Anche quest’anno il Comune di Sona (VR) organizza la Rassegna Parole e Suoni in Comune, nell’ambito della quale il nostro gruppo Altro Canto Coro è stato invitato ad esibirsi.
Con il titolo “L’amore in opera“, trame d’amore nell’opera lirica, Sabato 11 Aprile alle ore 21.00 presso la sala del Consiglio ad ingresso libero, si esibirà l’Altro Canto Coro del Galm.
Siamo tutti invitati.
Tratto da: Il Bacco da Seta un articolo che presenta l’evento, la serata ed il coro “Altrocanto”
Sona, l’amore sale in Sala del Consiglio:
l’opera lirica diventa racconto vivo
Sabato 11 aprile alle ore 21 il concerto “L’amore in opera” con Altrocanto Coro, nato in ospedale a Negrar: arie e cori per parlare di oggi
Di sera, quando il paese abbassa il volume e le luci delle finestre disegnano rettangoli tiepidi nel buio, c’è un luogo che di solito parla con la lingua delle decisioni. La sala del consiglio di Sona. Sabato 11 aprile invece quella stanza cambia pelle: si riempie di musica, di fiati, di voci che si cercano e si sostengono. Alle ore 21, dentro la rassegna “Parole & Suoni in Comune”, va in scena un concerto dal titolo che è già una promessa: “L’amore in opera (trame d’amore nell’opera lirica)”.
L’idea è semplice e per questo potente: prendere arie e cori dalle grandi opere del teatro lirico e usarli come una mappa sentimentale. Raccontare l’amore “nelle sue sfaccettature tutt’ora attuali”, come dice la presentazione del concerto. Non una lezione, non un omaggio da cartolina, ma un attraversamento: l’opera come specchio di qualcosa che non passa, perché cambia forma ma resta lì, ostinata, la materia delle relazioni. La passione, la fedeltà, il dubbio, l’attesa, la gelosia, la cura. E anche la fragilità, che nell’opera è spesso il punto da cui tutto parte.
A portare questo racconto a Sona è Altrocanto Coro, e qui il concerto diventa anche una storia in sé. Perché Altrocanto non nasce in una sala prove qualunque, né dall’idea di mettere insieme voci “perfette”. Nasce “qualche anno fa” dentro l’Unità spinale dell’ospedale Sacro Cuore – Don Calabria di Negrar, con un obiettivo concreto: integrare e arricchire un percorso di riabilitazione respiratoria attraverso il canto corale. La musica, in questo caso, non è solo emozione: è esercizio, lavoro, metodo. Un modo per rieducare il respiro e la qualità vocale con esercizi mirati e brani scelti per le loro richieste tecniche ed esecutive, fino a un miglioramento “sia a livello fisico che mentale”.
È una di quelle intuizioni che, quando le ascolti, ti sembrano immediate: respirare è vita, cantare è respirare con una direzione, con un ritmo, con un senso condiviso. Ma dietro l’immediatezza c’è disciplina, pazienza, ripetizione. E c’è soprattutto il “noi”. Perché, non meno importante, il coro rivendica anche il valore socializzante e aggregativo del cantare insieme: impegnativo, sì, ma “molto divertente e stimolante”. L’opera, con i suoi drammi e le sue altezze, diventa così anche una palestra di comunità: si entra con il proprio fiato, si esce con un respiro più largo, sostenuto da quello degli altri.
Altrocanto si ritrova ogni martedì mattina a Pedemonte, in via delle Betulle 5, nella sede del G.A.L.M. (Gruppo Animazione Lesionati Midollari), associazione a cui il coro è legato. È un dettaglio che conta: dice che la musica non resta confinata nell’eccezione dell’evento, ma vive in un appuntamento stabile, in un luogo riconoscibile, dentro una rete. E così, quando sabato 11 aprile le voci si alzeranno in Sala del Consiglio, quel suono porterà con sé anche tutto il lavoro fatto lontano dai riflettori: prove, respiri ritrovati, armonie costruite una per una.
Il coro è diretto da Fiorella Moro, con il sostegno musicale di Federica Buzzi alla tastiera e di Maria Odorizzi al violino. Tre presenze che disegnano un piccolo cantiere sonoro: guida, base, linea melodica. E attorno, le voci. In un programma che promette di far viaggiare tra pagine celebri del teatro lirico per raccontare l’amore non come idea astratta, ma come tensione reale, con i suoi strappi e le sue carezze.

