseguire la modifica per far portare il freno integrale sul manubrio da una officina generica, ma l’utilizzo del mezzo non potrà essere fatto su strade aperte al traffico. Questo per mancanza di omologazione.
- Una volta scelto il tipo di Quad da utilizzare e fatte le modifiche necessarie, bisogna (per chi non lo avesse già fatto) aggiornare la patente di guida. La categoria necessaria per la guida del Quad e la “AS” (A Speciale) per la quale dovranno essere riportate le modifiche esattamente come quelle presenti sul Quad che si vuole utilizzare. Per le opportune modifiche alla patente vi suggeriamo rivolgervi alla sede locale della motorizzazione Civile, oppure fare presente in sede di rinnovo patente la necessità di voler condurre un Quad (specificandone il tipo). Ricordiamo inoltre che un Quad è assimilato (per la Motorizzazione Civile) ad una moto, pertanto come per questa, bisogna pagare sia la tassa di proprietà (bollo) che l’assicurazione (di modesta entità). É infine obbligatorio anche l’utilizzo del casco. Eseguite queste pratiche burocratiche, è possibile guidare un Quad anche su strade aperte al traffico, anche se ne consigliamo l’utilizzo su quei terreni per i quali il mezzo è stato studiato e cioè il fuoristrada.
Concludo ricordando a chi fosse interessato all’acquisto che, anche se di modesta dimensione, un Quad occupa circa il posto macchina di un’auto, pertanto ha bisogno di uno spazio dove parcheggiarlo quando non è utilizzato.
Inoltre è possibile valutare per il trasporto per lunghi tragitti del quad stesso, anche l’acquisto di un apposito carrello da trasporto.
Ovviamente anche il carrello (circa 1.400/1.500€) necessita di un rimessaggio oltre all’installazione sulla vettura di un gancio di traino, Bollo e assicurazione, ecc., ecc..
Consigliamo comunque di fare un…passo alla volta. Se la cosa Vi stimola, potete scrivermi a: sandro.mantovani@infinito.it
Una sfida chiamata “Monte Arera”
Da sempre sono stato appassionato della montagna. É una tradizione di famiglia, noi si andava di malavoglia al mare e si passavano intere vacanze in montagna. Fin da piccolo erano tante le camminate sui monti per raggiungere vette e rifugi. Con l’andare degli anni la passione per la moto non cambiò le mete e fin da subito fu la stessa sfida.
L’incidente nel lontano ’87 cambiò di molto le cose e ricordo con tristezza quando, passando in auto, vedevo una mulattiera della quale “conoscevo anche i sassi” che non avrei potuto più percorrere se non con il ricordo. Ma la sfida più grande era sempre li, davanti ai miei occhi, la montagna più alta della valle dove da anni mi reco in vacanza: Il Monte Arera (2512 mt).
Questa montagna è veramente impegnativa, non solo per una persona in sedia a rotelle, ma presenta una lunga salita non riparata dalle piante che può mettere a disagio anche il “montanaro” più esperto. Un giorno, ad una fiera rivolta alla disabilità, provai un mezzo che da subito mi affascinò, soprattutto in previsione dei possibili sbocchi di utilizzo su terreni solitamente impraticabili. Quello fu il mio primo test su un QUAD!
Così in breve tempo, acquistai un mezzo di questo tipo e, in uno dei miei primi tentativi di utilizzare il Quad, scoprii che nel mio stesso paese di montagna (Serina-BG) era presente un’altra persona con lesione al midollo spinale con un mezzo praticamente uguale al mio! Subito entriamo in sintonia e imparo velocemente dal mio amico (Ferruccio) i primi rudimenti per utilizzare il Quad, visto che lui lo possiede da quasi un anno. Finalmente mi sento “maturo” per realizzare il mio sogno: risalire il Monte Arera fino al rifugio “Capanna 2000″.
Concordato un giorno con la mia fedele compagna (che poi diventerà mia moglie), carichiamo il Quad con la carrozzina e con tutto ciò che potrebbe esserci utile in questa avventura, e poi….. si parte!
Purtroppo la giornata non è delle migliori e il cielo si oscura sempre più, comunque ci avviciniamo alle pendici del monte Arera ed imbocchiamo la mulattiera che porta fino alla meta prefissa. La salita è molto impegnativa e il fondo molto sconnesso mette a dura prova tutte le mie capacità di guida. Ben presto comincia a piovere complicando ulteriormente le cose e dopo qualche km con serie difficoltà a proseguire sui sassi viscidi, decidiamo di fermarci sotto il porticato di una malga incontrata lungo la via. Attendiamo qualche tempo, ripartiamo verso il rifugio sotto un forte acquazzone, ma dopo poche curve decidiamo di tornare a casa. Nonostante questo fallimento, il desiderio di raggiungere il rifugio aumenta sempre più. Ne parlo con il mio amico e in breve tempo decidiamo di affrontare la cosa ognuno con il proprio Quad, qualche giorno più avanti.
Finalmente arriva la data e questa volta è una bella giornata. Le moto sono già attrezzate, pieno di benzina eseguito, rifugio di destinazione aperto. Si riparte! La strada è sempre molto difficoltosa, ma “tirando” alternativamente un po’ io un po’ Ferruccio, ci avviciniamo sempre più alla meta. Ben presto superiamo la malga dove si è concluso il mio primo tentativo, la strada è sempre dura, ma la nostra voglia di arrivare lo è di più. Ad un certo punto, aggirando un dosso, scorgiamo il rifugio “Capanna 2000″, le ultime sgasate e siamo li. Ce l’abbiamo fatta!!!
Parcheggiamo i Quad, scarichiamo le carrozzine, uno sguardo che i mezzi non abbiano subito danni di grossa entità (dovranno riportarci a casa…), ed entriamo nel rifugio a goderci il meritato riposo. Dopo poco giungono a piedi le nostre rispettive compagne (stremate), consumiamo un buon pasto all’interno del rifugio e ripartiamo, stanchi ma soddisfatti, per il rientro a casa.
Personalmente ricorderò questa avventura, maturata dopo anni di preparazione come una delle più piacevoli e di soddisfacenti che abbia mai vissuto.