La Fondazione Barbieri conclude la prima parte di un programma di interventi per rendere accessibile un percorso nelle zone più visitate di Verona con la collaborazione anche del GALM


La Fondazione Barbieri Onlus è un ente fondato nel 1994, in ottemperanza al lascito della contessa Maria Barbieri che, nel 1954 destinò una parte significativa del suo patrimonio per la riabilitazione e assistenza dei giovani affetti da spasticità. La Fondazione eroga servizi anche alle persone con altre disabilità.

Scalini smussati, rampe per l’accesso e pali rimossi. Alberto Fenzi, il presidente della Fondazione Barbieri: «Resta il rammarico per la visita a San Zeno e l’accesso alla Torre dei Lamberti. Ma si prosegue».Cadono diciannove barriere. Ovvero una parte degli ostacoli, piccoli e grandi, che impediscono a ogni persona disabile che si muove in sedia a rotelle, di vivere la città. Il risultato è un percorso praticabile anche da queste persone nel cuore di Verona. «Un obiettivo di civiltà, da perfezionare ed estendere a cura di chi mi succederà», continua Alberto Fenzi, presidente «prossimo alla pensione», della Fondazione Barbieri onlus. Cadono anche alcuni ostacoli al divertimento, in sei parchi gioco attrezzati con altalene accessibili anche ai bambini disabili. «Modello speciale, senza gli spigoli che avrebbero costretto ad apporre un cartello con la scritta “riservato”, ulteriore implicita discriminazione».

La prosecuzione del lavoro progettato nel 2016 e completato nel novembre 2017, a cavallo di due amministrazioni, con la collaborazione dell’ex assessore Anna Leso e di quella attuale Francesca Toffali, è affidata anche ai 60mila euro versati al Comune dalla Fondazione Barbieri per la continuazione del progetto.

Antonio Pastorello, presidente della Provincia, rende onore, da ex assessore ai Lavori pubblici, all’opera di Fenzi che nel 1990 guidava l’ente sovracomunale. «Siamo passati indenni attraverso Mani Pulite»,scherza, «perchè c’è stato e c’è un solo modo per non avere paura di chichessia: non rubare» Lui, già 24 anni fa, aveva questa concezione nel creare e guidare la Fondazione con lo spirito del volontariato». L’alleanza nella battaglia contro le barriere comprende anche l’Agec «con il suo ex presidente Massimo Galli Righi», il Galm (Gruppo animazione lesionati midollari) con Gabriella Fermanti, attuale «vice» del gruppo e l’ex presidente Giuseppe Stefanoni. Altrettanto preziose le collaborazioni di Ugo Cartolari, componente il consiglio di amministrazione e dell’ingegnere della prima Circoscrizione Flavio Tagliapietra. Gli interventi della Fondazione seguono un percorso tra i più classici da piazza Bra al teatro Romano, passando tra le chiese e i luoghi simbolo della città. Diciannove «piccoli» interventi: dall’ostacolo metallico rimosso per l’accesso all’Arco dei Gavi allo scivolo per carrozzelle di Sant’Eufemia (uguale a quello di Santa Anastasia); dalla rampa che consente l’ingresso ai disabili alle Arche Scaligere a una serie di alti gradini smussati, pali spostati dal centro dei marciapiedi, avvallamenti coperti e lastricati sistemati come nel caso della Tomba di Giulietta, tra i luoghi più difficili da raggiungere per una persona disabile. spiega Fenzi.

La serie di «Ora al complesso si può accedere ma non ancora visitarlo se si è costretti sulla carrozzella. Per questo risultato servirà un lavoro ben più lungo», interventi, in accordo con il Comune e di volta in volta con la Soprintendenza, resta per ora «al palo» su alcune criticità: l’accesso alla basilica di San Zeno, alla chiesa di San Lorenzo e soprattutto alla Torre dei Lamberti. «Tornello e scalini in quest’ultimo caso restano un ostacolo non superabile, anche se l’ascensore sarebbe perfettamente adatto al trasporto di carrozzelle. Su questo», dice Alberto Fenzi, «servirà un ragionamento più ampio e condiviso». Il percorso «con tratti ancora un po’ problematici ma migliorato rispetto al passato» è riportato su una mappa su cui sono evidenziati diciannove punti. «Sarebbe bello che prossimamente l’ufficio turistico la offrisse in questa versione “riveduta” a beneficio di quanti visitano Verona facendo i conti con una condizione di disabilità motoria». Il programma prosegue, contando su 60mila euro già depositati. «Al prossimo consiglio di amministrazione della Fondazione spetterà la scelta», dice Alberto Fenzi. «Si può fare ancora molto».