Lo sport del Tiro con L’Arco ha regalato negli anni grandi soddisfazioni, sia a Verona che all’Italia paralimpica intera.
Il nome da citare è Paola Fantato (vi risparmiamo i titoli e i vari riconoscimenti, citiamo solo che è stata la prima atleta al mondo su sedia a rotelle a partecipare ai Giochi Olimpici, competendo ad Atlanta 1996. Nello stesso anno ha poi gareggiato anche alle Paralimpiadi. Agli esordi era tesserata nel gruppo sportivo del GALM, ed ha ottenuto numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali.
Il tiro con l’arco è una disciplina anche paralimpica, ma per chi lo pratica è assolutamente normale e regolare confrontarsi in competizioni con gli atleti “normodotati”.

Due nostri soci, Caterina ed Alberto, hanno recentemente e per la prima volta, partecipato ad una gara che esce un po’ dagli schemi del tiro con l’arco più tradizionale e conosciuto ai più, cioè quello delle distanze precostituite e bersagli “classici”.
Ma lasciamo ai nostri giovani soci ed atleti il racconto di questa loro giornata che è stata non solo competizione, ma coinvolgimento e senso di appartenenza:

<<La società Arcieri del Cangrande di Verona a cui Caterina ed io (Alberto ndr) siamo iscritti per praticare questo sport, nella giornata di domenica 22 Dicembre ha organizzato in casa (cioè presso la nostra sede di Verona), una gara di Tiro con L’Arco “particolare” che in gergo tecnico viene chiamata 3D.
E’ una gara che si svolge all’aperto e come bersagli invece che avere le classiche “targhe” colorate sui paglioni, ci sono delle sagome di animali in gomma a grandezza reale (appunto in 3D) sparse per il campo di tiro a diverse distanze.
Queste sagome vengono collocate ognuna lontano dall’altra e non viene comunicato all’arciere la distanza dalla linea di tiro; quindi, la difficoltà maggiore è proprio quella di calcolare i metri di tiro e di conseguenza regolare i mirini in maniera da poter centrare con la freccia i punti “vitali” della sagoma che in questo caso non sono segnati.

Visto il grande numero di partecipanti, oltre alle sagome sono stati aggiunti dei paglioni con delle targhe (bersagli ndr) particolari, invece delle classiche targhe colorate, erano completamente nere con il centro giallo e vengono chiamate hunter-field. Poi c’era la “targa” special, cioè una sagoma di cerbiatto completamente in ferro tranne che per tre punti “vitali” che erano l’occhio, il cuore e i reni, dove erano posizionati i cerchi da colpire.
La difficoltà sta nel fatto che se non si c’entravano quei tre punti le frecce andavano ad impattare sul ferro e si rompevano. Sul campo di tiro sono state create 28 postazioni, da dove ogni arciere doveva tirare due frecce per bersaglio. Ogni postazione era condivisa da 3/4 arcieri che dopo aver scoccato le proprie frecce doveva andare fisicamente a piedi a controllare quanti punti avevano fatto. Ad ogni arciere viene fornita una tabella dove scrivere il risultato di ogni postazione. Il tempo a disposizione per ogni arciere per scoccare le due frecce è di 2 minuti.

Sul campo di gara ci sono due arbitri, uno controlla che tutti abbiano scoccato e un altro che con dei fischi regola il momento in cui bisogna cambiare di postazione e il momento in cui bisogna incoccare e scoccare.

Questa gara viene organizzata tutti gli anni prima di Natale sfruttando l’occasione per potersi riunire e farsi gli auguri prima delle feste. Da qualche anno alla gara c’è sempre un maggior numero di iscritti oltre che da Verona, anche da molte altre province del nord Italia, segno concreto di come sia riconosciuta la capacità organizzativa da parte della società. Quest’anno si sono registrati quasi 130 partecipanti il numero più alto sino ad ora.

La prova è durata dalle nove della mattina fino alle 14:00 del pomeriggio con una pausa dopo 14 postazioni.
Io e Caterina abbiamo partecipato per la prima volta a questo tipo di giornata, eravamo anche gli unici disabili in mezzo a tutti normodotati.

Un grande sforzo è stato fatto dalla società per organizzare questa giornata, c’è chi si è trovato il sabato a fare la spesa per tutti, chi ha poi cucinato e chi ha posizionato i bersagli sul campo. Nessuno si è sottratto, nemmeno Caterina ed io, che abbiamo collaborato in base alle nostre possibilità come è giusto che sia.

Finita la gara ci sono state le premiazioni suddivise per categorie di archi che sono Arco Nudo, Arco Olimpico e Arco Compound divisi ulteriormente nelle diverse categorie giovani, adulti, maschi, femmine e poi senior.
Per dover di cronaca diciamo che il nostro è stato un buon risultato, tenuto conto anche della nostra prima esperienza in questo tipo di gara, non abbiamo vinto niente ma abbiamo messo dietro di noi diversi avversari.
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