ITALIA STRAORDINARIA AI CAMPIONATI DEL MONDO
A SQUADRE DI TENNISTAVOLO PARALIMPICO

La prima edizione dei Campionati Mondiali paralimpici a squadre a Bratislava, in Slovacchia si è conclusa per l’Italia con un bottino storico di due medaglie d’oro e una di bronzo. Oltre a Michela Brunelli e a Giada Rossi in classe 3, sono saliti sul primo gradino del podio Andrea Borgato e Federico Falco in classe 1.

Bronzo invece per Peppe Vella e Federico Crosara in classe 2 che, dopo aver battuto la Spagna, in semifinale, hanno in finale molto impegnato i favoriti slovacchi, cedendo però alla fine per 2-1.

L’Italia ha quindi lasciato una scia tutta d’oro, dato che Michela Brunelli e Giada Rossi hanno lottato fino all’ultima pallina contro la Croazia e alla fine hanno vinto per 2-1, concludendo imbattute il girone unico di classe 3.

Le azzurre, guidate in panchina dal direttore tecnico Alessandro Arcigli, hanno scritto, con inchiostro indelebile, una pagina storica dello sport italiano. L’assalto alle vicecampionesse paralimpiche e campionesse europee, nonché bronzo iridato del 2014, era partito nel modo migliore per la veneta e la friulana, capaci di superare nel doppio -loro vero cavallo di battaglia- per 3-2 Andela Muzinic ed Helena Dretar Andrea Borgato e Federico Falco, nell’ultimo match che è valso l’oro, hanno battuto a sorpresa i grandi favoriti, i coreani Nam KiWon e Cho Jae-Kwan, 3-2 dopo un’accesa ed entusiasmante gara.

Italia straordinaria quindi ai Campionati Mondiali a squadre, in particolare oltre ogni aspettativa gli atleti veronesi della Bentegodi Brunelli, Falco e Crosara. L’euforia per le molte medaglie è stata rafforzata dalla posizione occupata nel medagliere. I conteggi, effettuati dal direttore tecnico paralimpico Alessandro Arcigli, hanno anticipato l’ufficializzazione da parte della Federazione Internazionale: gli azzurri secondi, alle spalle soltanto della Russia, che ha conquistato due ori e un argento.

«Quello che è accaduto la scorsa settimana-spiega il DT- è stato veramente strepitoso. Nulla era scontato e agevole e tutto è invece stato complicato nelle varie partite. Siamo all’apice, ai primissimi posti del tennistavolo paralimpico mondiale, e d’ora in poi fare meglio sarà impossibile. Non possiamo sottacere il fatto che mancasse la Cina, e comunque anche questo aspetto è la dimostrazione della difficoltà da parte di tutti di mantenere un certo standard di prestazioni e di partecipazione. Partecipare significa organizzarsi e prepararsi e se un colosso come la Cina non riesce a stare dietro a tutto vuol dire che il compito non è assolutamente facile. Gli altri Paesi c’erano tutti e dunque possiamo affermare che dopo la Cina l’Italia c’è».