La Relazione CIV INPS 2025 evidenzia miglioramenti nei servizi generali, ma segnala ritardi nell’invalidità civile e criticità e incertezze legate alla riforma della disabilità e non autosufficienza
E’ stata presentata ieri la Relazione di verifica sull’attività dell’INPS, approvata dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV). Si tratta di un documento che, in sintesi, mostra come nel 2025 l’INPS si confermi un pilastro della tenuta sociale del Paese, con risultati gestionali complessivamente positivi ma ancora segnati da criticità strutturali.
In linea generale, il documento evidenzia come l’Istituto sia chiamato a gestire prestazioni sempre più complesse, in un contesto socio-economico in trasformazione. Tuttavia, secondo il CIV, serve un’accelerazione sul piano dell’innovazione organizzativa e tecnologica per garantire servizi più efficienti e accessibili ai cittadini, in particolare alle persone più fragili.
Prestazioni per cittadini con disabilità
Il report mette in evidenza un dato generale rilevante: se da un lato, l’efficienza amministrativa nell’erogazione di pensioni e NASpI raggiunge vette d’eccellenza, dall’altro il comparto dell’invalidità civile soffre per criticità strutturali e rallentamenti nella fase sanitaria.
Invalidità civile: aumentano i tempi per l’accertamento sanitario
Nel triennio 2022-2025 si registra infatti un aumento dei tempi medi per l’accertamento sanitario, che passano da 120 a 125 giorni. Un dato che evidenzia un rallentamento in una fase cruciale per il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità.
Ancora più rilevante è la forte disomogeneità territoriale: i tempi di attesa variano infatti da un minimo di 40 giorni fino a punte di 260 giorni, a seconda della regione. Ricordiamo che la fase sanitaria è gestita prevalentemente dalle Aziende Sanitarie Locali (ASL).
Diversa la situazione per la fase amministrativa, dove si registra invece un miglioramento: i tempi medi scendono da 22 a 15 giorni.
Riforma disabilità: incognite su risorse e organizzazione
La Relazione richiama anche le criticità legate alla riforma della disabilità e della non autosufficienza, attualmente in fase di attuazione. Secondo il CIV, il processo è caratterizzato da diversi elementi di incertezza:
- quadro normativo ancora non pienamente definito
- risorse economiche limitate
- difficoltà nel reperimento del personale medico
- ridimensionamento del ruolo dei patronati
Questi fattori rischiano di compromettere l’efficacia della riforma e di generare ulteriori ritardi o disservizi per le persone con disabilità, proprio nella fase di sperimentazione.
Impatti sui cittadini: diritti rallentati e accesso diseguale
Le criticità nel sistema di accertamento dell’invalidità civile hanno conseguenze dirette sui cittadini:
- ritardi nel riconoscimento dei benefici economici e assistenziali
- difficoltà nell’accesso a servizi e agevolazioni
- aumento del contenzioso e dei ricorsi
In generale, nonostante la diminuzione significativa delle pratiche arretrate nei ricorsi amministrativi, resta elevato il livello di contenzioso, con solo il 52% dei giudizi favorevoli all’Istituto. Un segnale che evidenzia la necessità di maggiore uniformità nelle valutazioni e coerenza con la giurisprudenza.
Pensioni e NASpI: maggiore efficienza
Mentre il comparto disabilità arranca, i dati sulla previdenza ordinaria sono incoraggianti. Nel 2025, l’82% delle pensioni private è stato liquidato entro 30 giorni (contro l’81% dell’anno precedente). Ancora meglio il settore pubblico, dove la puntualità entro il mese riguarda il 93% delle istanze. Anche per la NASpI, la risposta dello Stato è quasi immediata: il 93,8% dei disoccupati riceve l’accoglimento entro 30 giorni dalla domanda.
Questi dati indicano una maggiore efficienza operativa dell’Istituto, che però non si riflette ancora in modo uniforme su tutte le aree, in particolare su quella della disabilità.
Crititictà su personale e organizzazione
Un altro nodo centrale riguarda la carenza di personale, con un organico inferiore rispetto al fabbisogno stimato. Al proposito, il CIV sottolinea la necessità di accelerare le assunzioni per evitare ulteriori disservizi, soprattutto nelle regioni del Nord dove le carenze sono più evidenti.
La sfida futura: servizi più efficienti e accessibili ai cittadini
Tra le principali sfide per il futuro, emerge con chiarezza la necessità di costruire un sistema di servizi più accessibile, efficiente e inclusivo, capace di rispondere in modo adeguato ai bisogni dei cittadini. In questa prospettiva, l’INPS è chiamato a rafforzare il proprio percorso di innovazione, puntando su una digitalizzazione che semplifichi le procedure e riduca i tempi di attesa, ma anche su una maggiore capacità di presa in carico complessiva dell’utente.
Diventa fondamentale sviluppare un modello organizzativo in grado di integrare i diversi canali di accesso e di dialogare efficacemente con gli altri attori istituzionali coinvolti nel sistema di welfare, per superare frammentazioni e disomogeneità, offrendo risposte più rapide e coordinate. Per le persone con disabilità, ciò significa poter contare su un sistema più equo, capace di garantire realmente il pieno esercizio dei diritti e una maggiore continuità nei percorsi di assistenza e inclusione.
fonte Disabili.com
