L’EDUCAZIONE AL VERO RISPETTO DELLA DONNA

Una bella e riuscita iniziativa del Gruppo Donne del GALM

Il 26 novembre al Palazzo della Gran Guardia a Verona si è parlato di educazione e rispetto in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza verso la Donna. Questo nell’ambito della rassegna di incontri organizzati su questo tema dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Verona.

Stavolta, tra le associazioni aderenti alla Consulta, è toccato al Gruppo Donne del GALM organizzare il Convegno che, nonostante lo svolgimento in contemporanea della rassegna Job&Orienta presso la Fiera di Verona, ha avuto una buona presenza di pubblico, tra il quale la gradita presenza di alcune classi di studenti delle superiori che lo hanno seguito tutto con attenzione.

Si è iniziato con i saluti del Presidente del GALM Aldo Orlandi e della Vicepresidente Gabriella Fermanti che ha affermato come la violenza purtroppo non escluda la disabilità.

Il primo intervento in programma è stato quello dell’Assessore alle Pari Opportunità Anna Leso che ha sottolineato quanto il Comune di Verona ha fatto in questi anni su questo argomento attraverso la collaborazione con alcune associazioni e con l’apertura di una “casa protetta” per le donne che subiscono violenza. La Leso ha anche ricordato che il problema riguarda anche gli uomini, spesso pure loro si presentano per chiedere aiuto, infatti nel triennio 2013-2015 ci sono state 95 richieste da parte di uomini con ben 415 colloqui.

È seguito poi l’intervento della dott.ssa Annalisa Tiberio del Provveditorato agli Studi di Verona che ha parlato dell’impegno del mondo della scuola che cerca sempre di lavorare in sinergia con tutte le forze impegnate nella campagne si sensibilizzazione per educare al rispetto verso il prossimo.

La Presidente della Consulta Femminile del Comune di Verona dott.ssa Girelli, imprenditrice, ha evidenziato quanto sia importante per la donna l’indipendenza economica. Ci sono molte donne impegnate in impresa, in particolare nel settore terziario e con buoni risultati. Il mercato infatti non guarda in faccia nessuno, uomo o donna che sia: guarda solo ai risultati.

È poi intervenuto mons. Roberto Vesentini, responsabile della Pastorale per la salute della Diocesi veronese il quale ha ricordato come Gesù Cristo sia stato un rivoluzionario nel rapporto con la donna che a quel tempo era emarginata, relegata in casa e considerata un essere impuro. A questo proposito ha citato il brano del Vangelo nel quale Gesù interviene – in aiuto della donna adultera in procinto di essere lapidata – con la sua famosa affermazione “chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra” facendo così allontanare tutti i suoi accusatori e salvandola da una morte atroce.

Molto interessante poi l’intervento della dott.ssa Franca Consorte, psicologa e volontaria del “Telefono Rosa”, attivo a Verona da ben 15 anni. “Si tende spesso a nascondere la violenza per paura del giudizio dell’ambiente in cui si vive dove vige ancora lo stereotipo che l’uomo è forte e la donna invece debole. Molto importanti sono queste iniziative di sensibilizzazione che devono insegnare il rispetto reciproco tra uomo e donna”.

Coinvolgente la testimonianza di Paola Barollo, disabile in carrozzina, che dopo l’incidente che l’ha resa paraplegica ha incontrato forti difficoltà a reinserirsi nell’impresa dove lavorava precedentemente, sacrificando così una ventina d’anni di lavoro. Ciononostante con grande fatica è riuscita ad affermarsi in un’azienda che opera nel settore del benessere alla persona, dove viene valutata per quello che vale, non per il suo stato fisico.

Ha concluso il convegno Maria Tirapelle in qualità di responsabile del Gruppo Donne del GALM. Dopo aver ricordato le tante iniziative del gruppo da quando nacque nel 2005, si è soffermata sul tema della violenza contro le donne ed in particolare su quelle con disabilità che quando subiscono maltrattamenti sono vittime due volte: come donne e come persone disabili, in quanto più vulnerabili. Ha concluso infine affermando che “la giornata contro la violenza contro le donne è un momento prezioso per parlare di questo problema e come GALM abbiamo voluto esserci, dare il nostro contributo. Ma non è sufficiente parlare, dobbiamo veramente impegnarci a fondo tutti, ciascuno nell’ambiente in cui vive perché occasioni come queste non siano inutili, non necessarie. Dobbiamo fare in modo che l’unica e la sola disabilità da discriminare sia la violenza in tutte le sue forme.“