(tratto da un’intervista di Vincenzo Borgomeo a Luigi Altamura, responsabile delle polizie municipali dell’Anci (Associazione dei Comuni Italiani) e Comandante della polizia municipale di Verona apparsa sulle pagine di “La Repubblica Motori”)


“In Italia ci sono due milioni di pass disabili, un numero enorme vista la complessità per averne uno. E, soprattutto, uno su quattro falso. Ossia è illegittimo perché riferito a un parente ormai defunto”. E’ Luigi Altamura, responsabile delle polizie municipali dell’Anci e Comandante del Corpo Polizia Municipale di Verona a denunciare la cosa. Oltre a fornire i numeri del fenomeno:

ci sono 72236 tagliandi per disabili a Roma, 5800 a Catania, altrettanti a Bari, 12 mila a Torino, 9800 Bologna, 20 mila a Napoli e 11 mila a Firenze, 9900 a Verona, 14.400 a Palermo.

“Il pass disabili – spiega Altamura – è la “chiave viabilistica” che apre tutte le porte. Entrare in una zona a traffico limitato, percorrere le corsie preferenziali, parcheggiare a ridosso di stadi, palazzetti, luoghi centrali dove si svolgono grandi eventi come le fiere e i concerti, parcheggiare gratuitamente sugli stalli blu a pagamento, dove il Comune non ha tenuto in considerazione una sentenza della Cassazione che nega il diritto alla gratuità della sosta ma non quello alla mobilità”.

Ma ci sono state tante novità nel settore, possibile non si sia riusciti a cambiare nulla?

“Dal settembre 2012 il pass disabile è diventato il CUDE, contrassegno unificato disabili europeo, cosicché i diritti si allargano ai 28 stati dell’Unione Europea. Il talloncino blu diventa uno strumento di mobilità insostituibile. Il loro numero aumenta di giorno in giorno soprattutto dove sono attive telecamere per sanzionare gli accessi  abusivi alle ZTL e alle corsie bus. Per il rilascio occorre presentare al comune di residenza il certificato medico in originale del medico del Distretto Sanitario di appartenenza, dal quale risulti che nella visita medica è stato espressamente accertato che la persona per la quale viene chiesto il contrassegno ha titolo ai sensi dell’art. 381 DPR 495/1992, ovvero verbale della commissione medica integrata ai sensi dell’art. 4 Legge 35/2012, dove sia specificato che l’interessato ha diritto al contrassegno, presentato in copia con dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà sulla conformità all’originale, due foto a colori formato tessera dell’avente diritto, e una o più targhe che collegano il pass al veicolo”.

Una burocrazia eccessiva?

“In tutto questo enorme numero di veicoli in circolazione, i disabili sono costretti in caso di viaggio dalla città di residenza ad un’altra in cui sono attivi i sistemi di sanzionamento tecnologici, a telefonare, scrivere mail, fax, con cui comunicano la targa (leggi il parere del Ministero su richiesta di comunicazioni pass disabili ai vari comuni). Infatti non esiste una banca-dati nazionale e nessun parlamentare ha mai speso energie nel voler approvare una semplice norma che colleghi tutte le municipalità ad un sistema di controllo serio ed efficace a tutela dei veri disabili”.

Un sistema anti frodi?

“Si, perchè il problema è il solito furbetto. Abbiamo i falsi pass disabili (e finalmente i Tribunali condannano anche per l’uso delle fotocopie – vedi allegata sentenza del Tribunale di Verona -), abbiamo gli utilizzi indebiti di pass intestati a morti, intestati ad allettati (soggetti da mesi se non da anni immobili a letto nelle case di riposo o negli ospedali), intestati a soggetti che non sono più disabili, intestati a disabili effettivi ma non presenti in città perchè al mare o in montagna o all’estero. Insomma una casistica che non conosce tregua, che ha i picchi ad esempio come a Verona durante il Vinitaly per parcheggiare quasi fin dentro i padiglioni per assaggiare un ottimo prosecco, oppure vicino all’Arena per andare a vedere Ligabue. Questi siti vengono chiamate “tonnare” perchè è certo il rientro al comando con una serie di denunce o pass ritirati per l’uso indebito. Si perchè a Verona il Sindaco Federico Sboarina da diversi anni ha introdotto una ordinanza che ne comporta il ritiro per l’uso indebito. Un caso quasi unico che ha però ridotto il numero di “furbetti”.

