… un modello che accompagna le persone verso un futuro possibile

Presso la nostra Unità Spinale ogni percorso inizia in un momento di rottura: una lesione del midollo spinale, infatti, interrompe la continuità della vita e impone una domanda immediata: come ricominciare?

È attorno a questa soglia che abbiamo costruito negli anni uno dei modelli più solidi e riconosciuti nella presa in carico delle persone con mielolesione»: lo si legge in una nota diffusa nei giorni scorsi, sorta di bilancio di fine 2025, dall’Istituto Riabilitativo Montecatone di Imola (Bologna), la cui Unità Spinale è la più grande del nostro Paese, con 120 posti letto dedicati e con l’accoglienza ogni anno di circa 600 pazienti provenienti da tutta Italia, oltre la metà da fuori Regione.

«Una capacità di attrazione – viene sottolineato – che si innesta su un sistema sanitario in stretta relazione con il contesto clinico e universitario bolognese e che riflette l’evoluzione del quadro epidemiologico: accanto alle lesioni traumatiche, in diminuzione per gli incidenti stradali, crescono le cadute nella popolazione anziana e le lesioni di origine non traumatica, oncologiche o degenerative, che richiedono percorsi riabilitativi sempre più complessi».

In tal senso, a Montecatone la riabilitazione inizia già nella fase acuta precoce, «con l’obiettivo – viene spiegato – di incidere in modo concreto sugli esiti funzionali e sulla qualità della vita. Il percorso si fonda su un approccio interdisciplinare che coinvolge quotidianamente medici, infermieri, fisioterapisti, terapisti occupazionali, psicologi, logopedisti e assistenti sociali, orientato al raggiungimento della massima autonomia possibile».

«Accogliere la persona con lesione midollare fin dalle prime fasi – dichiara Laura Simoncini che dirige la struttura – significa dare al tempo un valore terapeutico. È una scelta che incide direttamente sul futuro della persona».

Negli ultimi anni, inoltre, l’offerta assistenziale dell’Unità Spinale si è ulteriormente rafforzata grazie all’introduzione di tecnologie avanzate per la valutazione della composizione corporea, della salute ossea e della funzione respiratoria, oltre allo sviluppo della riabilitazione robotica, integrata al trattamento tradizionale. Accanto alla fase acuta, poi, Montecatone ha investito anche nella gestione della cronicità, con percorsi specialistici dedicati e interventi ad alta complessità, inclusa la chirurgia funzionale dell’arto superiore nel paziente tetraplegico.

«L’Unità Spinale è uno dei pilastri dell’identità di Montecatone – afferma Mario Tubertini, commissario straordinario dell’Istituto -, un luogo in cui competenze cliniche, innovazione e presa in carico globale della persona si tengono insieme in modo concreto, un modello che accompagna le persone lungo un percorso di cura che guarda al futuro possibile».