Articolo tratto dalla pagina Facebook de “Ruote a Spasso” che affronta un tema in effetti poco sviluppato, approfondito ma di sicuro impatto nella vita di tutti i giorni. Come scritto si parla spesso di accessibilità a luoghi da visitare o comunque di interesse pubblico, ma i nostri supermercati? i relativi parcheggi? quali conclusioni possiamo trarre su questo argomento? forse siamo ancora lontani da una soluzione ottimale.
Spesso, quando si parla di accessibilità, l’attenzione si concentra sulla ricerca di luoghi accessibili per viaggiare, sulle strade, i negozi. Tutto importante, ma la vera sfida dell’accessibilità sappiamo bene si gioca nella vita di tutti i giorni, nelle azioni più semplici, quelle che dovrebbero essere scontate.
Fare la spesa è uno di questi esempi.
Entrare in un supermercato può sembrare banale, eppure per molte persone con disabilità significa dover affrontare tornelli girevoli, corsie strette, scaffali irraggiungibili, casse automatiche poco intuitive o pavimenti scivolosi.
A volte esiste un passaggio alternativo, ma non è immediato, visibile o accessibile in autonomia. E chiedere aiuto, quando non dovrebbe essere necessario, toglie spontaneità.
Parlarne è fondamentale, perché l’inclusione non nasce solo dai grandi progetti, ma dall’attenzione ai dettagli. Rendere accessibili questi luoghi significa migliorare la qualità della vita di tutti: persone con disabilità, anziani, genitori con passeggini, chi vive una difficoltà temporanea.
Migliorare è sempre possibile. Con scelte più consapevoli, progettazione attenta e ascolto di chi vive questi spazi ogni giorno, le barriere possono diventare opportunità di cambiamento.
Perché una società davvero inclusiva è quella in cui anche le azioni più semplici possono essere vissute con autonomia, dignità e serenità.
fonte FB/ruoteaspasso
