PERCHÉ È ASSURDO E INGIUSTO UN MINISTERO DELLA DISABILITÀ

La nascita del Governo M5S – LEGA ha dato vita per la prima volta ad un autonomo Ministero della Disabilità, tematica fino ad ieri legata a quello delle Politiche Sociali. La decisione ha fatto molto discutere il mondo dell’associazionismo, non gradita soprattutto per motivi culturali. C’è il timore infatti che la persona con disabilità venga vista al di fuori del contesto sociale, come un “diverso” da accudire e proteggere anziché considerarla portatrice di diritti ma anche di doveri al pari di qualsiasi normodotato. Un tempo non molto lontano, le persone con lesione midollare erano considerate “malate”. Ci sono voluti anni di impegno in una costante opera di sensibilizzazione per uscire da questa visione sbagliata. Ora c’è il forte timore che si possa verificare una regressione, in questo ambito. Riportiamo di seguito un interessante parere di Ileana Argentin, disabile, che nella scorsa legislatura è stata parlamentare, nelle file del PD, nelle quali si è impegnata a dare risposte ai bisogni delle persone con disabilità. Ovviamente è una opinione personale, può non essere condivisa da tutti. Per questo l’Informatore è disponibile a pubblicare anche altri punti di vista su questo attuale e controverso argomento.

La redazione

Sono senza parole, dopo poco meno di 100 anni di battaglie per i diritti alle pari opportunità, abbiamo un nuovo governo che ci ghettizza in un ministero della disabilità. Le persone con handicap sono cittadini come tutti gli altri, e bisogna occuparsene come si fa con tutti a 360°.

E invece eccoci qua, con un tal Lorenzo Fontana in qualità di ministro della Disabilità, che si interessa delle persone con handicap come se fossero un mondo a parte. Se il buongiorno si vede dal mattino, certo questo non è un buon inizio.

Le barriere culturali sono le più difficili da abbattere. Per cui trovo gravissimo che si sia arrivati a fare un dicastero specifico per chi vive un disagio fisico, psichico o sensoriale. La mia speranza è che le forze politiche del Parlamento evidenzino questa folle scelta che ribalta il principio dei diritti in assistenzialismo.

Mi chiedo inoltre, perché questo ministero sia stato concepito senza portafoglio, cosa vuol dire? Che i capitoli di bilancio rimangono gli stessi e che non cambierà nulla? O che il dicastero in questione serve solo per far tacere la disabilità?

Non lo so, ma ho la certezza che i partiti di governo stanno asfaltando anni di battaglie condotte in prima persona da famiglie e disabili. Il soggetto diversamente abile ha il diritto di vita negato da chi lo rende volontariamente solo un “malato”.

Infatti è necessario ricordare che l’handicap è uno status di vita e non una patologia e, di conseguenza, cosa è che accomuna, secondo Lega e M5s, persone con tali limiti? Le carrozzine, i bastoni bianchi o forse le cartelle cliniche… Noi disabili siamo persone diverse una dall’altra ed è assurdo che ci mettano tutti ugualmente nello stesso contenitore. In qualità di cittadini tutti i ministeri si devono occupare delle persone singolarmente e non per categorie, altrimenti la nostra diversità in qualità di disabili diverrebbe esponenzialmente al quadrato.

In breve, mi dissocio da chi vuole rappresentarci diversamente a tutti i costi.

Ileana Argentin