Come trovare un po’ di tutto questo in un solo racconto? In una sola giornata? Sembra impossibile, ma invece ci viene servito sul famoso “piatto d’argento” dalla nostra coppia di giovani incontenibili e innamorati anche della vita: grazie a Caterina e ad Alberto per portarci con loro con questi racconti.
Sabato 19 Luglio io (Alberto) e Caterina abbiamo deciso di partire per un giro di piacere, per scoprire le bellezze di Mantova e con l’occasione fare un giro con i nostri propulsori da Mantova a Peschiera del Garda, dove c’è la famosa ciclopedonale del Mincio.
Il giorno 18 sono andato in stazione a prenotare il treno che da Verona Porta Nuova ci avrebbe portato a Mantova e il ritorno lo avremmo fatto da Peschiera del Garda a Verona Porta Nuova la sera stessa.
In stazione al Punto Blu sono stati tutti molto gentili e ci hanno prenotato e posti senza alcun problema dandoci appuntamento il giorno dopo alle ore 8:00 con partenza alle 8:30.
I treni che abbiamo utilizzato per andare e tornare erano dei regionali di nuova generazione quindi privi di alcun gradino per poter accedervi, molto spaziosi e con bagno super accessibile.
Il viaggio tra Verona e Mantova è durato all’incirca 40 minuti di treno, e una volta scesi bisogna solamente fare poche centinaia di metri per arrivare in centro, dove si trovano i siti di interesse turistico più importanti, come ad esempio il palazzo Ducale, il castello dei Gonzaga e il duomo di Mantova.
Come prima tappa abbiamo visitato il palazzo Ducale che per i portatori di handicap è totalmente gratuito. Le guide ci hanno scortato dalla biglietteria fino all’ascensore installato non molti anni fa e che ci ha permesso di visitare tutte le stanze poste ai piani superiori. Dal Palazzo Ducale sempre attraverso un altro ascensore ad uso esclusivo delle persone con disabilità si può accedere ad un giardino interno che è collegato direttamente al castello dei Gonzaga. Lì l’accessibilità ci ha stupiti enormemente, il castello si sviluppa su tre piani e ad ogni piano c’è un efficientissimo servoscala con un addetto fisso per il sali e scendi delle persone con disabilità. Al piano superiore abbiamo visitato tutte le sale, le camere del 1500 affrescate e perfettamente conservate, al piano intermedio abbiamo potuto visitare il museo sia della famiglia Gonzaga con tutto il reparto delle monete e i preziosi e anche un mini museo della scienza. Quest’ultimo dava su delle scale che sempre grazie ad un montacarichi ci ha permesso di scendere ed arrivare al piano più basso dove ci sono i giardini e altre sale molto grandi e con molti gradini ma per ogni sala abbiamo trovato degli addetti con delle rampe mobili che aprivano e chiudevano al nostro passaggio.
Abbiamo visitato poi anche il Duomo di Mantova, anche quello grazie a delle rampe è risultato totalmente accessibile e gratuito. Nel centro città di Mantova abbiamo riscontrato che per delle semplici carrozzine a spinta, risulta molto, ma molto difficoltoso muoversi perché la pavimentazione è costituita per il 90% da sanpietrini veneziani, quindi con delle pietre tonde dove le nostre ruote si incastrano. Per fortuna noi avevamo i propulsori elettrici (Triride) agganciati e quindi non è stato per niente difficoltoso muoversi all’interno della città medioevale. Abbiamo pranzato proprio in centro in Piazza delle Erbe assaggiando i famosi tortellini mantovani ripieni di zucca e amaretti. Alle ore 14:00 circa, dopo aver fatto quasi 20 km solo all’interno delle mura di Mantova, abbiamo deciso di partire verso peschiera del Garda dove alle ore 18:50 avevamo il treno per il rientro a Verona. Dal castello di Mantova parte una ciclabile che costeggia la strada e attraversa il Mincio fino ad un piccolo parcheggio dove svoltando e passando sotto alla strada, ci si collega alla ciclabile Mantova – Peschiera del Garda della lunghezza di circa 45 km. La ciclabile è tutta pianeggiante il tratto di competenza della città di Mantova è stato rifatto circa tre quattro anni fa e quindi l’asfalto è perfettamente liscio senza nemmeno una buca fino a Borghetto sul Mincio, uno dei borghi più belli d’Italia. Prima di arrivare a Borghetto quindi all’incirca 25 km dopo aver lasciato Mantova ci siamo fermati per una piccola sosta al famoso “ciclogrill” delle cascate dove abbiamo bevuto delle bibite fresche e abbiamo sfruttato le colonnine per la ricarica delle biciclette per poter caricare le nostre batterie dei Triride.
Dopo circa una mezz’ora siamo ripartiti e ci siamo fermati per visitare Borghetto che è una frazione di Valeggio sul Mincio. Abbiamo fatto qualche piccola spesa all’interno delle botteghe e poi siamo ripartiti verso Peschiera del Garda, ci attendevano altri 15 km di strada sempre ciclabile. Purtroppo a causa di alcuni lavori in corso, abbiamo dovuto deviare un po’ e percorrere una strada bianca non asfaltata. Arrivati a Peschiera abbiamo avuto un “piccolo” intoppo di percorso, la strada che finiva proprio all’imbocco dell’autostrada era chiusa da una sbarra e lo spazio lasciato per poter far passare le biciclette o i passeggini era davvero piccolo, troppo piccolo perché le nostre carrozzine erano troppo larghe per quel passaggio. Ci siamo subito preoccupati, anche perché avevamo il treno prendere da lì a poco. Io e Caterina abbiamo anche provato a passare sotto a questa sbarra che bloccava la strada, senza però riuscirci perché era troppo bassa, quindi, l’unica soluzione che avevamo, era chiamare i vigili del fuoco di Peschiera del Garda per chiedere il loro intervento per poter aprire questa barriera. Molto gentilmente i vigili del fuoco hanno mandato un addetto del comune che aveva una copia delle chiavi e ci ha aperto per poter proseguire il nostro giro fino alla stazione.
Cosa molto positiva una volta arrivati alla stazione, ho ricevuto una telefonata dalla polizia locale di Verona che mi comunicava di aver aperto un reclamo ai danni nel comune di Peschiera del Garda, per la messa in regola di quel passaggio che non rispettava le normative per accessibilità e il transito per le persone con disabilità (speriamo risolvano).
Alla stazione ci siamo imbarcati senza alcuna difficoltà sul treno per il rientro a Verona previsto per le 19:05. Una volta arrivati a Verona siamo partiti lungo la ciclabile del Canale Camuzzoni che ci ha portati direttamente a Parona dove noi risediamo.
















grazie a Caterina ed Alberto
