L’articolo è pubblicato sul n. 245 de L’Informatore
Come tanti italiani anche noi (io, mia moglie Lina ed una coppia di amici) decidiamo di trascorrere i giorni di fine anno in una non lontana provincia italiana, per visitarne i borghi caratteristici, ma soprattutto le due città che danno appunto il nome alla provincia: PESARO-URBINO.
La nostra base di appoggio è a Pesaro. Partiamo la mattina del 30 dicembre da Verona e decidiamo di fare alcune tappe prima di arrivare a destinazione.
La prima è Gradara nella provincia di PU, situata nell’entroterra della costa adriatica marchigiano-romagnola, in area collinare non molto lontana dal mare. È una località molto conosciuta grazie alla sua storica rocca che assieme al suo borgo fortificato e alla sua cinta muraria costituiscono un caratteristico esempio di castello di architettura medievale. Il Castello vero e proprio non è “accessibile”, è invece possibile passeggiare tranquillamente lungo tutta la cinta muraria, sia internamente che esternamente, dove purtroppo, grazie alla giornata di quelle tipiche invernali con nuvole basse e tutto intorno un monocolore grigio, non puoi goderti il panorama perché dalla passeggiata a circa 150mt s.l.m., cielo e mare sono un tutt’uno. All’interno delle mura troviamo tanti negozietti per l’acquisto di ricordi o di prodotti locali, con anche la possibilità di mangiare sia da asporto che seduti ad un tavolo con un buon bicchiere di vino locale. Faccio presente a quelli che come me usano la carrozzina, che ci sono pendenze sensibili, per cui direi che è indispensabile un aiuto o un propulsore elettrico.
Lasciata Gradara, percorrendo le strade collinari interne, ci dirigiamo a Casteldimezzo, che cito perché credo che nella bella stagione sia un luogo piccolissimo ma incantevole proprio sopra il mare. In quel 30 dicembre troviamo tutto chiuso ed il panorama non godibile per cui, con una “toccata e fuga” proseguiamo il nostro percorso raggiungendo il vicino Castello di Fiorenzuola di Focara. Quest’ultimo termine “Focara” deriva dai fuochi che anticamente venivano accesi sul punto più alto del monte, per essere punto di orientamento visibile a distanza dai naviganti. Fiorenzuola, dai suoi 200 mt circa di altezza è una vera e propria terrazza che si affaccia sul mare e che noi abbiamo la fortuna di vedere arricchita da presepi e luci natalizie. Lasciamo anche Fiorenzuola e ci dirigiamo a Pesaro e subito dopo cena, prendiamo un primo contatto con la città di Pesaro che per il 2024 è stata proclamata “Capitale della Cultura”. Visitiamo le vie pedonali del centro accolti da tutte le luci natalizie accese che danno alle ns città in generale una immagine di festa. Beh! Non vorrete che rientriamo senza fermarci in un moderno bar nel centralissimo Viale della Repubblica? Fatto.
È il 31 dicembre, colazione buona e abbondante e si parte per Urbino. Da Pesaro sono circa 45 minuti di macchina per arrivare in una città che, adesso che ci sono stato, posso dire merita davvero una visita. Mi voglio godere la città per cui lascio la macchina poco dentro la ZTL e mi siedo sulla mia carrozzina motorizzata e comincio a girare per le vie del Centro. Percorrendo Via G. Matteotti, siamo già dentro le mura, ammiriamo in basso la Porta Valbona col suo grande parcheggio ed arriviamo ai piedi del Palazzo Ducale di Urbino dove si possono ammirare i “torricini” che impreziosiscono questa facciata. Salire al palazzo da qui è impossibile per le carrozzine, ma a piedi, con una bella salita e qualche gradino si può. Passiamo davanti al Teatro Sanzio e percorrendo tutto il porticato arriviamo nella centralissima Piazza della Repubblica che troviamo affollata di turisti. Teniamo presente che il centro storico di Urbino dal 1998 è stato dichiarato “patrimonio dell’umanità UNESCO”. Sulla piazza si affacciano alcuni edifici storici, fra i quali l’Università Carlo Bo -Collegio Raffaello, col suo cortile interno ove ora si affacciano diverse attività. Mi sorprende, in negativo, la vicina chiesa di San Francesco perché incredibilmente non accessibile quando bastava davvero poco per renderla tale. Saliamo lungo la pedonale Via Vittorio Veneto ed arriviamo in Piazza Pascoli dove ammiriamo la Cattedrale di Santa Maria Assunta ed il Palazzo Ducale.
