NUOVO MODELLO ISEE 2016

Approvato il nuovo modello di dichiarazione Isee per l’anno 2016: novità, come funziona la dichiarazione sostitutiva unica, quali moduli compilare

                                                 

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L’ Inps ha reso noto che sono stati approvati i nuovi modelli ISEE le relative istruzioni che sostituiscono, dal primo gennaio 2016, la precedente modulistica. Ricordiamo che l’Isee è il modello, interno alla Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica), col quale è certificato l’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare: in pratica, serve a “misurare” la ricchezza di una famiglia. Tale dichiarazione è diventata indispensabile per richiedere qualsiasi tipo di agevolazione o sussidio erogabile da parte di Enti Pubblici.

Com’è strutturato

Sono previsti differenti moduli di dichiarazione, a seconda delle particolari situazioni inerenti al nucleo familiare dichiarante, ed a seconda delle prestazioni richieste:
• Dsu Mini/Isee ordinario: questo modello, riferito ad un nucleo familiare standard, consente di calcolare l’indicatore per la generalità delle prestazioni sociali agevolate;
• Isee sociosanitario: è il modello che interessa le persone disabili. Serve per richiedere prestazioni di natura sociale e sanitaria, come il ricovero in determinate strutture per i soggetti non autosufficienti, nonché per domandare prestazioni di assistenza domiciliare, bonus per acquisti ed altri servizi a favore delle persone con disabilità. Per ricevere tali prestazioni è dunque necessario che nella famiglia sia presente una persona disabile, la cui condizione di svantaggio sia certificata; per le prestazioni di natura previdenziale, è possibile considerare un nucleo familiare ristretto, presentando il modello Isee sociosanitario residenziale;
• Isee minorenni: il modello Isee minorenni va richiesto quando nel nucleo familiare è presente un solo genitore ed un figlio minore di 18 anni. I due genitori, dunque, non devono essere né coniugati, né conviventi tra loro: l’Isee minorenni deve essere presentato in queste situazioni, per verificare se e in che modo la situazione economica del genitore esterno al nucleo incida sul reddito della famiglia;

• Isee corrente: tale modello è basato sui redditi degli ultimi dodici mesi, perché si rifletta la reale situazione del nucleo, in base ad eventi avversi quali la perdita del lavoro;
• Isee università: si tratta del modello utile per la richiesta di prestazioni di diritto allo studio di un componente del nucleo familiare, per il quale sono previste diverse modalità di calcolo dell’indicatore; lo studente farà parte del nucleo dei genitori, anche se non convive con loro, a meno che non si dimostri la sua effettiva autonomia;
La nuova modulistica e le relative istruzioni per la compilazione sono disponibili nel sito dell’Inps, presso il portale “ISEE 2015”, a partire dal 1° gennaio 2016. Si consiglia comunque, vista la complessità del modello, di servirsi della collaborazione dei Patronati e CAAF, presenti ovunque nel nostro paese.

Un breve commento

L’iter legislativo del nuovo ISEE è stato molto laborioso ed ha visto come protagoniste le Federazioni Nazionali FISH e FAND che sono intervenute più volte nelle discussioni per cercare di correggere le iniquità contenute nelle varie proposte.
La modifica dell’ISEE ha origine dal famoso decreto “Salva Italia” del governo Monti nel 2011, decreto convertito in legge con una grandissima maggioranza parlamentare. L’articolo 5 contiene le indicazioni per la definizione del nuovo ISEE. È in quell’articolo che viene previsto di considerare come reddito anche le provvidenze assistenziali (pensioni sociali, indennità di accompagnamento, assegni di cura ecc.). Contro quell’ipotesi le Federazioni hanno immediatamente alzato la voce. Nel Parlamento purtroppo non si è trovata sponda alcuna: in tre settimane quella disposizione diviene legge.
Nel febbraio dell’anno successivo il Ministero del Lavoro elabora la prima bozza del decreto. In linea con le prescrizioni che il Parlamento aveva stabilito, ne escono regole e criteri secondo i quali chi ha in casa una persona con disabilità finisce per essere trattato in modo molto più svantaggioso rispetto ad un nucleo familiare che non ce l’ha, a parità di reddito. Le Federazioni lo contestano, dimostrano il paradosso con l’evidenza dei numeri delle prove e lo fanno opportunamente sedendosi a quel tavolo di confronto.
Le Federazioni informano anche l’esterno: associazioni, giornali, parlamentari, accademici.
Ne esce una seconda stesura: anche questa restituisce un quadro comunque drammatico e con indicazioni paradossali. Le Federazioni oppongono la richiesta di ulteriori correzioni sostanziali. Alcune vengono riprese, molte altre no.
Segue una terza stesura, su cui non c’è stato confronto con le Federazioni ma che viene presentata alle Commissioni parlamentari per il parere non vincolante previsto dalla norma. La Commissione esprime un generale apprezzamento richiedendo però alcuni aggiustamenti relativi alle persone con pluriminorazione e ai nuclei monoparentali.
In audizione le Federazioni ribadiscono che il “peccato originale” rimane quello del decreto “Salva Italia” laddove prevede di considerare le provvidenze assistenziali alla stregua di un reddito.
L’ISEE attuale non ha avuto e non poteva avere l’assenso delle Federazioni, ma a quel tavolo si sono sedute e alcuni risultati li hanno ottenuti. Senza la loro azione, probabilmente oggi l’ISEE sarebbe applicato anche all’indennità di accompagnamento, non ci sarebbero franchigie per le diverse condizioni di disabilità né vi sarebbe la possibilità di detrarre completamente le spese sostenute per l’assistenza personale. E soprattutto l’ISEE sarebbe già in vigore nella sua forma peggiore dall’inizio del 2013. Non fosse stato per le due Federazioni, un ISEE ben peggiore di quello approvato sarebbe già in vigore da un anno.
Nel testo approvato rimangono quindi paradossi e iniquità; lo strumento si basa sulle stesse fonti che consentono l’evasione fiscale; i meccanismi gestionali sono di grande complessità e complicazione: possono essere trovati artifizi e aggiustamenti ma, se il Parlamento non interviene per modificare la norma originaria, non ci si può attendere che l’ISEE sia uno strumento davvero equo.
(tratto in parte dal comunicato stampa della FISH)

 

PROVVIDENZE ECONOMICHE PER INVALIDI CIVILI, CIECHI CIVILI
E SORDI: IMPORTI E LIMITI REDDITUALI PER IL 2016

Isee 2016

Ogni anno vengono ridefiniti, collegandoli agli indicatori dell’inflazione e del costo della vita, gli importi delle pensioni, assegni e indennità che vengono erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi e i relativi limiti reddituali previsti per alcune provvidenze economiche. Per il 2016 importi delle provvidenze e limiti reddituali sono stati fissati dalla Direzione Centrale delle Prestazioni dell’INPS con Circolare 31 dicembre 2015, n. 210 (Allegato n. 4).
Come si potrà notare gli scostamenti sono nulli o minimi. Ciò perchè INPS si adegua alle indicazioni del decreto del 19 novembre 2015, emanato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, che fissa nella misura dello 0,2 per cento l’aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni, in via definitiva, per l’anno 2015, e nella misura dello 0,0 per cento l’aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni, in via previsionale, per l’anno 2016. Nella tabella riportiamo gli importi in euro, comparati con quelli del 2015 (definitivi).

Tratto dal sito www.HandyLex.org