Questa è la storia comparsa sul quotidiano locale L’Arena …

Doveva andare a Desenzano. «Ma non sarei potuto uscire dai binari. Una dimostrazione di cosa può capitare ai disabili»

Ha 37 anni e dalla nascita soffre di una tetraparesi. Lui Alberto Brunelli, laureato in legge, abilitato alla professione di avvocato, è abituato a muoversi in autonomia grazie ad una sedia a rotelle tecnologica. Tuttavia si scontra spesso con problemi che ostacolano la sua voglia di indipendenza.
L’ultimo caso per il veronese, che lavora all’ufficio affari generali del comune di Negrar è stato un disservizio in stazione domenica.

Le prime difficoltà

L’uomo si era prenotato un treno per Desenzano deciso di andare a trovare alcune colleghe di lavoro, visto che fino a poco tempo fa, aveva lavorato nella città lacustre.
«Tutto organizzato, peccato che quando ero già seduto sul treno un’operatrice mi abbia detto che a Desenzano non sarei potuto uscire dalla stazione perché i tre ascensori che portano dai binari a terra, erano fuori servizio», racconta l’uomo.
«A quel punto ho chiesto di cambiare treno e di arrivare anziché al binario 3-4, al primo, da dove ci sarebbe stata una piattaforma che mi avrebbe permesso di uscire dalla stazione. Ma non è stato possibile perché, mi hanno detto, che per problemi legati all’assicurazione la zona era stata transennata da lì non si poteva passare».

Per Alberto è stato dunque necessario chiedere un taxi da Verona a Desenzano. «Grazie ad un taxi che ha pagato Trenord sono arrivato fino alla stazione bresciana, ma il problema poi si è ripresentato al rientro perché comunque arrivando in stazione gli ascensori non funzionavano. Quindi grazie a Trenord abbiamo prenotato il taxi per il ritorno, che comunque è arrivato oltre un’ora e mezza dopo perchè partiva da Brescia».

L’analisi

«Purtroppo chi ha una disabilità, ma riesce in autonomia a gestirsi e a viaggiare viene messo davanti a situazioni che non sono evidentemente risolvibili».
E aggiunge: «Tre ascensori rotti contemporaneamente sono tanti. Basterebbe fare manutenzione e controlli su chi e come li utilizza. Resto a piedi io, ma anche mamme con carrozzine o anziani che non riescono a sollevare la loro valigia», dice Brunelli.
«Io ringrazio Trenord e gli operatori della Sala blu, perchè si sono dati davvero da fare per aiutarmi in tutti i modi», conclude Brunelli.
«Tuttavia questa è la dimostrazione che una persona con disabilità motoria e spostamento ridotto, non può essere in grado di utilizzare i servizi come il treno in totale autonomia».

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