Nella speranza che possa diventare una piccola rubrica di questo nostro sito, che potremmo chiamare “Angolo della Lettura”, ringraziamo subito il ns socio Paolo Vitale, appassionato lettore di vari generi, ma in particolare di “autobiografie, storie delle persone, libri sui viaggi e motivazionali” che con questo suo suggerimento di lettura inaugura questo spazio, al quale chiunque ne abbia voglia e piacere si può aggiungere e unire, e noi, senza ulteriore indugio, lasciamo spazio e parole a questa sua recensione:
Prima di leggere questo libro, sognavo di percorrere il cammino di Santiago insieme a mia moglie, almeno una parte, ma lo ritenevo quasi impossibile, visto i quasi 10.000 mt di dislivello ed i quasi 800 km da percorrere.
Poi mi imbatto quasi per caso nell’opera di questi due folli americani.
Amici da una vita, Justin Skeesuck bloccato su una sedia a rotelle a causa di una malattia degenerativa, e Patrick Gray che si sobbarca tutto il percorso a spingere una carrozzina dal peso di 115 kg, e a dover assistere l’amico in qualsiasi funzione della vita, dall’imboccarlo, al cambiarlo, lavarlo e vestirlo. Grazie anche alle persone che hanno incontrato nel loro cammino, sono riusciti a portare a termine un impresa a dir poco impossibile.
Proseguiamo con la convinzione che se una cosa sembra impossibile, è solo perché non l’hai ancora fatta.
Le difficoltà del percorso, oltre ad essere altimetriche, si possono incastrare anche perché ci sono parecchi tratti fangosi o sassosi, che rendono particolarmente impervio lo spingere la carrozzina.
La coppia di amici, era seguita da una troupe televisiva che ha immortalato l’impresa.
Credo che la vita funzioni così: gli eventi del nostro passato, e le persone che abbiamo incontrato sulla nostra strada, rendono possibile ciò che accade nel presente, nel bene e nel male.
Sarà il fatto di essere lontani dallo stress del lavoro, dai computer e dai telefoni. Senza riunioni, progetti e impegni vari, la gente tende ad aprirsi e a fare confidenze inaspettate. In otto ore di cammino c’è tutto il tempo per parlare.
Situata a 1.504 metri di quota, la Cruz de Hierro è uno dei punti più in alto del Cammino, e da secoli ha assunto un significato simbolico, legato al lasciarsi le cose alle spalle. Per tradizione i pellegrini depongono ai piedi della croce, una pietra o un piccolo ricordo da casa.
“Se neghi a qualcuno la possibilità di aiutarti, gli neghi la gioia di vivere”, questo è il mantra che ha permesso ai due amici di raggiungere l’obiettivo.
La forza, le considerazioni e la tenacia che trasmettono in questo libro, ti fa dire ancora una volta che se credi veramente ad un sogno, nessuno potrà impedirti di realizzarlo.
Alla fine della loro testimonianza, Pietro Scidullo racconta e dà consigli a chi è in carrozzina, su come affrontare il Cammino tappa per tappa.
Questa è una delle cose da inserire nella lista dei 50 obbiettivi prima di morire.


