LA SCELTA DELLA BADANTE

Vademecum per trovare la persona giusta alla quale affidarci con fiducia e serenità


Per migliorare la qualità della nostra vita, può essere indispensabile l’aiuto di un’assistente personale, la cosiddetta “badante”. Non sempre è facile trovare la persona giusta, con le opportune sensibilità e inclinazioni. Anche perché è consuetudine che questo lavoro sia eseguito da persone straniere che, pur dotate di buona volontà e pur avendo di molto migliorato la conoscenza della nostra lingua rispetto a qualche anno fa, possono talvolta vacillare di fronte a nostre richieste o abitudini quotidiane per nulla diffuse o consuete nei rispettivi paesi di provenienza, come Romania, Moldavia, Ucraina, Polonia, ex Jugoslavia o ancora Brasile, Colombia, Sry Lanka, Marocco ed altri ancora. Venuta meno la famiglia italiana con nonni e nipoti, zii e cugini, madri, padri e figli a portata di mano, ciascuno con un proprio ruolo, il ricorso a persone di altre nazionalità si rivela sempre più necessario. Con quali problemi pratici?

Problemi di lingua: come dicevo poco sopra oggi la padronanza della nostra lingua da parte di badanti straniere è decisamente migliorata, tuttavia se tali assistenti sono arrivate da poco alcune difficoltà possono comunque manifestarsi. Ma va subito detto che se la scarsa conoscenza della lingua è gestita da un carattere sveglio e attento, è un ostacolo superabile, magari con un po’ di collaborazione e una punta di ironia nella vita non guasta mai per sdrammatizzare ogni problema.

Modesta professionalità: non sono operatori professionali; la capacità di fare questo lavoro è basata sulla buona volontà e non su una preparazione specifica. A volte le necessità reali della persona assistita non vengono comprese e sono o sottovalutate o credute “capricci”, bisogna perciò insistere e far loro capire che, ad esempio, è meglio controllare la zona delle natiche tutte le sere che dover poi curare una piaga. Molto dipenderà dalla nostra capacità persuasiva nel trasmettere i bisogni solitamente ignorati da chi non vive sulla sua pelle una grave patologia. Chi vuole…impara!

Diversità culturali, ad es. lentezza o sprechi, sono più evidenti quanto più è lontano il paese di origine. Alcune abitudini si possono tollerare, altre sono incompatibili. Se una fuma fuori di casa ma lascia i mozziconi a terra, è un problema risolvibile; se invece non ha il senso dell’orario e ti fa arrivare troppo tardi al lavoro o ai tuoi impegni non va bene. Meglio spiegare subito, con pacata fermezza, le nostre esigenze, le nostre regole, la nostra “tabella di marcia”; se la persona proviene da un ambiente culturale più simile al nostro comprenderà più facilmente, altrimenti avrà bisogno di tempi molto lunghi (che forse non possiamo aspettare).

Famiglia lontana, spesso le persone che sono in Italia per lavorare hanno lasciato nel loro Paese i figli e i familiari; di conseguenza non sono sempre serene, è comprensibile che possano avere dei momenti di nervosismo e di instabilità che poi passano. Se però hanno alle spalle situazioni problematiche, inevitabilmente tendono a “scaricare” i loro problemi sulla persona che assistono, esprimendosi con continue lagne (ma proprio a me lo dici??) o comportandosi in modo aggressivo.

COME FARE DUNQUE A TROVARE UN’ASSISTENTE AFFIDABILE?

Sulla piazza troviamo un’abbondante offerta di badanti, anche se molte sono alla ricerca disperata di un posto senza avere i requisiti necessari (sono le badanti…sbandanti). È indispensabile quindi essere prudenti e cominciare la ricerca con un certo anticipo, se possibile.

Quali sono i criteri di selezione? La scelta è fondamentale, perchè la nuova persona deve fare un periodo iniziale di apprendimento, più o meno due mesi, per imparare le manovre per assisterci, le cose necessarie alla nostra salute, per conoscere la casa e i nostri ritmi. Se ci si accorge dopo che la persona non va bene, bisogna ricominciare tutto da capo ed è un grande stress. La ricerca di una badante si fa di solito tramite il passaparola, o tramite un’agenzia privata seria (in certi posti esiste un servizio pubblico), meglio ancora se attraverso tutte queste strade. Con alcune avvertenze:

il passaparola funziona a condizione che chi vi propone una conoscente o parente possa “garantire” per lei. Questo significa che conosce bene la persona e farà in modo che tutto vada bene. Evitate invece di chiedere in giro con leggerezza, e soprattutto non date il vostro numero di cellulare perchè verreste sommersi da un arrembaggio di chiamate.

le agenzie offrono in genere due tipi di servizi: 1) la ricerca, dietro un compenso di circa 400 euro, che consiste nel selezionare e presentarvi una persona con le caratteristiche che richiedete; 2) la gestione completa dell’assistenza, con un costo che varia da 1.500 a 1.800 euro al mese, include tutto e non dovete preoccuparvi di contributi, buste paga, ecc.. Devo dire che in base alla mia esperienza il punto debole di questa formula “all inclusive” sta nello stipendio troppo basso che loro danno alla badante (circa 800 euro), perciò hanno personale sempre nuovo e inesperto. Ciascuno poi faccia le sue valutazioni.

lo “sportello badanti” è un servizio pubblico e nelle zone in cui è presente può essere un riferimento utile e al di sopra degli interessi.

