E’ necessario partire subito con un paio di suggerimenti tecnici:
- evitate se possibile i fine settimana ma anche il mese di Agosto perché questa ciclabile è piuttosto trafficata;
- fatela in estate perché molto bella e in mezzo al verde;
- guardate anche alle temperature perché partiamo sempre da 1250 mt …
- se scegliete il treno per il ritorno, informatevi bene sulla accessibilità delle stazioni di San Candido e Dobbiaco, e spiegherò il perché.
Il nostro gruppetto, per una serie di piccoli contrattempi che vi risparmio, si è ritrovato di sabato mattina per affrontare gli circa 50 km della “Ciclabile della Drava” e l’abbiamo trovata trafficata. Bisognava guidare con attenzione sia ai ns movimento ma anche a quelli altrui perché lungo il tragitto si trovano anche compagnie di giovani e meno, discretamente disinvolti.
Noi abbiamo deciso di ritrovarci presso la stazione ferroviaria di Dobbiaco dove è possibile trovare posti auto e da dove si entra subito sul precorso ciclabile “dedicato”. A Dobbiaco ho anche noleggiato la bicicletta per mio nipote Alberto presso FUNACTIVE RENT che segnalo per cortesia e disponibilità.
In questa circostanza il nostro classico gruppetto composto da Giorio, Maurizio, Simone ed io, si era allargato ad alcuni parenti anche giovani. Tutti insieme abbiamo imboccato la ciclabile come detto a Dobbiaco, dirigendoci in direzione San Candido. Si potrebbe anche attraversare la via del centro che alla mattina del sabato troviamo affollata, ma preferiamo seguire le indicazioni che evitano il centro, che ci portano proprio davanti alla stazione ferroviaria dove capiamo, vista la marea di gente che stava noleggiando biciclette, che avremmo avuta compagnia. La vallata fino a San Candido, direi anche fino al confine di stato è molto ampia con paesaggi molto belli. Superato il confine, troviamo un tratto piuttosto dissestato, che richiede a noi su tre ruote di fare attenzione per evitare bruschi sbandamenti.
Per la marea di persone che incontriamo (e noi non siamo da meno), intuisco che la tappa presso la fabbrica della Loacker è inevitabile, ma li ho trovati molto bene organizzati. Abbiamo già percorso circa 22km.
Dopo gli immancabili acquisti, ci rimettiamo in strada e scendiamo ancora verso Lienz in attesa di arrivare ad una sorta di Bici-Grill. Ci vuole circa una oretta di strada prima di arrivare e la fame comincia a farsi sentire, nel frattempo la vallata si restringe un po’, noi incrociamo più di una volta le acque correnti del fiume Drava, lungo il quale troviamo anche un punto per l’allenamento della discesa in canoa. Il percorso della ciclabile in questo momento si snoda molto in mezzo al bosco, o comunque in mezzo agli alberi.
Siamo intorno al 37° km, il Vithal center che ci offre una buona possibilità di ristoro. È posto proprio lungo a ciclabile, impossibile sbagliare. Purtroppo i bagni del bar/ristorante non sono accessibili, ma abbiamo mangiato bene. Del centro fa parte anche una piscina.
Ripartendo per Lienz incontriamo anche qualche goccia di pioggia, per fortuna non insiste ed arriviamo in scioltezza in città. Ben segnalato, riattraversiamo per l’ennesima volta la Drava, ed arriviamo in centro. Una “ruotata” con calma per le vie pedonali del centro, qualche foto, un gelato ed è arrivato il momento di andare in stazione per prendere il treno del ritorno a Dobbiaco.
Il problema che si prospetta è di duplice natura, per altro non troppo chiarito dal personale.
Noi avevamo il problema di quale treno prendere e che fosse accessibile, e poi il trasporto di biciclette.
Saliamo per fortuna tutti insieme sullo stesso treno destinazione Dobbiaco.
La stazione di San Candido è accessibile solo con personale di assistenza.
Arrivati in stazione a Dobbiaco al binario due arriva la cattiva sorpresa. Si scende dal treno in modo davvero semplice, ma l’ascensore che dovrebbe portarci al sotto passo per poi risalire (con altro ascensore) a livello stradale è rotto (da quanto tempo? …) il cartello dice che sarà in manutenzione sino a fine mese!
Possibile che nessuno sapesse nulla in modo da avvisare? E adesso?
Per fortuna non eravamo da soli ma quanta poca attenzione ….
Fuori dalla stazione ci accoglie uno stupendo giardino verde e nel bel mezzo un concerto d’arpa.
Un’ultima foto, un caro saluto ed un arrivederci a Giorgio, Maurizio con i suoi familiari e Simone.
A mio nipote Alberto un grazie speciale.
fonte VF



































