LONDRA

di Paolo e Katia Vitale


Approfittando del fatto che nostro figlio lavora a Londra, ci siamo regalati qualche giorno in una delle più popolate metropoli europee (almeno per il momento).

Partenza dall’aeroporto di Verona, con comodo parcheggio proprio di fronte all’entrata.

Abbiamo viaggiato con la compagnia Ryanair. Questa consente l’imbarco gratuito di un bagaglio a mano di circa 10 kg. Dopo aver fatto la prenotazione, ricordarsi prima della partenza di fare il check-in on line, qualche giorno prima, altrimenti vengono addebitati 45 euro. Occorre segnalare se ci si muove in sedia a rotelle, in maniera che venga prestata adeguata assistenza per l’imbarco. Lo si può fare anche in questo caso utilizzando la chat on line del loro sito. Consigliamo inoltre di acquistare dell’acqua, prima dell’imbarco; i voli low cost se prenotati per tempo sono molto convenienti, ma qualsiasi cosa in volo costa tantissimo.

Il volo dura circa 2 ore. L’aeroporto utilizzato dalle compagnie low cost è solitamente quello di Londra Stansted, che è una delle più grandi aerostazioni europee. Ricordiamo che lì è necessario togliere la plastica che protegge la carta d’identità, non conosciamo il motivo, ma vogliono cosi.

Londra è grandissima, ci vivono circa 8.400.000 persone, gli spazi sono enormi. Per andare dall’aeroporto verso il cuore della città si può optare tra il treno più costoso, oppure l’autobus che ci impiega più di un ora. I biglietti si possono fare ai distributori automatici, in contanti o con carta di credito. Importante: non accettano l’euro, meglio portarsi delle sterline ed una carta, con quest’ultima potete pagare qualsiasi cosa, anche un caffè. Noi abbiamo sempre usato gli autobus, questi sono dei gran turismo con una porta enorme che è dotata di una pedana, con la quale si può tranquillamente salire sul bus, trasferirsi su un sedile, dopodiché la carrozzina viene custodita nel bagagliaio.

Arrivati nella city, tutti (sì tutti!) i classici bus rossi a due piani hanno una pedanina, sempre funzionante che permette di muoversi in tutta la città con la massima praticità. A bordo c’è un posto a noi riservato. Prima di effettuare la prima corsa, bisogna acquistare una tessera chiamata Oyster, ricaricabile, che permette di utilizzare bus e metropolitane, che sono a pagamento anche per noi. Meglio sempre fare attenzione alle metro in quanto non tutte sono munite di ascensore per accedervi. Quindi occorre valutare attentamente se il tragitto che si deve effettuare è accessibile. Evitare i taxi, sono carissimi, ma se proprio si ha urgenza, si può scaricare sul proprio smartphone, l’applicazione UBER, questa consente, registrando la carta di credito, di accedere in tutta sicurezza ai taxi dei privati cittadini, selezionando anche il tipo di vettura desiderato. Noi ne abbiamo approfittato un paio di volte, con ottimi risultati.

Per pernottare abbiamo prenotato un albergo della catena Holiday Inn, con camere ampie e bagno totalmente accessibile. Londra in questo è il top, marciapiedi, strade perfette, e rampe da tutte le parti. Discorso a parte per i locali storici, che naturalmente come tali, non hanno magari il bagno dedicato, ma si può sempre trovare qualcuno pronto ad aiutare in caso di bisogno. Non esiste un vero e proprio centro, ma varie zone, distanti tra loro. Assolutamente da vedere e provare la ruota panoramica, una delle ottave meraviglie del mondo anche se il costo è piuttosto alto, ben 25 sterline. Pensate, ci è capitato di incrociare una volpe, lì è normale che giri per la città, senza disturbare nessuno. Da non perdere la vista panoramica dal grattacielo più alto d’Europa, The Stand, munito di un ascensore velocissimo. Se si hanno figli minorenni, ricordarsi che, dopo le 18, in qualsiasi posto vendano alcool, non è loro consentito l’accesso. Da vedere il Big Ben, il Tamigi ed i suoi ponti. Ci sarebbe stato tanto altro, ma avremmo avuto bisogno di molto più tempo. Per quanto riguarda la ristorazione, noi abbiamo pranzato con panini in varie catene alimentari, e cenato in locali tipici. Se si ama la birra e se si vuole provare ad entrare in un pub storico, The Old Blue Last fa al proprio caso: tre piani in tutto, ma l’accessibilità è garantita solo al primo. Tutti i locali e gran parte dei mezzi hanno il wi fi, per cui se si ha una connessione internet per il proprio telefonino, si può godere di molta autonomia. Il clima è freddo e ventoso in ottobre, quando abbiamo fatto il viaggio, quindi in questo periodo, non dimenticarsi di portarsi sciarpe, berretti e guanti.

Per il ritorno, si utilizza sempre lo stesso aeroporto di Londra Stansted dove c’è una zona di duty free shop, grande come un centro commerciale: occorre spingere la propria carrozzina per ben 10/15 minuti prima di raggiungere i gates.

Concludendo, meglio non perdersi una capatina in questa splendida città multietnica, dove le più svariate razze vivono in perfetta armonia.