Il ponte della Costituzione è il quarto ponte sul Canal Grande a Venezia. È meglio noto come ponte di Calatrava dal nome del famoso architetto spagnolo Santiago Calatrava. Il ponte attraversa il Canal Grande di Venezia fra piazzale Roma e la stazione ferroviaria Venezia Santa Lucia. I lavori cominciarono nel 2003 e terminarono quasi 6 anni dopo anziché dopo 18 mesi come era stato previsto in origine.

Per la sua costruzione è stato utilizzato principalmente acciaio e vetro, ed è stato aperto al pubblico, in modo non ufficiale, nella notte dell’11 settembre 2008. Infatti l’allora Sindaco Cacciari rinunciò all’inaugurazione formale del ponte, inizialmente prevista in occasione della visita del 18 settembre 2008 del presidente della Repubblica, che presenziava ad una manifestazione per il sessantesimo anniversario della Costituzione italiana. Ciò fu conseguenza delle annunciate manifestazioni di alcune parti politiche per il forte incremento dei costi e di alcune associazioni di persone con disabilità per la presenza di barriere architettoniche, che ne impedivano la fruizione a persone con disabilità motorie e visive, ipotizzando la violazione delle vigenti normative in materia tra le quali quella che prevede il divieto di finanziare con fondi pubblici opere che hanno la presenza di barriere architettoniche.

L’apertura del ponte avvenne quindi in sordina alle ore 23:44 di giovedì 11 settembre 2008 con un piccolo rinfresco alla presenza delle maestranze del cantiere, dei membri della giunta e di alcuni giornalisti.

Il costo finale di tale opera si aggira intorno agli 15 milioni di euro, a fronte dei 6,7 milioni di euro previsti nella gara d’appalto. Inoltre, altri costi sono previsti per la manutenzione ed il controllo in via continuativa.

I guai per il ponte cominciarono subito dopo l’apertura. Oltre alle numerose proteste e denunce da parte delle associazioni di disabili, infatti, molti sono stati gli scivoloni sui gradoni di vetro con infortuni e richieste di danni (si parla di più di cinquemila risarcimenti chiesti al Comune dagli infortunati di Calatrava, e in decine di questi l’amministrazione è stata costretta a pagare anche 50-60 mila euro).

Ma andiamo con ordine.

1-Per mettere una pezza al problema dell’inaccessibilità del ponte si pensò di fare un’OVOVIA, cioè un guscio sferico, appiccicato al ponte, che avrebbe dovuto servire a trasportare due persone con disabilità alla volta su e giù. Un’idea questa decisamente infelice. Infatti non è mai entrata in funzione con regolarità. Ha enormi problemi con la manutenzione, perché costruita come blocco unico, non ha pezzi di ricambio, per cui se si guasta bisogna tornare in fabbrica per fare analizzare il pezzo. Con ulteriore lievitazione dei costi. Tutto questo per non aver voluto progettare il ponte prevedendo delle apposite rampe che avrebbero consentito anche alle persone disabili di attraversarlo in sicurezza. Il costo dell’Ovovia si aggira attorno a 1,8 milioni di euro. Il Comune ora intende smantellarla anche se c’è il pericolo che la Corte dei Conti certifichi un danno erariale.

2-Per quanto riguarda invece gli scivoloni dicevo che parecchie richieste di risarcimento sono pervenute al Comune di Venezia per infortuni subiti da malcapitati cittadini o turisti, soprattutto nei periodi invernali quando si forma il ghiaccio sui gelidi scalini di vetro. Finalmente ora il Comune corre ai ripari e decide di sostituire otto doppie lastre di vetro del ponte della Costituzione, usando la trachite, una pietra molto usata a Venezia. In realtà era stato lo stesso Calatrava già qualche settimana dopo l’apertura a suggerire, per evitare le cadute, la sostituzione delle 24 pedate di vetro doppie con lastre in trachite. Un lavoro per niente complicato o costoso, aveva sottolineato. Ma allora la giunta di Cacciari fu costretta a lasciar perdere: i costi del ponte erano già lievitati abbastanza. Il lavoro previsto dal Comune questa volta si aggira sui 30 mila euro per gli otto gradini, e se i risultati saranno positivi non è escluso che si decida di cambiare tutti i ventiquattro gradoni di vetro.

Che finiscano i guai per questo maledetto ponte? Staremo a vedere!