RESTAURATA LA MITICA 500 DI GABRIELLA BERTINI

Bella e singolare iniziativa del Fiat 500 Club Italia che ha fatto restaurare la prima auto adattata guidata da una donna


Avevamo riportato la notizia della morte di Gabriella Bertini nel numero 194 de l’Informatore.

Gabriella, combattiva donna con paraplegia, scomparsa poco tempo fa, è stata la prima donna italiana a prendere la patente speciale e a guidare un’auto, una Fiat 500 appositamente attrezzata con comandi speciali. Eravamo negli anni ’60, tempi in cui le poche persone che sopravvivevano al trauma della lesione midollare erano confinate negli istituti o nelle proprie case e si muovevano su carrozzine di 30 kg. Gabriella, battagliera com’era, rappresentò per molti versi il cambiamento e la nascita del movimento associativo delle persone con lesione midollare.

Ebbene, questa mitica 500, che Gabriella donò all’Associazione Paraplegici di Livorno, è tornata a vivere, completamente restaurata, per merito della collaborazione tra Rhibo (azienda specializzata nella realizzazione di pezzi di ricambio non originali per autovetture), ed il Fiat 500 Club Italia.

Il restauro è iniziato a Ceva l’11 settembre dell’anno scorso ed è proseguito in varie tappe nelle piazze italiane in occasione dei raduni del Fiat 500 Club Italia, per un totale di 10 appuntamenti durante i quali il pubblico ha potuto vedere meccanici e carrozzieri al lavoro, allo scopo di restituire splendore alla Fiat 500 dell’Associazione paraplegici di Livorno. .

Sabato 8 luglio Fabrizio Torsi,Presidente dell’Associazione paraplegici di Livorno e attuale proprietario della Fiat 500 ha parlato della sua storia personale durante il Talk Show del Meeting Internazionale di Garlenda. Un legame speciale con Gabriella Bertini dato non dalla condivisione dello stato di persona con disabilità, ma dalla voglia di non farsi mancare nulla e vivere la propria esistenza al 100%, senza scuse, con coraggio ed entusiasmo.

Quest’auto unica ha così potuto raccontare ai presenti al meeting la propria incredibile storia, famosa ormai in tutta Italia grazie al Fiat 500 Restyling Tour.

La sera dell’8 luglio al Parco Villafranca, durante il gran Galà per i 60 anni del mitico cinquino, Rhibo ha riconsegnato la Fiat 500 ai legittimi proprietari, La consegna è stata possibile dopo un duro lavoro che ha coinvolto numerose persone. Tra i molti è stato fondamentale il lavoro della Carrozzeria Michele e Davide Andreis di Priola, che ha seguito il restauro fino alla fine, Baravalle 2000 che si è occupato della parte meccanica, Julcar che ha fornito vari accessori, FK Italy che ha omaggiato la sverniciatura ad acqua. Il momento è stato carico di emozioni. Una soddisfazione per chi ha visto il compimento di un progetto, la realizzazione di un sogno. Ora quella Fiat 500 adattata con comandi manuali è di nuovo pronta per viaggiare in strada, per garantire l’autonomia a persone disabili che possono chiederla in prestito all’Associazione paraplegici di Livorno.


L’eterna ragazzina che si chiama ‘500’

Col suo muso sbarazzino ha festeggiato i primi sessant’anni al Meeting di Garlenda

Far del bene viaggiando in 500

A volte si può aiutare chi soffre anche al volante di auto d’epoca. Luca e Andrea Bonventre di Chiericon su una 500F del 1966 hanno macinato 26.930 chilometri nel viaggio durato un anno da Torino a Tokio, attraversando 12 paesi e raccogliendo fondi che hanno permesso
di devolvere all’Ospedale Regina Margherita di Torino un importo di 20 mila euro. Nel loro lungo viaggio i due cugini piemontesi hanno visitato molti ospedali e raccolto i sogni dei bimbi ricoverati (www.500berevolution.it). La loro esperienza è stata presentata ai primi di luglio a Garlenda (SV) sede del Fiat 500 Club Italia che ha organizzato una grande festa per il 60° della mitica utilitaria, nata nel 1957. Da tutto il mondo sono arrivate 1200 Fiat 500 provenienti da 18 paesi stranieri, richiamate dalla grande festa messa in piedi dal club di Garlenda che ha raggiunto l’imponente cifra di 21 mila soci, pubblica la rivista bimestrale ‘4 Piccole ruote’ per aggiornare su tutte le novità, promuove gli incontri, racconta le storie di vita vissuta, e assicura lavoro a ben undici collaboratori che lavorano con contratti a tempo indeterminato al Fiat 500 Club Italia, riuscendo a organizzare più di 250 raduni l’anno. Il club, federato ASI (Automotoclub Storico Italiano), è anche testimonial di pace Unicef e attivo sostenitore del progetto ‘Zero bambini morti in Africa’ oltre che generoso collaboratore dell’Ospedale pediatrico Gaslini di Genova dove da 17 anni, il giorno della Befana, i cinquecentisti si recano dai bambini ricoverati portando doni e cercando così di mitigare le sofferenze con un sorriso e un po’ di festa.

La Fiat 500 di Gabriella Bertini

A Garlenda uno degli interventi più apprezzati è stato quello del livornese Fabrizio Torsi, che ha ricordato la figura di Gabriella Bertini, protagonista di memorabili battaglie per l’integrazione delle persone con disabilità, riportate anche dalla nostra rivista. Torsi ha presentato la sua Fiat 500 con comandi al volante. “Il problema”, ha detto Torsi, “non è essere differente dagli altri, ma essere trattato in modo differente”. L’idea di fondare un club espressamente dedicato alle piccole Fiat venne a Domenico Romano, dirigente bancario e presidente fondatore, che nel 1984, dopo aver partecipato a un raduno di 500 in Olanda si domandò: “Possibile che noi che l’abbiamo fatta non siamo capaci di fare altrettanto?”. E mantenne la promessa arrivando a realizzare quello che nel tempo è diventato il più grande club del mondo dedicato a un’automobile. Scorrendo l’elenco degli iscritti al Meeting, si leggono le sigle di Paesi quali Francia, Belgio, Germania, Ungheria, Svizzera, Danimarca, Finlandia, Olanda, Austria, Spagna, Gran Bretagna, Sudafrica, Australia, nonché Lussemburgo, nazione d’onore 2017, il cui club di cinquecentisti festeggia il ventennale.

L’anima giovane dei “cinquecentisti” va oltre l’età anagrafica probabilmente perché è la stessa vettura ad ispirare leggerezza, buonumore e una gamma infinita di personalizzazioni che riflettono la sua universalità.

Dei quattro milioni di esemplari prodotti (l’ultima 500R uscì di produzione il primo agosto 1975) oltre 300 mila sono ancora conservati: un patrimonio enorme che rispecchia la centralità dell’auto nella storia d’Italia: simbolo della rinascita economica e, insieme alla 600, della motorizzazione del Paese, delle prime gite fuoriporta, delle vacanze al mare superando distanze che prima sembravano insormontabili e così contribuendo a far conoscere e unificare un paese intero.