Caterina ed Alberto sono una coppia nella vita, e naturalmente sono una coppia anche in tante altre circostanze che condividono. Sono insieme quando mettono a disposizione le loro storie di vita accompagnando i soccorritori che vanno nelle scuole a parlare di prevenzione degli incidenti stradali. Sono una coppia anche nel praticare lo stesso sport del tiro con l’arco, per il quale stanno iniziando le prime gare agonistiche.
Sono una coppia giovane che ama anche viaggiare e per nostra fortuna riusciamo a farci raccontare qualche loro uscita.
Questa volta sono le parole di Caterina che ci raccontano questa incursione nella metropoli di Milano.
L’idea originale era di andare a Genova, ma l’averlo deciso troppo tardi ci ha fatto trovare i posti dedicati a persone in carrozzina già occupati, quindi abbiamo optato per andare a visitare Milano dove io ho un cugino che si è trasferito da Treviso con la famiglia, e con l’occasione siamo passati salutarlo.
Quindi sabato ventotto giugno siamo partiti con il Freccia Rossa e dopo circa 1,20 siamo arrivati a Milano, siamo scesi e abbiamo impostato il navigatore come da indicazioni fornite appunto da mio cugino che ci aveva precedentemente fornito dei suggerimenti e inviato una mappa online dei punti più turistici di Milano.
Come prima tappa c’era il parco intitolato a Indro Montanelli (tra i più popolari giornalisti italiani del novecento). Un parco molto grande con laghetti artificiali, con molte aree dedicate agli sport all’aperto e anche un osservatorio/museo astrologico. Sino a qui tutto bene, tutto bello, ma gli imprevisti … son sempre dietro l’angolo (mi pare si dica così) e mentre ci trovavamo ancora all’interno di questo parco ci siamo accorti che io avevo bucato una ruota della carrozzina e ovviamente essendo a Milano, quindi lontani da casa e dai nostri punti di riferimento, ci siamo un pochino preoccupati. Abbiamo fatto un po’ di mente locale e abbiamo contattato diversi negozi di biciclette della zona nella speranza che fossero aperti. Siamo stati fortunati, ne abbiamo trovato uno che aveva anche già sistemato altre carrozzine in passato, quindi in cinque minuti ci ha risolto il problema e abbiamo provveduto ad acquistare una bomboletta di schiuma anti foratura. Una volta ripartiti abbiamo continuato il giro all’interno del parco perché meritava.
Come seconda tappa avevamo il Duomo di Milano, la Galleria Vittorio Emanuele e un pranzo sulla terrazza della galleria.
Arrivati in piazza Duomo, dal parco Indro Montanelli sono circa 2 km tutti fatti su pista ciclabile o su marciapiede, quindi tutto in modo sicuro, abbiamo ammirato la piazza con tutti i suoi palazzi ma soprattutto col Duomo, e anche noi, da bravi turisti, ci siamo fatte le classiche foto davanti alla cattedrale. L’intento era di visitare l’interno del Duomo ma subito ci siamo trovati in coda senza sapere quale delle 4 entrate fosse quella corretta. Abbiamo chiesto informazioni a degli “stuart” che ci hanno informati che nonostante avessimo la carrozzina, dovevamo comunque fare il biglietto, e guarda caso la biglietteria era sul lato opposto a dove eravamo noi. Quindi altra coda sotto il sole per prendere il biglietto che per noi è totalmente gratuito. Compreso nel biglietto d’ingresso, c’era anche la possibilità di salire sul tetto della Cattedrale tramite moderni ascensori che si trovano all’interno della chiesa e che ci hanno portato direttamente sul tetto per vedere le guglie e le statue, compresa la Madonnina d’oro al centro. Attenzione, una volta sul tetto ci sono da superare dei passaggi la cui larghezza potrebbe non essere sufficiente per le carrozzine più larghe.
