Il Santuario della Madonna della Corona è situato in prossimità di Spiazzi che è una frazione del Comune di Caprino Veronese. Famoso perché incastonato nella roccia, ad una altezza di 775 mt s.l.m. e proprio su uno strapiombo. Si può ammirare anche dalla sottostante Val D’Adige. Tralascio la leggenda sul ritrovamento della statua raffigurante la Pietà, per raccontare invece che una volta il santuario era raggiungibile solo attraverso una salita di oltre 1600 gradini, che parte dal territorio del Comune di Brentino. Successivamente intorno al 1920 è stata aperta una strada, con due piccole gallerie, percorribile solo a piedi, che scende dalla vicina Spiazzi. Quest’ultima strada e affiancata anche da un percorso a gradini (sempre da Spiazzi) e lungo il tragitto sono state collocate 14 statue in bronzo che raffigurano le stazioni della Via Crucis.

Arrivato in località Spiazzi frazione del comune di Caprino Veronese, era l’ottobre del 2023, ho lasciato la macchina nel parcheggio che ha 2 posti riservati disabili. Ho deciso di scendere utilizzando il Triride sino al santuario. La stradina è tutta asfaltata anche se la prima parte necessita sicuramente di manutenzione (qualche buca di troppo) e in questo primo tratto la pendenza è davvero sensibile. La strada a piedi è lunga all’incirca un chilometro. Si arriva ad un mini mini piazzale dove ho trovato 3 auto in sosta relative a occupati del bar/negozio e manutentori, non ho idea se sia permesso scendere anche con l’auto munita di contrassegno, ma il rischio di trovarsi sul percorso col pulmino non è remoto e la strada è davvero piccola. Il percorso del pulmino è un po’ diverso, parte dal centro della frazione e sale sino al piazzale dell’Hotel Stella Alpina, che si trova poco dopo il centro di Spiazzi e dove è presente anche una sbarra che chiude l’accesso al percorso. Il pulmino si ferma a circa 50/70 mt dal cancello che delimita la zona santuario, dove c’è comunque una discesa che potrebbe richiedere l’aiuto di qualcuno per superarla in entrambe le direzioni (se non si usa un ausilio elettrico), poi si incontra un piccolo quanto suggestivo tunnel, con un paio di terrazzini per foto panoramiche e dove è incastonata nella roccia una piccola statua della Madonna raffigurante La Pietà che la leggenda vuole fosse custodita sull’isola di Rodi e che grazie all’intervento degli angeli fu trasferita e messa quindi al sicuro sul ns Monte Baldo per sfuggire all’invasione e ai saccheggi dei turchi.  Arrivati al piano scalinata troviamo anche i servizi igienici tra i quali uno accessibile. Il negozio di souvenir può fare anche i biglietti per la risalita col pulmino. Il pulmino è dotato di pedana per la salita di carrozzine, ma trovo corretto far presente che è piuttosto corta e pertanto anche ripida, per cui salire e scendere dal pulmino “in autonomia/da soli” ritengo sia impossibile. L’autista non aiuta, almeno nelle 2 circostanze che ho potuto vedere con i miei occhi, ma potrebbe dipendere anche da ordini di servizio, tradotto … serve un accompagnatore.

Arrivato al santuario si trova facilmente, perché bene indicato, un ascensore molto ampio che ti porta sino al piano chiesa. Una volta al piano chiesa, si può uscire sul sagrato dalla porta di destra che è dotata di un piccolo scivolo che agevola l’operazione e ci si ritrova in cima alla grande scalinata e con una stupenda visuale sulla Val D’Adige.
Il percorso a ritroso, cioè in salita, l’ho fatto in totale autonomia con il mio Triride, ma ci tengo a sottolineare che di ausili elettrici, anche della stessa marca, ne esistono di diversi tipi e di diverse potenze, per cui prima di avventurarsi è opportuno tenere ben presente i limiti propri e del proprio mezzo per non correre il rischio, se si è da soli, di restare fermi per strada, la pendenza c’è e si fa sentire.

Buona visita.