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PagoPA, il polo Poligrafico-Poste accelera sull’identità digitale: ecco come funzionerà il nuovo portafoglio IT Wallet

L’operazione da 500 milioni di euro segna l’avvio di una nuova fase per i servizi digitali pubblici.
Dalla patente ai titoli di studio, sono previste circa 200 credenziali entro la prima metà del prossimo anno.
L’ad Sciscioli (Ipzs): un investimento strategico per semplificare l’accesso ai servizi dei cittadini. Non si tratta soltanto di un intervento da 500 milioni di euro.
Con la conclusione dell’acquisizione di PagoPA da parte dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (51%) e di Poste Italiane (49%), prende forma un polo destinato a diventare uno dei punti nevralgici della trasformazione digitale del Paese. L’obiettivo è riunire sotto una governance unica le piattaforme dei pagamenti pubblici, i servizi digitali e lo sviluppo dell’identità digitale, rafforzando il ruolo dello Stato nella gestione delle infrastrutture digitali essenziali. «Con l’acquisizione di PagoPA, l’Ipzs realizza un investimento strategico per l’Italia, con l’obiettivo di rendere i servizi digitali pubblici più efficaci e semplici per tutti: dall’identità ai pagamenti», afferma a MF‑Milano Finanza Michele Sciscioli, amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. «Questa nuova fase avrà al centro lo sviluppo del Sistema IT‑Wallet, coordinato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri», aggiunge l’ad.

L’IT Wallet, fulcro della nuova strategia digitale

L’IT Wallet rappresenta il componente più rilevante della nuova evoluzione di PagoPA. Il progetto è coordinato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale, mentre PagoPA si occupa della realizzazione e gestione del wallet pubblico integrato nell’app IO. L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato sviluppa invece l’infrastruttura di sicurezza che certifica l’origine dei dati e ne garantisce il trasferimento sicuro dalle banche dati pubbliche ai dispositivi dei cittadini. L’obiettivo è dare attuazione al regolamento europeo eIDAS 2, che introduce l’European Digital Identity Wallet, destinato a diventare il modello comune dell’identità digitale in tutta l’Unione.

I numeri di PagoPA e la nuova governance

La solidità del progetto si basa su una piattaforma che negli ultimi anni è diventata un’infrastruttura chiave della pubblica amministrazione. Dal 2016 PagoPA ha gestito quasi 2,2 miliardi di transazioni, per un valore complessivo di circa 470 miliardi di euro. Solo nel 2025 sono stati elaborati oltre 448 milioni di pagamenti, pari a circa 100 miliardi di euro. Nel corso dell’anno attuale la società ha già raggiunto 290 milioni di transazioni, per un valore di circa 66,6 miliardi di euro, con una crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Oggi oltre 20 mila enti pubblici utilizzano la piattaforma, che serve circa l’89% della popolazione maggiorenne, con una media superiore ai 14 milioni di utenti mensili. Il perfezionamento dell’operazione, autorizzata dall’Antitrust, coincide con il rinnovo della governance. Marco Pantaleoni è il nuovo amministratore delegato, mentre la presidenza è stata affidata a Maurizio Pimpinella. Completano il consiglio di amministrazione Clementina Ciotti, Mario Marotta e Giorgia Prete.

Dall’accesso ai servizi all’identità digitale europea

Il nuovo polo nasce con l’intento di superare l’attuale modello di identità digitale, oggi basato principalmente su Spid e Carta d’Identità Elettronica come strumenti di autenticazione, per costruire un ecosistema in cui documenti e credenziali possano essere utilizzati sia online sia nelle interazioni fisiche, mantenendo gli stessi standard di sicurezza delle infrastrutture pubbliche. «L’Istituto Poligrafico opera da quasi un secolo nella tutela della fede pubblica e dell’identità dei cittadini. Abbiamo sempre realizzato gli strumenti che attestano l’identità delle persone: prima documenti cartacei con sistemi anticontraffazione, poi documenti elettronici con microchip come il passaporto e la Carta d’Identità Elettronica. È stata la naturale evoluzione dal documento fisico all’identità digitale», spiega a MF‑Milano Finanza Antonio Gentile, responsabile Ingegneria di Prodotto dell’Ipzs. Il wallet rappresenta un vero «cambio di paradigma» rispetto agli strumenti attuali, sottolinea Gentile. «Oggi Spid e Cie sono soprattutto chiavi di accesso ai servizi online. Il wallet, invece, riporta l’identità digitale anche nella dimensione fisica. Il cittadino potrà dimostrare identità e abilitazioni direttamente dal proprio smartphone, utilizzando protocolli di sicurezza definiti a livello europeo». La Carta d’Identità Elettronica continuerà a svolgere un ruolo centrale. «La Cie resterà la chiave di attivazione del wallet, perché è l’unico strumento italiano con il livello di sicurezza richiesto dalla normativa europea. Una volta attivato il portafoglio digitale, il cittadino potrà caricare progressivamente le credenziali rilasciate dalle amministrazioni».

Come funzionerà il nuovo portafoglio digitale

La sperimentazione attualmente disponibile nella sezione “Documenti” dell’app IO rappresenta solo la fase iniziale. Tra fine settembre e inizio ottobre è previsto il rilascio della nuova versione dell’IT Wallet, progettata secondo gli standard europei e con livelli di sicurezza ulteriormente elevati. «Oggi il cittadino visualizza una rappresentazione digitale del documento. Con il nuovo IT Wallet, il verificatore mostrerà un QR Code; il wallet stabilirà un canale sicuro tra i dispositivi e, solo dopo il consenso dell’utente, trasferirà esclusivamente le informazioni richieste. Chi riceve i dati avrà la certezza che provengono dalla banca dati ufficiale e che non sono stati alterati», spiega Gentile. Il sistema introduce anche un nuovo modello di tutela della privacy. «Sul dispositivo dell’utente sarà sempre chiaro quali informazioni vengono richieste. Se la richiesta sarà ritenuta eccessiva, il cittadino potrà negare il consenso e impedire il trasferimento dei dati».

Fino a 200 credenziali entro il 2027

Le prime credenziali disponibili saranno la patente di guida, la tessera sanitaria e la Carta europea della disabilità. Successivamente verranno aggiunti titoli di studio, attestazioni Isee e numerosi altri documenti della pubblica amministrazione. Il piano prevede l’integrazione di circa 200 credenziali entro la prima metà del prossimo anno. L’integrazione tra Poligrafico e PagoPA rafforza una collaborazione già prevista dal Codice dell’Amministrazione Digitale: il Poligrafico realizza l’infrastruttura di fiducia che certifica le credenziali digitali, mentre PagoPA mette a disposizione il wallet pubblico nell’app IO. La normativa prevede inoltre che in futuro possano essere sviluppati wallet anche da soggetti privati, che dovranno comunque utilizzare l’infrastruttura di sicurezza del Poligrafico per garantire autenticità, integrità e verificabilità dei dati. Per Poste Italiane l’investimento rappresenta un ulteriore passo nella strategia che punta a consolidare il gruppo come piattaforma integrata di servizi digitali, pagamenti e finanza. Per il Poligrafico, invece, l’operazione rafforza il ruolo di garante dell’identità digitale nazionale. La sfida che si apre va oltre la digitalizzazione dei documenti: riguarda la costruzione di un’infrastruttura destinata a diventare uno degli asset strategici della trasformazione digitale italiana ed europea.