POTENZIATO IL SERVIZIO DI SUPPORTO PSICOLOGICO

PER I PAZIENTI CON LESIONE AL MIDOLLO SPINALE

Novità in corsia per tutti i lesionati midollari che sono in cura all’Unità Spinale di Negrar. Dallo scorso settembre i pazienti in degenza e i loro familiari possono contare sulla presenza di una psicologa “speciale” che è andata a potenziare l’aspetto del supporto psicologico, ormai da anni saldamente in mano alla dottoressa Maria Grazia Gambini. Lei si chiama Irene Soffiati, 29 anni, laureata all’Università di Padova, iscritta da due anni all’albo e prossima alla scuola di psicoterapia. All’età di 18 anni la dottoressa Soffiati ha subito un incidente che le ha provocato la lesione della colonna vertebrale all’altezza delle vertebre L1-L2 e da allora si muove in sedia a rotelle.

Questo piccolo “contrattempo”, come lo chiama lei, non ha fermato il suo sogno di diventare una psicologa e ha indirizzato il suo percorso di studio verso la psicologia clinica volta a dare una risposta e un sostegno a chi si trova in una posizione in cui lei stessa è stata.

L’assunzione a Negrar, legata ad un progetto annuale, è stata possibile grazie allo sforzo della direzione del Sacro Cuore, che ha accolto con entusiasmo e grande attenzione la proposta convinta e pressante del G.A.L.M. di dedicare una specialista unicamente ai casi di lesione midollare di varia natura e ai familiari di questi ultimi.

Gli obiettivi specifici del progetto, ambizioso e a tratti innovativo, sono i seguenti:

Accogliere il paziente e i suoi familiari;

Sostenere paziente e familiari nell’intera fase di elaborazione della perdita, ponendo attenzione a possibili manifestazioni patologiche e ai meccanismi di difesa messi in atto;

Aiutare sia il paziente che i familiari nella gestione e nella comprensione del dolore;

Favorire il processo di adattamento alla nuova situazione vissuta dal paziente aiutando la ricostruzione di Sé del soggetto e facilitando la comprensione dei propri bisogni;

Sostenere il paziente nel primo periodo successivo al rientro a casa dopo la degenza in U.S.

Il servizio è ovviamente gratuito; l’accesso avviene su invio del medico del reparto o tramite proposta spontanea del paziente.