Qualunque sia la fonte, durante il primo colloquio bisogna spiegare in modo chiaro il tipo di lavoro che faranno, la situazione in famiglia, gli orari liberi ed il trattamento economico. Per noi para/tetraplegici è bene chiarire da subito che organizziamo personalmente gli orari, ad es. dell’andare a letto la sera, perchè se usciamo a cena con gli amici diamo un lavoro extra alla persona che ci assiste; l’assistente ideale è quella che è contenta quando usciamo. A loro invece bisogna chiedere: dove hanno lavorato prima e farsi dare un recapito della famiglia per avere informazioni (è molto utile…e si possono chiedere anche gli eventuali difetti); qual’è la loro situazione familiare, per capire se hanno uno spirito sereno e stabile, ma anche per sapere se hanno delle motivazioni forti per lavorare; in che zona della città o provincia hanno parenti o amici, perchè è importante che nel tempo libero possano distrarsi.

A seconda della situazione, l’assistente può essere anche un uomo, perchè no? Ha più forza fisica e di contro non ama piegare il bucato e stirare!! Per il resto sono valide le stesse considerazioni..

È da evitare, o valutare attentamente, una persona:

•con problemi alla schiena: non riuscirà a spostare pesi a lungo;

•molto “appesantita”; avrà facilmente problemi di schiena, inoltre la sua massa è un impedimento nel caso di spostamenti;

•che ha paura a fare tutto: al colloquio fatele provare ad es. uno spostamento sul letto, alcune si spaventano e rinunciano subito. Se non ha coraggio non c’è rimedio;

•che dice di saper fare tutto: non si rende conto della difficoltà e della attenzione necessarie.

Una constatazione curiosa che ho fatto con l’esperienza personale è che le badanti con cui mi sono trovata meglio sono quelle più simili a me, sia fisicamente per altezza e peso, sia culturalmente e come fascia d’età. Questo probabilmente perchè alla base del rapporto reciproco ci deve essere un buon affiatamento, solo così ci si sente affiancati dalla persona giusta.

 Come comportarsi per mantenere nel tempo un buon rapporto?

Nel nostro caso il datore di lavoro e l’assistito sono la stessa persona. Da una parte dobbiamo stabilire le regole e dall’altra desideriamo gentilezza, attenzione e vicinanza. Gestire la situazione non è facile, per mantenere un equilibrio ci si può basare su alcuni punti fermi.

Il primo passo è organizzarsi e rendersi il più possibile autosufficienti (“aiutati che Dio t’aiuta”), sia tramite gli ausili in casa che sforzandosi di fare tutto il possibile da soli;

dare uno stipendio puntuale ed adeguato, che tenga conto del lavoro extra che chiediamo, come: assistenza alla domenica, chiamate durante la notte, guidare la macchina, presenza di altre persone in casa, di animali;

premiare le cose ben fatte dimostrando apprezzamento, magari qualche volta con una pizza, un piccolo regalo, delle ore di riposo in più. Chiunque lavora meglio se trova riscontro positivo e soddisfazione;

fare il punto della situazione ogni tanto;

essere elastici con le loro dimenticanze se non sono gravi perchè può capitare a tutti di avere una giornata “storta” o di sbagliare per stanchezza. In ogni caso insistere solo sulle cose veramente importanti;

siate fermi sugli accordi presi all’inizio. È molto consigliabile scrivere nel contratto privato fra voi e il lavoratore le condizioni, in modo da evitare malintesi successivamente, specialmente per quanto riguarda i punti delicati come: le ore libere giornaliere, gli orari del giorno libero (dalle… alle…) e la parte economica (TFR, tredicesima);

la badante non è la tua migliore amica; non raccontarle proprio tutti i fatti tuoi perchè prima o poi ti troverai ad avere una confidenza eccessiva e al primo screzio ti sentirai criticare oltre al limite di rispetto consentito;

non dimenticare all’inizio di preparare l’ospitalità per loro, dando asciugamani e lenzuola e spiegando cosa possono prendere in cucina o come lavare il loro bucato, ecc..