Entriamo prima nella maestosa cattedrale parzialmente ricostruita dopo un violento terremoto di fine 1700. L’imponente facciata è in pietra locale ornata da 5 statue, è a forma di croce latina, con tre bianche navate e coronata all’incrocio del transetto da una grande e luminosa cupola. Numerose le opere al suo interno fatte di dipinti e sculture.
Passiamo poi al Palazzo Ducale che è il principale monumento della città di Urbino ed uno dei più interessanti esempi artistico-architettonici del Rinascimento italiano, è sede anche della Galleria nazionale delle Marche che è un museo statale e nell’insieme, risultano essere fra i siti storici più visitati in Italia. Tutto questo è assolutamente accessibile. Non lo sono invece i sotterranei del palazzo (ma si può capire) che invece i miei compagni di viaggio mi dicono meritino una visita. Le vie del centro sono affollate come i vari bar ristoro ma poco importa, siamo in vacanza e ci adattiamo. Percorriamo la via Barocci per arrivare a visitare due oratori molto vicini fra loro, che temevo fossero non accessibili ed infatti si sono confermati tali, però, passeggiare per quelle viette, voltare lo sguardo scoprendo scorci di paesaggi e vedute cittadine merita comunque. La via termina con una scalinata ed una discesa di riguardo anche per quelli in piedi ma che merita di essere percorsa (da loro) io giro le ruote e do loro appuntamento in basso percorrendo la via Mazzini. Un cenno ai due Oratori di San Giuseppe e di San Giovanni Battista: meritano sicuramente una visita, sono ben curati con diversi dipinti al loro interno. La via Mazzini scende dalla piazza centrale della Repubblica e conduce sino alla Porta Valbona, che dicono essere la più bella ed importante fra le porte di Urbino, che offre la possibilità di una breve passeggiata sulla sua passerella (non accessibile) per una ulteriore e diversa veduta di Urbino. Si affaccia su Piazzale del Mercatale che è anche un grande e comodo parcheggio per il centro storico. Da quest’ultima piazza è possibile salire alla via Matteotti proprio davanti al Teatro Sanzio e ai piedi del Palazzo Ducale grazie alla Rampa Elicoidale, progettata e realizzata alla fine del 1400, all’interno di un torrione che si affaccia appunto sulla Piazza del Mercatale, ed era stata concepita per permettere al Duca e alla sua corte di salire a cavallo fino ai piedi del Palazzo. Per informazione faccio presente che accanto alla Rampa Elicoidale c’è anche un ascensore. Siamo già all’imbrunire per cui chi con la rampa, chi con l’ascensore (io), torniamo sulla via Matteotti e ci dirigiamo verso la macchina. Non voglio lasciare Urbino senza una foto ricordo dal punto panoramico vicino alla fortezza di Albornoz, che non visitiamo per mancanza di tempo. Riprendiamo la via del ritorno a Pesaro, ma nella mia mente c’è una ulteriore tappa a Montefabbri, uno dei Borghi più Belli d’Italia. Lasciamo l’auto vicino alla porta di accesso al borgo che, ristrutturata di recente, mantiene le caratteristiche e le dimensioni dell’antica porta medievale, tanto da lasciar fuori una buona parte dei veicoli a motore in modo da preservare il silenzio del borgo. Il borgo è cinto da mura, sorge sulla sommità di un colle panoramico ed è caratterizzato da stradine strette e vicoli. Scoviamo un bar/circolo non propriamente accessibile ma riusciamo lo stesso a fare un brindisi di saluto al 2023.
