I NUOVI LEA: QUANTA CONFUSIONE!

 

Utili riflessioni del presidente della FAIP e della FISH Vincenzo Falabella


Molte criticità sono presenti nel Decreto del Consiglio dei Ministri che istituisce i nuovi LEA. Alcuni punti:

1) Non è ripresa, solo a titolo di esempio, la raccomandazione che sia previsto espressamente il diretto coinvolgimento della persona con disabilità e della sua famiglia nella predisposizione del percorso assistenziale (articolo 4, comma 2, lettera d);

2) ancora: che sia garantita alle persone con disabilità la continuità assistenziale attraverso il progetto individuale previsto dall’articolo 14 della Legge n. 328 del 2000, che integri interventi sanitari, sociali e di tutela (articolo 5);

3) nel testo viene ancora ignorata l’esplicita richiesta di escludere da gare d’appalto alcuni prodotti protesici di serie (carrozzine ortopediche, cateteri ecc.) che necessitano di un percorso prescrittivo individualizzato e di un appropriato percorso valutativo, si rischia così di fornire all’utente prodotti a basso costo e quindi di scarsa qualità..con tutte le conseguenze facilmente immaginabili…);

4) a questi mancanti recepimenti si aggiungono tutte le culturali e strutturali criticità dei LEA che avevo avuto modo di esprimere e che sono trasversali ai contenuti: dalla prevenzione alla diagnosi, dalla riabilitazione alle prestazioni protesiche, dai servizi ospedalieri ai servizi sociosanitari residenziali e semiresidenziali, dalle malattie rare a quelle croniche.

Se qualcuno spera poi che questi LEA siano davvero compiutamente esigibili rimarrà presto deluso. Lo stesso testo prevede, per essere realmente applicato, una serie di Intese Stato-Regioni: sui dispositivi monouso, sulle prestazioni protesiche, sui percorsi assistenziali integrati, sull’assistenza ambulatoriale… Sui tempi e gli intenti poco è dato sapere.

Ma oltre a ciò sono pendenti anche le decisioni che dovrebbe assumere la Commissione nazionale per l’aggiornamento dei LEA (già istituita lo scorso anno) e da cui sono escluse le organizzazioni delle persone con disabilità. La Commissione entro il 15 marzo (termine già ampiamente scaduto) avrebbe dovuto presentare la proposta di aggiornamento dei LEA “prioritariamente
attraverso la ridefinizione delle prestazioni ovvero la modifica delle loro modalità erogative, garantendo il mantenimento della compatibilità tra risorse e prestazioni da erogare in maniera omogenea sul territorio nazionale, secondo le modalità erogative appropriate, da finanziare in base alla quota d’accesso”. Nella sostanza se mancano le risorse i tanto celebrati LEA possono essere ridotti o applicati in modo progressivo. Il che rende i diritti dei Cittadini molto aleatori.

Ed i segnali, proprio a partire dalle risorse ancora incerte e che mancherebbero all’appello, sono poco rassicuranti dalle parti della Conferenza delle Regioni. In questo clima piuttosto caotico, in considerazione di uno strumento -i LEA- su cui nutriamo moltissime riserve, non possiamo che mantenere l’attenzione elevata ed esercitare tutte le azioni possibili per pretendere l’applicazione di un diritto umano incomprimibile: quello alla salute. Per ora i LEA non esistono, non garantendo livelli essenziali e uniformi di prestazioni e servizi nel Paese. E ciò è gravissimo.

Continueremo a lavorare con l’obiettivo di incedere per migliorare l’attuale sistema. In che modo: chiederemo con forza la partecipazione del nostro movimento all’interno della Commissione Nazionale. Lo abbiamo chiesto al Presidente della Repubblica in occasione della Giornata Nazionale, lo abbiamo evidenziato al Ministro Lorenzin. Solo cosi possiamo essere incisivi.