L’Autorità Garante traccia il bilancio del primo anno di attività

Dalla scuola ai trasporti, oltre 1.300 segnalazioni nel 2025 segnano il passaggio verso una tutela effettiva. L’appello dell’Autorità: “Oltre la burocrazia, servono dati certi e una rete nazionale di responsabilità”

L’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità ha presentato la sua prima Relazione annuale, definendo il 2025 come un vero e proprio “anno fondativo“. Istituita con il Decreto Legislativo n. 20/2024, l’Autorità opera in autonomia e indipendenza per garantire che i principi di uguaglianza, non discriminazione e accessibilità non rimangano semplici dichiarazioni formali, ma diventino tutele effettive per le persone con disabilità. In questo primo esercizio, l’organismo ha dovuto costruire la propria struttura organizzativa, nominare esperti e avviare collaborazioni istituzionali, dando anche risposte immediate a situazioni concrete spesso urgenti.

1.300 segnalazioni in dodici mesi

Nonostante la giovane età dell’istituzione, sono pervenute al Garante circa 1.300 segnalazioni dai cittadini. Questo numero non è solo un dato quantitativo, ma un “indicatore democratico” che misura il bisogno di un presidio istituzionale laddove i diritti risultano ancora intermittenti o faticosi da esercitare. Le criticità maggiori sono emerse nell’ambito scolastico, nell’accessibilità dei trasporti e nella gestione degli spaziurbani. L’Autorità ha sottolineato come l’accessibilità non debba essere vista come una singola “opera”, ma come un sistema: un ascensore rotto o una pedana mancante trasformano immediatamente la mobilità in un territorio di rischio ed esclusione.

Scuola e giustizia: i primi provvedimenti

Uno dei passaggi più significativi dell’attività 2025 è stata l’adozione della prima Raccomandazione ufficiale, in ambito scolastico: l’Autorità è intervenuta nel caso di un alunno autistico a cui era negata la continuità terapeutica in classe perché il regolamento scolastico richiedeva il consenso preventivo di tutti gli altri genitori. Il Garante ha stabilito che l’ingresso di esperti esterni per progetti terapeutici non può essere limitato o negato dal mancato consenso di terzi.

Inoltre, il Garante ha esercitato per la prima volta la facoltà di agire in giudizio, intervenendo dinanzi al TAR Lazio per difendere la legittimità della conferma degli insegnanti di sostegno su richiesta delle famiglie, ponendo il diritto alla continuità didattica degli alunni come priorità assoluta.

L’accomodamento ragionevole come strumento di civiltà

Il rapporto evidenzia l’importanza dell’istituto dell’accomodamento ragionevole, introdotto stabilmente nel nostro ordinamento per garantire la pari cittadinanza. Gli interventi del Garante hanno riguardato la concessione di stalli di sosta personalizzati (intesi come diritto e non come elargizione discrezionale dei Comuni), la facilitazione nella scelta delle sedi universitarie e la promozione dello smart working per lavoratori con disabilità grave o caregiver. L’obiettivo è trasformare il caso singolo in un precedente standard per l’intero sistema amministrativo.

Le sfide del futuro: dati, caregiver e intelligenza artificiale

Guardando al 2026, l’Autorità punta a costruire un sistema nazionale di monitoraggio integrato. Ad oggi, infatti, la conoscenza statistica sulla disabilità in Italia è definita “insufficiente e frammentata”. Manca una mappatura reale dei caregiver familiari e non si conosce il numero esatto dei beneficiari della legge sul “Dopo di Noi”, lasciando migliaia di famiglie nell’incertezza sul futuro dei propri figli.

Infine, un monito viene lanciato sui rischi della transizione digitale: l’uso dell’intelligenza artificiale e dei sistemi automatizzati nella Pubblica Amministrazione non deve trasformarsi in una nuova “barriera invisibile” per chi non possiede competenze digitali o necessita di strumenti adattati. La sfida resta quella di attuare il principio “Nulla su di noi senza di noi”, rendendo le persone con disabilità protagoniste dirette delle riforme che le riguardano.

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