Ma non basta…

“Direi di no: per far rispettare le leggi e il Codice servono i controlli sia automatici sia con le divise in carne ed ossa. A Verona dal 2009 abbiamo una banca-dati denominata Citypass che rispetta le prerogative indicate dal Garante per la Privacy e che permette, esclusivamente agli organi di polizia stradale e giudiziaria, di controllare la validità di un pass e se il disabile è ancora in vita. Nessuna violazione della privacy insomma perchè il progetto ora è stato esteso alla Regione Veneto. La chiave è questa: il Comune di Verona ed i Comuni aderenti il protocollo che prevedono l’autorizzazione ad una o più targhe utilizzate dai titolari di pass disabili inseriscono autonomamente l’informazione sulla piattaforma ZTL di Verona. Il servizio permette al titolare di evitare di dover comunicare il proprio passaggio al fine di evitare il sanzionamento automatico dei varchi ZTL (tutela enorme dei veri disabili non più costretti a scrivere o telefonare)”.

E che protezione per la privacy?

“Va chiarito che le informazioni necessarie alla piattaforma finalizzate ad autorizzare la targa non sono riconducibili alle informazioni sensibili di possesso del PASS DISABILI che restano a totale ed esclusiva gestione del Comune di appartenenza. Solo l’organo di polizia giudiziaria potrà vederle ma solo se necessario”.

 Torniamo a vostro progetto CITY PASS.

“Gestisce l’informazione minima relativa all’esistenza di una autorizzazione in grado di permettere il passaggio sotto tutte le ZTL della Regione. Le informazioni relative all’eventuale PASS DISABILI associato all’autorizzazione restano in gestione e custodia della Amministrazione Competente che l’ha emesso. Oggi abbiamo un nuovo strumento che si chiama “Giano2”, un sistema informativo che legge dentro le banche-dati del Comune (permessi, verbali, incidenti) e fuori (Motorizzazione, Aci, ecc). I risultati sono devastanti per i furbetti. Ecco perchè la Polizia municipale invita i familiari dei disabili deceduti a restituire bonariamente i pass, anzichè continuare ad utilizzarli “distrattamente”. In Emilia Romagna si era tentato un progetto simile che però era stato bocciato dal Garante. Proprio grazie alle osservazioni del Garante, ora i Comuni più virtuosi e con tecnologie avanzate si associano per le attività di polizia stradale e l’auspicio che il nuovo Governo prenda in seria considerazione l’esigenza di gestire la banca-dati dei pass disabile nazionale”.

Cosa fare quindi?

“Insomma la banca-dati deve essere introdotta da subito, servono maggiori controlli degli organi di polizia stradale e i comuni devono far parlare le proprie banche-dati (anagrafe con traffico ad esempio per sapere i deceduti in tempo reale)”.


Il telepass rappresenta un metodo di pagamento del pedaggio autostradale molto utile per le persone con disabilità, soprattutto per coloro con maggiore difficoltà nel movimento. Questo sistema consente di transitare ai caselli autostradali senza necessità di fermarsi per ritirare il biglietto d’ingresso e per il pagamento all’uscita. I costi dei pedaggi vengono memorizzati, fatturati periodicamente e addebitati sui propri conti correnti bancari. Ovviamente questa facilitazione prevede anche il pagamento di un canone che, però, per alcune categorie di guidatori è gratuito, tra le quali anche le persone con disabilità con patente B speciale.

Per ottenere il telepass senza canone di locazione occorre seguire le seguenti istruzioni:

  • 1_si va nella propria banca dove si può sottoscrivere il contratto;
  • 2_a casa dopo circa 15 giorni arriva con corriere l’apparecchio Telepass con le istruzioni inserite dentro la busta;
  • 3_con tutte le carte che ha rilasciato la banca, tutto quello ricevuto con il corriere, la patente speciale, la fotocopia del proprio certificato di invalidità e la fotocopia del libretto dell’automobile (è prevista anche la possibilità di inserire un’altra targa), ci si reca di persona al Punto BLU di Telepass presente nelle maggiori città (per coloro che risiedono nel veronese a Verona Sud o a Affi) e allo sportello l’impiegato completa la pratica con la quale si ha diritto all’esenzione del canone trimestrale

Per ulteriori informazioni si può chiamare il n. verde della società autostrade 800269269 o recarsi al Punto Blu più vicino.