La mattina del primo dell’anno, dopo un classico cenone, ci si alza un po’ più tardi ed il programma prevede di non muovere la macchina ma di passeggiare fra le vie del centro storico di Pesaro. Sappiamo che al mattino non sarà facile visitare i siti ma la giornata è bella ed invoglia ad una passeggiata. Risalendo dal mare, lungo Viale della Repubblica, entriamo nel centro storico, percorriamo Via G. Rossini, e visitiamo la Cattedrale Metropolita di Santa Maria Assunta. La facciata è in mattoni di cotto a vista, conserva le caratteristiche tipiche dello stile romanico e risale al primo decennio del 1300. L’interno, a pianta a croce latina con tre navate suddivise da pilastri, è in stile neoclassico. L’attuale edificio ha origini molto antiche. La presenza di due pavimenti decorati a mosaico, sovrapposti l’uno all’altro, attestano l’esistenza di due chiese paleocristiane.
Poco più avanti troviamo il Monumento ai Caduti e Martiri che va citato perché diverso da quanto siamo abituati a vedere nei ns paesi e città. Non è un monumento in cui si elencano nomi e date di nascita, ma una sorta di mosaico con le tante foto, disposte con cura, di coloro che a Pesaro persero la vita in nome della Libertà. Subito dopo c’è la casa natale di Gioachino Rossini, che è accessibile solo al piano terra. Arriviamo in Piazza del Popolo, che è parzialmente occupata da un grande palco utilizzato per la festa in piazza dell’ultimo dell’anno. In questa piazza troviamo il Palazzo del Comune di Pesaro, il Palazzo della Prefettura di Urbino, la cui visita è consigliata ma possibile solo in due giornate alla settimana. Opposto al palazzo del comune c’è il palazzo della Direzione Provinciale delle Poste Italiane che ad inizio novecento ha preso il posto della duecentesca chiesa di san Domenico, della quale rimane solamente la facciata romanica con il bel portale gotico. Proseguiamo lungo tutta la pedonale Via G. Branca sino a Piazza Lazzarini dove è situato il Teatro Rossini che purtroppo troviamo chiuso e non visitabile. La facciata esterna è molto semplice, ma sappiamo che gli interni fra velluto rosso, inserti dorati, centinaia di lumi decorati, il soffitto alto e affrescato fanno di questo teatro un luogo incantevole. Continuiamo la nostra passeggiata fra le vie del centro. Ci dirigiamo verso la chiesa Monumentale Conventuale di S. Giovanni Battista con relativo convento, cortile e chiostro che viene suggerita nelle guide. Passiamo poi per Piazza Olivieri dove è collocato il Conservatorio Statale di Musica intitolato al compositore pesarese Rossini. Arriviamo a Piazzetta Mosca dove nel palazzo che da il nome alla Piazza sono collocati i Musei Civici di Pesaro. La piazzetta prima era un parcheggio, poi una importante opera di riqualificazione di arredo urbano nel segno dell’arte la vede ospitare la «Scultura della Memoria» di Giuliano Vangi, un insieme di sculture in pietra raffiguranti i giganti della cultura e della storia di Pesaro. Visiteremo l’interno dei musei nel pomeriggio insieme a tantissimi altri turisti arrivati in città. Percorrendo Corso XI Settembre arriviamo sino alla Chiesa Parrocchia di Sant’Agostino la cui facciata è in gotico, all’interno invece delle originarie tre navate, resta solo il corpo centrale, perché quella di sinistra fu inglobata nel convento durante la ristrutturazione del secolo XVIII e l’altra, crollata con il terremoto del 1916, non fu più ricostruita. La nostra prossima meta è la Rocca Costanza degli Sforza che è un edificio con funzioni militari costruito nel XV secolo, non lontano dal mare, con la classica forma a quadrilatero e con massicci torrioni cilindrici posti nei quattro angoli. Oggi è circondata da spazi