di Monica Pazzaglia, Fisioterapista all’Irccs ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar

di Monica Pazzaglia, Fisioterapista Ospedale di Negrar

Il Rugby e il Basket in carrozzina sono due discipline sportive paralimpiche che incarnano lo spirito di inclusione, competizione e determinazione. Entrambi gli sport offrono opportunità straordinarie per gli atleti con disabilità di dimostrare il loro talento e la loro resilienza.

Rugby

Il rugby in carrozzina, noto anche come “murderball”, è nato in Canada negli anni ‘70 ed è diventato sport paralimpico nel 2000. È uno sport di squadra praticato principalmente da persone con tetraplegia o disabilità che coinvolgono almeno tre arti. Si gioca su un campo da Basket regolamentare, con squadre composte da quattro giocatori in campo. L’obiettivo è segnare punti portando la palla oltre la linea di meta avversaria. Questo sport combina velocità, strategia e contatto fisico, rendendolo estremamente dinamico e spettacolare.

In Italia, il rugby in carrozzina è gestito dalla FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali) e conta diverse squadre attive, come il Padova Rugby e i Mastini Cangrandi Verona. Questi team non solo competono a livello nazionale ed internazionale, ma promuovono anche l’inclusione sociale e la consapevolezza sulle disabilità.

Basket

Il Basket in carrozzina ha una storia più lunga, essendo nato come strumento riabilitativo per i reduci della seconda guerra mondiale. Oggi è praticato in oltre 100 Paesi ed è uno degli sport paralimpici più popolari. Le partite si svolgono con squadre di cinque giocatori, e ogni atleta è classificato in base al livello di disabilità, con punteggi che vanno da 1 a 4,5.

In Italia, il basket in carrozzina vanta una vivace scena competitiva, con squadre come la Briantea84 Cantù e le Volpi Rosse Menarini. Quest’ultima, ad esempio, celebra quest’anno 20 anni di attività, durante i quali ha combinato successi sportivi con progetti sociali per sensibilizzare i giovani sulle barriere architettoniche e culturali.

L’importanza di questi sport

Entrambi gli sport non sono solo competizioni atletiche, ma anche potenti strumenti di inclusione e cambiamento sociale. Offrono agli atleti l’opportunità di superare i propri limiti, ispirare il pubblico e abbattere pregiudizi. Inoltre, promuovono valori come il lavoro di squadra, la determinazione e il rispetto reciproco.

Nella nostra Verona abbiamo l’onore di avere due atleti che si sono fatti notare in queste due pratiche sportive: Aberto Danzi per il rugby e Claudio Filippini per il basket.

Alberto Danzi è noto per il suo impegno e la sua passione per questo sport. Ha affrontato una lesione cervicale che lo ha reso tetraplegico in tenera età, ma ciò non gli ha impedito di eccellere nello sport. Dopo aver praticato il basket in carrozzina per quasi 15 anni, Alberto ha scoperto il rugby nel 2012, partecipando a un raduno della Nazionale Italiana a Verona. Da quel momento, ha iniziato a giocare con il Padova Rugby, l’unica squadra italiana di rugby in carrozzina all’epoca. L’esperienza lo entusiasma poiché il divario prestazionale tra tetraplegici e altri tipi di lesione che si trovano normalmente nel Basket era molto evidente, nel Rugby si trova più a suo agio, in una situazione più paritaria. In questa pratica sportiva si è trovato davanti ai suoi limiti fisici e quindi si è impegnato a trovare strategie per superarli attraverso l’allenamento e la costanza. Ben presto si rende conto che questa attività fisica lo mantiene in forma divertendosi. La sua carriera quindi decolla rapidamente, portandolo a rappresentare l’Italia in competizioni internazionali, tra cui tre campionati europei.

Nel 2015, insieme ad altri compagni di squadra, ha fondato i Mastini Cangrandi Verona, una squadra che ha contribuito a far crescere il rugby in carrozzina in Italia. Con i Mastini, Danzi ha partecipato al primo campionato italiano di rugby in carrozzina nel 2017, ottenendo il titolo di vicecampione d’Italia, un risultato riconfermato nel 2019.

