Il Tribunale regionale boccia il decreto tariffe anche per la parte della protesica. Il Ministero avrà un anno di tempo per riformularlo.
Dopo la bocciatura del Nomenclatore tariffario per la parte della specialistica, il TAR del Lazio annulla anche il tariffario della protesica, ovvero degli ausili e delle protesi per persone con disabilità erogato dal Servizio Sanitario Nazionale.
Annullato il decreto tariffe del 2024
Con la nuova sentenza n. 22313/2025, il Tribunale ha quindi accolto il ricorso presentato dalla Fioto (Federazione Italiana degli Operatori in Tecniche Ortopediche), annullando il Decreto Tariffe del 25 novembre 2024 anche per la parte relativa alla erogazione di ausili per persone con disabilità. Il Nomenclatore attuale resterà però in vigore in via temporanea: il Ministero avrà un anno di tempo (a partire dalle precedenti sentenze del 22.9.2025 per produrre un nuovo tariffario.
Soddisfazione del comparto
Soddisfatta la Federazione Italiana degli Operatori in Tecniche Ortopediche, che dischiara: “Si tratta di un risultato di grande rilievo per tutto il comparto ortoprotesico: la sentenza conferma la necessità di tariffe realmente sostenibili e fondate sui costi effettivi della produzione”.
La vicenda dei nomenclatori
Questa nuova sentenza rappresenta una ulteriore puntata della “vicenda nomenclatore”, con una riforma che stenta a partire. Ricordiamo che i tariffari oggetto dello stop del TAR Lazio erano stati aggiornati lo scorso anno, dando corso alla Riforma dei LEA (Livelli essenziali di assistenza) del 2017, dopo oltre 20 anni: a novembre 2024 era stato approvato e poi pubblicato in Gazzetta ufficiale il “Decreto Tariffe”, decreto 26 novembre 2024, che modificava il DM 23 giugno 2023 introducendo i nuovi nomenclatori.
La loro approvazione era stata a lungo attesa: ultimo tassello per l’entrata in vigore definitiva dei e ancora mancanti proprio degli elenchi delle tariffe. Ne erano seguiti però ricorsi al TAR da parte di laboratori e ambulatori privati convenzionati per la specialistica e da parte di associazioni di categoria per la protesica, che contestavano l’insostenibilità delle nuove tariffe. Si è giunti così alla sentenza del TAR Lazio dello scorso settembre e di questi giorni.
Come vengono definite le tariffe dei nomenclatori nei LEA
E’ utile ricordare che il SSN garantisce l’erogazione delle prestazioni sanitarie incluse nei LEA attraverso l’attività di soggetti erogatori:
– pubblici (Aziende sanitarie e ospedaliere, Aziende ospedaliero-universitarie, IRCCS pubblici),
– privati equiparati (IRCCS privati, Ospedali classificati e “Presidi”) e
– privati accreditati
con i quali le Regioni e le Aziende stipulano degli accordi o contratti.
Poiché l’assistenza sanitaria è materia delle Regioni, tutti gli erogatori del SSN sono remunerati secondo regole stabilite a livello regionale, nell’ambito del quadro normativo di riferimento stabilito a livello nazionale, allo scopo di garantire l’omogeneità del sistema.
Le regole di base del sistema di remunerazione sono basate su tariffe per prestazione fissate preventivamente per singola prestazione.
I criteri per determinare le tariffe, a livello nazionale e regionale, sono definiti per legge. Esistono, normativamente, tre tipologie di tariffe:
– le tariffe nazionali sono stabilite periodicamente dal Ministero della salute insieme al Ministero dell’Economia con il supporto della Commissione permanente per l’aggiornamento delle tariffe, costituita da rappresentanti di detti Ministeri, della Conferenza delle Regioni e Province Autonome nonché dell’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS);
– le tariffe regionali sono stabilite periodicamente dagli Assessorati regionali alla sanità secondo i propri obiettivi di programmazione, in coerenza con la cornice normativa nazionale.
fonte Disabili.com