verdi pedonali, da un parcheggio e da un piccolo parco. Raggiungiamo il lungo mare per ritornare verso il centro dove ci fermiamo ad ammirare la Sfera Grande di A. Pomodoro, eletta a simbolo della città, è una fusione in bronzo di una imponente sfera, adagiata sulla superficie d’acqua di una fontana, da cui si può ammirare anche il mare. L’autore l’ha così spiegata: <<La superficie lucida rispecchia ciò che c’è intorno, restituendo una percezione dello spazio diversa da quella reale, e crea mistero. Rompere questa forma perfetta mi permette di scoprirne le fermentazioni […] Ed è ciò che vediamo dentro a parlare, a creare emozione […] Nel mio lavoro vedo le crepe, le pareti erose, il potenziale distruttivo che emerge dal nostro tempo di disillusione.>>
Il 2 Gennaio 2024 è arrivato, come è arrivato il momento di riprendere la strada di casa. Ma come accaduto per l’andata, anche il ritorno prevede un paio di tappe lungo il percorso, per ammirare amene località o piccoli borghi della zona. La mattinata è particolare, con nuvole molto basse che la rendono grigia a livello del mare, ma appena saliamo e non di molto 220 mt circa sul livello del mare, in località Novilara (PU), il paesaggio è stupendo. Piccole colline illuminate dal sole che bucano le nuvole in basso. Novilara è una piccola frazione di circa 500 abitanti, a pochi km dal capoluogo Pesaro. Dell’antica fortificazione rimane poco, una antica porta di accesso e le alte mura, ma passeggiare per i vicoli del borgo riscaldati da un tiepido sole è davvero un piacere.
Seconda tappa è il Borgo di Candelara, anche questa frazione del capoluogo, famosa per una importante manifestazione “Candele a Candelara” che si svolge in novembre e dicembre. Il borgo ha anche il suo castello a cui si accede attraverso un ponte di mattoni che nel ‘500 ha sostituito quello levatoio in legno. Solo intorno al 1000, il castello è stato dotato di una cinta muraria.
Proseguiamo ancora il nostro tour nella provincia di Pesaro-Urbino ed arriviamo a Mombaroccio, un piccolo comune “murato” di 2000 anime. Entriamo con l’auto dalla principale Porta Maggiore e dopo poco meno di 200 mt. parcheggiamo nella centrale Piazza Barocci che prende il nome dagli antichi carretti a due ruote molto comuni nel luogo. Percorriamo il camminamento intorno alle mura quattrocentesche, visitiamo la Chiesa di San Marco sul cui portale troneggia un leone alato e poi il Museo della civiltà contadina, con oggetti appartenenti al periodo che va dal XVIII secolo agli anni 70 del XX secolo, che purtroppo non è accessibile perché collocato sotto il chiostro di lato alla chiesa. Ad un paio di km fuori paese è da visitare il Santuario francescano del Beato Sante, collocato sulla cima di un colle a quasi 400mt s.l.m. protetto ed isolato da tutto un bosco che lo circonda.
E siamo arrivati all’ultima tappa prima di rientrare a Verona. Ancora un borgo murato con castello, ancora sulla cima di un colle (circa 290 mt s.l.m.) ubicato fra due valli, Montegridolfo provincia di Rimini, si trova sul crinale che divide le due regioni, l’Emilia Romagna dalle Marche. L’impianto urbanistico è ancora quello originale, il terrapieno è circondato da grandi mura, quattro torrioni, uno dei quali costituisce anche la porta d’accesso con una pendenza impegnativa, e dentro le mura strette stradine su cui si affacciano le casette. È facile passeggiare all’interno senza incontrare nessuno e respirare la tranquillità di tempi andati.
La nostra breve vacanza di fine anno termina qui. Risaliamo in macchina e stavolta la destinazione è la nostra bella Verona. Grazie ai miei compagni di viaggio Silvana, Sergio e naturalmente alla mia dolce metà Lina.