Oltre a essere un giocatore con un punteggio di 1.5, Alberto ha ricoperto ruoli importanti all’interno della squadra, come quello di segretario e allenatore fino al 2019. Ora è delegato tecnico del CIP per il rugby in carrozzina. La sua dedizione e il suo spirito di squadra lo rendono un esempio ispiratore per molti, dimostrando che la determinazione può superare qualsiasi ostacolo.

Claudio Filippini è una figura di spicco nel mondo del basket in carrozzina italiano. Riporta una lesione midollare in età giovanile e dopo un periodo di smarrimento, viene coinvolto nelle attività sportive di uno studente di fisioterapia che aveva deciso di fare una tesi sullo sport nei lesionati midollari. Qui viene a contatto per la prima volta con il Basket. Gli piace molto, lo trova un gioco di squadra dove si confronta con altri suoi simili. Anche lui come Danzi si rende presto conto che lo sport gli fa migliorare l’equilibrio, affrontare e superare certi suoi limiti fisici, lo fa sentire in forma. Sebbene non sia un atleta attivo come altri paralimpici italiani di spicco, il suo contributo è fondamentale per lo sviluppo e la crescita dello sport a livello locale e nazionale La sua dedizione al basket in carrozzina e il suo impegno nel promuovere lo sport paralimpico lo rendono un esempio di leadership e passione tanto da farlo diventare dirigente dell’Olympic Basket Verona, una realtà importante nel panorama sportivo della provincia di Verona. Associazione sportiva che si distingue per il suo impegno nel promuovere il basket in carrozzina e lo sport paralimpico in generale

Filippini ha contribuito a sviluppare il basket in carrozzina nella sua comunità, lavorando per migliorare l’accessibilità e la visibilità di questo sport. Grazie al suo lavoro, l’Olympic Basket Verona è diventata un punto di riferimento per gli atleti con disabilità, offrendo loro un’opportunità per competere e crescere sia a livello personale che sportivo. Rispetto ad atleti paralimpici italiani come Alex Zanardi, noto per le sue imprese nel paraciclismo, o Francesca Porcellato, che ha vinto medaglie in diverse discipline paralimpiche, Filippini si concentra più sull’aspetto organizzativo e sulla promozione dello sport. Questo lo rende una figura complementare agli atleti che competono attivamente, poiché il suo lavoro dietro le quinte crea le basi per il successo e la partecipazione di molti altri. In sintesi, mentre alcuni paralimpici brillano per le loro prestazioni atletiche, Filippini eccelle nel ruolo di promotore e sostenitore dello sport paralimpico, dimostrando che il contributo al movimento paralimpico può assumere molte forme.

Filippini ha quindi lavorato per migliorare l’accessibilità e la visibilità del basket in carrozzina, contribuendo a sensibilizzare il pubblico sull’importanza dello sport paralimpico. Il suo lavoro ha ispirato molti giovani atleti e ha aiutato a creare una comunità inclusiva attorno a questa disciplina. Inoltre, il suo contributo organizzativo ha permesso alla squadra di partecipare a competizioni di alto livello, rafforzando la presenza del basket in carrozzina in Italia. Anche se Dirigente non rinuncia a regolari allenamenti.

Concludendo, il rugby e il basket in carrozzina rappresentano molto più di semplici attività sportive: sono espressioni di forza, resilienza e spirito di squadra. Questi sport offrono agli atleti con disabilità l’opportunità di superare i propri limiti, ispirare il pubblico e promuovere valori universali come inclusione e rispetto. Attraverso competizioni avvincenti e iniziative sociali, il rugby e il basket in carrozzina continuano a sfidare stereotipi e a costruire ponti tra le persone, ricordandoci che lo sport è un linguaggio universale capace di unire e trasformare vite.

(Fonti: Wikipedi,a Ansa, Springerhealtcare, Italiachecambia.org)