EKSO, IL TOP DELLA TECNOLOGIA NELLA RIABILITAZIONE,  ORA ANCHE NELL’UNITA’ SPINALE DI NEGRAR

 

L’Unità Spinale di Negrar si è dotata di Ekso, un’imbracatura-robot che permette di stare in piedi e camminare, accelerando cosi il processo riabilitativo di persone con lesione midollare e cerebrali. Si indossa come una tuta, adattandosi alla corporatura del paziente. Uno strumento che si usa al momento solo in ambito ospedaliero, sotto il controllo di medici e fisioterapisti che curano il percorso riabilitativo.            P1050294_2Ekso  è un esoscheletro prodotto da una ditta californiana e rappresenta la nuova frontiera tecnologica per la riabilitazione  L’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar è il secondo ospedale del Veneto ad averlo in dotazione  e ad usarlo in Unità Spinale.

Il primario del dipartimento di Riabilitazione Renato Avesani lo ha presentato mercoledì 16 settembre assieme al suo staff, al presidente dell’ospedale, fratel Carlo Toninello, al direttore amministrativo Mario Piccinini, ai docenti universitari di Verona Giancarlo Tassinari (neurologo, professore ordinario di Fisiologia e presidente del collegio didattico del corso di laurea in fisioterapia) e Valentina Moro (professore associato di neuropsicologia, già fisioterapista all’ospedale negrarese).

 

Soddisfazione è stata espressa dal Presidente del GALM Orlandi, presente con alcuni soci, che, ricordiamo, aveva spinto molto la dirigenza dell’ospedale per l’acquisto di questo validissimo strumento riabilitativo, tra l’altro, dal costo molto alto.

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La prova dimostrativa è toccata a Simone Careddu, maresciallo della Folgore che è rimasto paraplegico a causa di un attentato mentre era in missione in Afghanistan. “E’ una sensazione bellissima  stare in piedi e poter fare qualche passo.” ha dichiarato durante l’intervista  “speriamo che in futuro Ekso migliori e diventi meno ingombrante e più leggero in modo da poter andare a passeggio.”

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