Scomparso a 59 anni il pilota e atleta paralimpico, simbolo dello sport nel senso più assoluto.
Dalla Formula 1 all’handbike, una vita che ha cambiato lo sguardo sulla disabilità

È morto il 1° maggio 2026, all’età di 59 anni, Alex Zanardi, figura simbolo dello sport italiano e internazionale: ad annunciarlo è stata la famiglia, che ha parlato di una scomparsa avvenuta “serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari”.

Nato a Bologna nel 1966, Zanardi aveva costruito una carriera di primo piano nel motorsport, esordendo in Formula 1 nel 1991 e raggiungendo il successo negli Stati Uniti con due titoli consecutivi nel campionato CART nel 1997 e 1998. La sua storia è diventata universale dopo il drammatico incidente del 2001 al Lausitzring, che gli costò l’amputazione di entrambe le gambe.

La seconda vita: lo sport paralimpico

Dopo l’incidente, Zanardi non abbandonò lo sport ma seppe, anzi, reinventarsi completamente, diventando uno dei più grandi atleti paralimpici italiani ed internazionali. Straordinari i suoi risultati con l’handbike: quattro medaglie d’oro e due d’argento ai Giochi Paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016, oltre a numerosi titoli mondiali.

Nel 2020 un nuovo grave incidente durante una staffetta benefica in Toscana segnò un ulteriore momento critico della sua vita, comportandogli conseguenze neurologiche che lo hanno accompagnato fino agli ultimi anni.

Il suo lascito al mondo sportivo e non solo

Il suo lascito, nel mondo sportivo, ma nella società tutta, è enorme. Zanardi è stato infatti molto di più delle sue – pur eccezionali – medaglie: non solo la sua carriera paralimpica, ma il suo carisma, la sua umanità e lucidità, uniti a una grandissima umiltà, lo hanno reso un punto di riferimento globale, contribuendo come nessuno prima d’ora a cambiare la percezione della disabilità nello sport e nella società.

Il cordoglio del mondo dello sport e delle istituzioni

La morte di Zanardi ha suscitato una vasta ondata di commozione: in questi momenti sono moltissimi i saluti che rendono omaggio ad Alex Zanardi dal mondo sportivo, istituzionale, della cultura e dello spettacolo.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato: “L’Italia perde un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova in una lezione di coraggio”

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo ha ricordato come un “punto di riferimento… per il coraggio e la capacità di trasmettere entusiasmo”.

Così il ministro dello sport, Andrea Abodi: Si spegne una “luce” straordinaria, una persona che ha lasciato il segno, un uomo e uno sportivo meraviglioso che ci ha insegnato ad amare la vita, profondamente, intensamente e interamente, in tutte le sue forme, anche quando te ne lascia solo una parte: Alex Zanardi . Alex è andato oltre l’ordinario, nella velocità, dí fronte agli ostacoli, tra la vita amata e la morte più volte ricacciata indietro. Sempre. Alex, un esempio di forza, dignità, tenacia, passione, generosità, sensibilità e umanità, un testimone sempre attivo del Paralimpismo quotidiano e diffuso, così prezioso ben oltre le competizioni sportive. Alex ha saputo andare al di là del limite, trasformandolo in opportunità, ha affrontato ogni difficoltà facendola sembrare normale, ha dato un volto al coraggio e alla speranza. Alex ha dato un sorriso al dolore. Semplicemente grazie, per tutto questo !”

Tra le voci dello sport, Stefano Domenicali, presidente della Formula 1, ha scritto: “Ha affrontato sfide che avrebbero fermato chiunque… con una determinazione che ha ispirato tutti noi”

Il presidente Ferrari John Elkann ha sottolineato come Zanardi fosse “un protagonista assoluto… capace di lasciare un segno in chiunque lo abbia incontrato”.

Gianni Morandi, su Facebook scrive: “Ciao Alex. Hai trasformato il coraggio in sorriso. Oggi resta solo un grazie immenso”.

Così Bebe Vio: “Siamo diventati colleghi nel 2009, avevo 12 anni ed ero molto spesata e spaventata. Mi hai dato la forza per ripartire, convincendomi che con o senza gambe avrei potuto fare tutto. 
A Londra 2012 mi hai fatto conoscere la bellezza delle Paralimpiadi e l’enorme potere che hanno di cambiare la percezione e la Cultura della Disabilità.
A Rio 2016 sei stato il mio cicerone nel villaggio paralimpico ed poi abbiamo realizzato il sogno insieme
A Tokyo 2020 non c’eri, ma eri un faro per tutti noi.
É stato un onore e un grande privilegio averti avuto come tutor sportivo e di vita”.

Un simbolo per la disabilità e per lo sport

Zanardi non è stato soltanto un atleta vincente: è stato un simbolo potente della capacità di trasformare la disabilità in una nuova forma di espressione, autonomia e competitività.
La sua figura ha contribuito a diffondere una narrazione diversa della disabilità: non come limite invalicabile, ma come condizione con cui confrontarsi, anche attraverso lo sport. È stato anche un attivo promotore dei diritti e della visibilità degli atleti paralimpici, diventando un modello per intere generazioni.

L’eredità di un uomo che ha cambiato lo sguardo sul limite

La storia di Alex Zanardi resta una delle più significative dello sport contemporaneo. Dalla velocità delle monoposto alla fatica dell’handbike, dalla tragedia alla rinascita, il suo percorso ha attraversato mondi diversi lasciando un segno profondo che non sarà possibile dimenticare.