Un concetto in particolare deve essere chiaro soprattutto nella nostra testa: noi para-tetraplegici non abbiamo bisogno di essere “badati”, ma di essere aiutati da una persona per ciò che vogliamo, ma non riusciamo fare. Questo significa che non dobbiamo farci condizionare dalle badanti, perchè, nel rispetto degli altri, la vita è la nostra . A tal proposito, ribadisco che il termine “badante” non è per nulla adatto alla nostra situazione. Sostituirlo con “assistente”, oppure “la persona che mi aiuta”, rende più chiaro il suo ruolo. A seconda delle esigenze individuali, l’assistente personale servirà ad essere più autonomi, a svolgere delle attività che vi migliorano la qualità di vita, ad es. dei semplici esercizi per le gambe o aiutare a sistemare dei documenti, attività che sono ben diverse dal lavoro di badante.

Quali errori sono da evitare? cadere nelle mani di finte Onlus, associazioni o cooperative sociali, che promettono di trovare per te tantissime badanti garantite con esperienza, magari -aggiungono- preparate con corsi di formazione. Attenzione: nessuno ha la bacchetta magica, non fatevi illudere. Purtroppo c’è chi con disonestà approfitta delle situazioni di bisogno; mettersi d’accordo che venga una persona che non è qua. Adesso si trova in Uzbekistan, ma sua cugina vi assicura che è bravissima. Poi quando arriva e vi vede scappa dopo due ore, valigia e tutto. Se proprio volete farlo, tenetevi un margine di tempo per fare una prova ed eventualmente cercare un’altra ragazza;  se è infermiera diplomata o (dice che) è un medico: non significa che sia adatta. Esistono infermieri e medici che trattano malissimo i pazienti, anche in Italia; tutto il mondo è paese..

E loro, le badanti, cosa pensano del lavoro con noi?

Dedicarsi ad una persona per assisterla è un compito impegnativo, che stanca molto psicologicamente. Per capire questo, provate a dedicare voi del tempo a loro, ad esempio per insegnare loro la lingua o per portarle a visitare la città. Vi accorgerete quanto poco dura la vostra buona volontà: il primo giorno due ore, il secondo 45 minuti e poi a scalare… Una volta una ragazza a cui stavo rivolgendo questa domanda mi ha risposto così: “Tu faresti la badante?”. Ad essere sincera credo che io non ce la farei, non avrei la mentalità per essere al servizio di una persona per tutto il giorno. Perciò, tanto di cappello a chi lo riesce fare.

APPENDICE (cioè UN PO’ DI BUROCRAZIA):

Documenti che il datore di lavoro deve preparare:

•contratto in scrittura privata*, una copia per il datore ed una per il lavoratore/trice;

•assunzione presso l’Inps. Si fa online, oppure attraverso un patronato (la stessa cosa vale per la cessazione del rapporto di lavoro);

•busta paga*, ad ogni fine mese. Una copia per il datore ed una per il lavoratore/trice, firmate;

•versamento dei contributi all’Inps, alla fine di ogni trimestre. Si calcolano online e viene prodotto un MAV da pagare attraverso la banca;

•CUD dichiarazione* per il lavoratore/trice. Si fa in gennaio per gli stipendi dati nell’anno concluso;

I minimi contrattuali stabiliti dal contratto nazionale di lavoro (CCNL) per i lavoratori domestici sono su internet. La categoria che ci compete è la “CS”: assistente di persona non autosufficiente, senza formazione professionale. I ratei di tredicesima, TFR (trattamento di fine rapporto) non sono compresi in questa cifra.

Aiuti economici e agevolazioni

L’ex-Progetto Vita Indipendente, attualmente ICD (impegnativa di cura domiciliare) riguarda le persone con disabilità grave (certificato in base alla legge 104/92 come “stato di gravità dell’handicap”) di età sopra i 18 anni, che vogliono gestire la propria vita in autonomia assumendo un’assistente. Consiste in un contributo economico mensile, vincolato alle spese dimostrabili di stipendio e contributi per la badante. Informazioni presso le Ulss-Servizi sociali;

Nel versamento dei contributi all’Inps, una quota è a carico del lavoratore e viene quindi sottratta nella busta paga; Agevolazioni fiscali: i contributi versati e le spese per le retribuzioni si possono detrarre dai propri redditi. Per le modalità consultare il sito www.colfebadantionline.it alla voce “agevolazioni fiscali”.

Valentina Bianco
*per contratto, busta paga e CUD io utilizzo dei moduli che ho perfezionato col tempo. Anche le agenzie e i patronati danno indicazioni su questi documenti e su come compilarli.

(Questo articolo è stato pubblicato nel n° 178 de l’Informatore (luglio agosto 2014). Viene riproposto e aggiornato con qualche modifica.)