Secondo il presidente nazionale Auser Domenico Pantaleo il disegno di legge sui caregiver appena approvato dal Governo, pur rappresentando un passo in avanti, “non risponde ai bisogni di diritti e tutele di 7 milioni di persone, in netta maggioranza donne, che assistono famigliari disabili e non autosufficienti”
Un provvedimento insufficiente, che taglia fuori dai beneficiari una quota consistente di persone (per lo più donne) quotidianamente impegnate in un lavoro di cura che non dovrebbe sostituire, bensì integrare i servizi che il pubblico fornisce (dovrebbe fornire?) alle persone più fragili. E’ questo, in estrema sintesi, il parere dell’AUSER sul nuovo disegno di legge sui caregiver familiari, appena approvato dal Governo.
Pochi i beneficiari del bonus caregiver 400 euro
Sul fronte economico, i conti che l’AUSER fa rispetto al contributo previsto di 400 euro per i caregiver conviventi prevalenti sono presto fatti e mostrano, dati alla mano, che la coperta è corta.
Secondo l’AUSER, prevedere un contributo di 400 euro mensili – che peraltro partirà dal 2027 e potrà raggiungere solo chi assiste il parente per almeno 91 ore settimanali con l’Isee che non deve superare i 15 mila euro e con un reddito massimo di 3 mila euro l’anno – “significa restringere la platea dei beneficiari a 52 mila persone”. Infatti “lo stanziamento per il 2027 di 257 milioni copre solo quella platea”, rimarca l’associazione.
Colpito chi ha qualche risparmio e donne senza contributi previdenziali
I paletti imposti dal ddl per il contributo economico, secondo l’AUSER, sono troppo restrittivi, e con questa impostazione si colpiscono in particolare le donne caregiver “che si vedranno negato anche quel misero contributo se hanno una casa o un risparmio”.
Inoltre, non si garantisce nemmeno la copertura dei contributi previdenziali: “Molto spesso i caregiver sono costretti a lasciare il lavoro, con condizioni psicologiche molto pesanti nello svolgere la loro difficile funzione assistenziale, anche per la carenza o l’assenza dei servizi pubblici”, ricorda l’associazione.
Criticità generali all’impianto del ddl
La critica dell’AUSER è anche all’impianto generale del disegno di legge “che presenta criticità a partire dalla mancata interazione con la legge sulla non autosufficienza, sull’assistenza domiciliare, sul rapporto con le pubbliche amministrazioni e sulla necessità di una governance coordinata dei diversi interventi socio-assistenziali”.
Secondo l’associazione, “non si può assumere l’idea esclusiva del risarcimento, peraltro effimero, rispetto a una figura che deve integrare e non sostituire la funzione del pubblico nel garantire i servizi alle persone più fragili.Molte Regioni hanno promosso interventi che dovrebbero essere sostenuti, anche in termini di risorse, dalla legislazione nazionale in modo da rendere sempre più efficaci e concreti gli interventi di prossimità”.
Servono aggiustamenti del testo nel suo iter parlamentare
Per queste ragioni, AUSER auspica che nell’iter parlamentare tali criticità vengano superate “per approvare, entro questa legislatura, una legge seria e con risorse adeguate che serva realmente a dare dignità, coraggio e sostegno a chi quotidianamente mette a disposizione sé stesso per garantire ad ogni persona assistenza e amore”.
fonte Disabili.com