Terminata questa visita, la cui durata varia sicuramente da persona a persona, noi ci abbiamo impiegato circa un’ora, ci siamo diretti verso il palazzo dove all’interno c’è la Rinascente, sette piani di negozi incentrati sulla moda e i grandi marchi. Lì, all’ultimo piano dove c’è la famosa terrazza che domina tutta Milano a 360°, abbiamo anche potuto pranzare.
Verso le quattordici siamo ripartiti per andare a visitare il Castello Sforzesco e il parco più famoso di Milano, parco Sempione.
Breve visita all’esterno del castello e poi ci siamo letteralmente persi all’interno del parco che è veramente immenso, totalmente pedonalizzato e ricco di laghetti, campi per gli sport, e anche di innumerevoli bar per aperitivi e ristoro in generale. In questo parco abbiamo incontrato mio cugino con la sua famiglia e siamo stati in loro compagnia per un paio di orette.
Alla nostra lista di siti da visitare, avendo volutamente saltato musei e simili, mancava ancora la zona dei “Giardini Verticali”, la più moderna, che altro non sono che grattacieli ricoperti da piante e alberi.
Questa zona è stata creata da pochi anni e attorno a questi grattacieli “green” hanno anche costruito una rete di ciclabili che collegano la stazione a tutti i punti principali di Milano.
La nostra giornata a Milano si è conclusa alle venti quando abbiamo ripreso il treno per il ritorno a Verona.
Io e Alberto in treno abbiamo fatto delle riflessioni personali sulla città di Milano che è sicuramente una città molto bella (almeno nel centro), caotica e immensa, ma sotto il profilo della accessibilità purtroppo abbiamo constatato che per molti versi lo è molto meno della nostra Verona.
Il 90% dei negozi in centro non erano accessibili causa gradini, i marciapiedi molto spesso erano sprovvisti di scivolo e quindi abbiamo dovuto cambiare strada molte volte, mentre la metropolitana e il tram invece erano perfettamente accessibili per le carrozzine, almeno per le zone che abbiamo visitato noi. Abbiamo poi notato che in tutta la zona nuova di Milano costituita da grattacieli, banche e parchi, stavano costruendo tantissime ciclabili quindi magari nei prossimi anni anche tutti i marciapiedi li renderanno accessibili.
I nostri due viaggiatori poi ci danno un paio di informazioni “tecniche” per il viaggio:
L’organizzazione di Trenitalia negli ultimi anni ha migliorato di molto la propria efficienza. Alla stazione di Verona Porta Nuova, c’è la Sala Blu, un luogo dedicato soltanto alle persone con ridotta mobilità, ciechi o anziani che deambulano a fatica, ci siamo rivolti a loro il giorno prima (un po’ tardi per la verità, si rischia di non trovare i posti) e comunicando la destinazione la signorina in servizio ci ha illustrato le varie possibilità di viaggio, sia per orari, sia per costi, sia per la velocità che per i confort.
Al viaggiatore viene sempre richiesto di essere in Sala Blu almeno una mezz’ora prima dell’orario di partenza in modo che il personale preposto possa organizzare l’accompagnamento al binario, tenendo anche presente che per i treni ad alta velocità è necessario utilizzare una sorta di carrello elevatore.
A bordo del treno avevamo due posti già prenotati insieme all’assistenza fatta al giorno prima. Con le “Frecce” i treni ad alta velocità, si viaggia in prima classe quindi con tutti i confort del caso. Posti a sedere con presa di ricarica, che l’abbiamo sfruttata per ricaricare i Triride utilizzati per l’arrivo in stazione. Il treno è dotato anche di un bagno totalmente accessibile, con porte scorrevoli elettriche, maniglioni e sanitari con fotocellule per agevolare chi è più in difficoltà. Una volta arrivati alla stazione di arrivo ci sono già gli addetti all’assistenza passeggeri pronti ad aiutare per scendere, (confidando sempre che tutto funzioni bene, coma da protocolli).
La stazione di Milano è completamente accessibile grazie a ascensori dislocati in vari punti.
























