Come sono diventata pilota di aerei ultraleggeri
Tutto è iniziato per caso: un giorno vengo invitata ad una festa in avio superficie a Caposile (vicino a Jesolo) e mi trovo catapultata in un mondo nuovo ma da subito molto affascinante! Quel giorno, alla festa, vedo volare per la prima volta la pattuglia composta da piloti disabili, quelli del WeFly team. Salgono sull’aereo con una velocità e disinvoltura che colpisce anche me. Una volta in cielo lo spettacolo è da pelle d’oca e penso “dateci i mezzi e noi riusciamo veramente a fare di tutto anche se disabili”.
Mesi dopo qualcuno mi parla del progetto “Volere volare” promosso dall’UNITALSI, inteso a finanziare diversi brevetti a persone con disabilità di varie regioni d’Italia. Ho preso l’occasione al “volo”, fatto richiesta di partecipare al progetto, sono stata scelta e ora eccomi pronta e carica di euforia per iniziare questa nuova avventura.
Ma prima di raccontare la mia esperienza è doveroso fornire alcune informazioni di natura tecnica.
GLI AEREI ULTRALEGGERI
Un ultraleggero (spesso anche definito ULM, dal francese Ultra-Léger Motorisé) è un aeromobile, destinato esclusivamente al volo da diporto e con limiti di peso regolamentati, inferiori a quelli dell’aviazione generale.
Dal punto di vista “tecnico” è un velivolo a tutti gli effetti, e anche dal punto di vista legale e normativo è considerato un aeromobile.
Vengono inseriti nella classe degli ultraleggeri anche il deltaplano ed il parapendio, sebbene non motorizzati.
Gli ultraleggeri motorizzati vengono generalmente divisi in:
- motoalianti
- pendolari (comandati su due assi con lo spostamento del peso)
- paramotore (parapendio con imbrago dotato di motore)
- tre assi (dotati di comandi sui tre assi spaziali: rollio, beccheggio ed imbardata)
- autogiri
- elicotteri
Sebbene gli ultraleggeri siano per la maggior parte di piccole dimensioni, semplici e lenti, alcuni possiedono il carrello retrattile, l’elica a passo variabile e possono raggiungere velocità intorno ai 350km/h.
REGOLE, LIMITI E NORME DI CIRCOLAZIONE
Il peso massimo degli ultraleggeri, comprensivo di strumenti, cinture e paracadute, non deve superare i 300 kg. per il Monoposto a motore (350 kgper anfibi ed idrovolanti) con la velocità di stallo (velocità minima che consente all’aereo di volare) che non può essere superiore ai 65 km/h., mentre per il Biposto a motore non deve superare i450 kg (500 kg per anfibi ed idrovolanti), sempre a pari velocità di stallo.
Si può volare su tutto il territorio dello Stato, dall’alba al tramonto, non sopra le città. Non si può volare ad una distanza inferiore ai5 km. da aeroporti dotati di torre di controllo; il sabato ed i festivi si vola ad altezza massima dal terreno1000 piedi(300 metricirca), gli altri giorni a500 piedi(150 metricirca: per altezza massima si considera quella misurata rispetto al punto più alto nel raggio di3 km
Ho frequentato la scuola di volo presso l’avio superficie di Caposile a San Donà di Piave ove ha sede la scuola di pilotaggio gestita dalla Federazione dei BARONI ROTTI.
L’aereo messo a disposizione e adattato per persone con disabilità è un Texan top class (http://www.flysynthesis.com/it/aerei/texan/topclass/page23.html). Il pilota controlla con le mani i comandi: spingendo con la mano destra la manopola, che gestisce la pedaliera, si fa un imbardata a sinistra (si gira a sinistra), mentre tirando la leva verso se stessi si fa un imbardata destra (si gira verso destra). La rotazione della manopola controlla la manetta del motore. Inoltre la leva del freno viene prolungata in avanti per permettere al pilota di raggiungerla anche con la mano sinistra. (http://www.baronirotti.it/images/stories/modificaTexan.pdf).
La prima cosa che ho pensato trovandomi vicino a un aereo è stata ovviamente “e ora come ci salgo qui?” Non ci vuol molto comunque ad imparare: mi posiziono con la carrozzina dando le spalle all’ala, mi allungo sullo schienale della carrozzina e da li salgo sull’ala. A questo punto infilo le gambe in cabina e mi sposto sul sedile. Durata dell’intera operazione 3 minuti. Una volta imparata la tecnica tutto è diventato semplice, un po’ come ogni cosa, del resto. Lo stesso vale per la pratica in volo. All’inizio tutto sembra così complicato e pensi sempre di dimenticare qualche passaggio, ma poi a forza di ripeterlo viene tutto in automatico, come quando si fanno le guide per la patente… con la piccola differenza che si è in aria! L’emozione più forte è stata il primo volo in solitaria. L’istruttore scendendo dall’aereo mi guarda e dice “Bene, adesso vai da sola, fai un paio di atterraggi”. Quello è stato il momento più bello che ricorderò per sempre. Il cuore batteva a mille, continuavo a ripetermi “concentrata Chiara, stai concentrata, mantieni la calma!”.
Decollo.
Non mi sembra vero. Sono orgogliosa di me e del lavoro che ho fatto. Cerco di rimanere concentrata e seria, ma dentro rido di gioia perché provo una soddisfazione enorme. In un attimo mi ritrovo sul mare però l’emozione e l’agitazione mi impediscono di godere del panorama, e già sono pronta per atterrare. Inizio le manovre e dalla base il mio istruttore mi comunica via radio che la pista è tutta per me! Un tuffo al cuore, e mi ritrovo a terra. L’adrenalina scende e comincio a tremare. Alzo il cupolino, mi rendo conto di essere tutta sudata. Continuo a ridere, non ci posso credere. Ho volato da sola! Una sensazione stupenda, che auguro a chiunque.
Ancora oggi, quando qualcuno mi chiede come è stato il mio primo atterraggio da sola, riesco solo a rispondere “non me lo ricordo! ero così agitata, euforica e tesa che non mi sono resa conto di cosa stava succedendo”. Mai ho provato nella mia vita una sensazione così bella…ero libera, in aria e mi sembrava di dominare l’intera laguna di Venezia!
DUNQUE VOLARE SI PUO’!
La Federazionedei BARONI ROTTI, associazione di piloti disabili, ha diverse sedi in Italia, nelle quali è facile avvicinarsi al mondo del volo ultraleggero e capire come una persona disabile può controllare l’aereo, sia a terra che in volo. Sul sito http://www.baronirotti.it/ é possibile trovare tutte le informazioni possibili. Viene costantemente aggiornato l’elenco delle loro scuole, e ci sono inoltre immagini, articoli tecnici, video su come salire in aereo ultraleggero, informazioni mediche e di altro genere sull’attività di volo per persone disabili.
Un’ultima doverosa informazione riguarda i costi. Come detto sopra io ho approfittato del progetto “Volere volare” promosso e finanziato dall’UNITALSI, ma non è certo se questa occasione si ripeterà ancora in futuro. Da informazioni che ho raccolto so che un corso di volo per ultraleggero costa mediamente circa 3000 euro, peròla Federazionedei BARONI ROTTI, per favorire le persone con disabilità, offre una grande opportunità praticando un prezzo che si aggira attorno ai 1000 euro.
Chiara Coltri
PS:
visto che sono la prima donna disabile in Italia ad aver preso l’attestato per il volo ultraleggero mi auguro che tante altre donne mi seguano e che provino a fare questa splendida esperienza.

