di Monica Pazzaglia, Fisioterapista all’Irccs ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar
La neve non fa distinzioni. È bianca per tutti. Ormai da parecchi anni, grazie a tecnologie sempre più avanzate e a una crescente sensibilità verso l’inclusione, anche le persone con paraplegia o tetraplegia possono vivere appieno la magia degli sport invernali. Non si tratta solo di superare barriere fisiche, ma di abbattere muri culturali, restituendo a tutti il diritto di divertirsi, sfidarsi e respirare l’aria frizzante delle vette innevate. Oramai gli sport invernali per persone con disabilità motoria non sono più un’eccezione, ma una realtà consolidata. Lo sci alpino, ad esempio, è praticabile con il monosci o il dual ski, attrezzature che permettono di scendere le piste in posizione seduta, con l’ausilio di stabilizzatori e l’accompagnamento di maestri specializzati nelle prime fasi, poi si pratica con chi si vuole. Anche lo sci di fondo è accessibile, grazie a slitte leggere e percorsi pianeggianti, ideali per chi ha una tetraplegia parziale. Le slitte montate su sci (sit-ski), permettono di scivolare sulla neve spingendosi con le braccia e bastoncini speciali. È uno sport indicato a chi ama praticare attività ad alta intensità, immerso nel silenzio e nella pace. Più recente e ancora in evoluzione, ma già riconosciuto come disciplina paralimpica, è lo Snowboard con supporti, disciplina con categorie specifiche e attrezzature adattive, per chi ama giocare con l’equilibrio e la velocità
La neve ha un potere speciale: trasforma il paesaggio, ammorbidisce i rumori, amplifica le emozioni. Per chi vive con tetraplegia o paraplegia, gli sport invernali non sono solo attività fisiche, ma veri e propri atti di coraggio e di libertà. Ogni discesa, ogni scivolata sul ghiaccio diventa un messaggio chiaro: i limiti non definiscono la persona, ma la sua voglia di superarli. Affrontare una pista innevata con un monosci o una slitta: è un modo per dire al mondo “ci sono, e posso farcela”. Ogni curva è una sfida vinta, ogni caduta un’occasione per rialzarsi. La neve diventa un terreno di resilienza, dove la determinazione prende forma concreta. Ricordo ancora con chiarezza le imprese di qualche amica/o carrozzata/o; affrontava le piste con coraggio e determinazione nonostante la difficoltà nel gestire la curva e la discesa. Ore per fare una pista ma alla fine arrivava giù. Tutti, anche i meno bravi, alla sera in albergo esprimevano la loro soddisfazione e le risate che accompagnavano le nostre giornate bianche erano veramente tante. Tra tutti gli sport penso che quello dello sci sia il più inclusivo, una volta raggiunti buoni livelli si può sciare esattamente alla pari dei normodotati. Sulle piste non ci sono barriere, si sale sui mezzi di risalita assieme agli amici bipedi. Duro è solo l’inizio, una volta vinte le paure e capito come funziona si vola sulla neve insieme o più veloci degli altri. Ho sciato con tetraplegici più veloci e spericolati di me. Solo una cosa mi ha chiesto un tetra dai capelli lunghi: non mi ha chiesto di aiutarlo nel trasferimento, non mi ha chiesto di aiutarlo a mettere i guanti, no, mi ha chiesto: mi leghi i capelli per favore?
Non si è mai soli sulla neve. Fisioterapisti, amici, squadre, allenatori: lo sport crea legami, costruisce comunità e allegria. La gioia di una vittoria o il sorriso dopo una caduta diventano esperienze condivise, che rafforzano lo spirito e alimentano la motivazione. È molto importante vestirsi bene, il freddo potrebbe far aumentare eventuali spasticità. Ma non c’è solo lo sci. Esistono altre possibilità per chi preferisce sport più ‘tranquilli’ come Hockey su slittino, sport di squadra adrenalinico e inclusivo oppure il Curling in carrozzina, che unisce strategia e precisione, c’è pure il Biathlon adattato, che combina sci di fondo e tiro con carabina elettronica. Ma sono sport non ancora molto diffusi. Interessanti sono pure le escursioni con racchette da neve, con carrozzine da trekking o slitte trainate. Per chi volesse iniziare questi percorsi l’associazione dilettantistica sportiva più vicina a noi è SportABILI, inquadrata come Azienda Per il Sociale (APS), fondata per aiutare le persone con disabilità a svolgere attività sportive spesso a loro inaccessibili. Ha sede a Predazzo in Trentino, Val di Fiemme ed intercetta i bisogni di persone trentine e venete in particolare e provenienti da tutta Italia. Opera con due sedi, una a Predazzo di proprietà del Comune ed una alla partenza degli impianti di Bellamonte frutto di una donazione che ospita fino a 6 volontari. Sempre in Trentino troviamo Scie di Passione che offre corsi personalizzati e attrezzature
Ci sono altre realtà che rendono possibile l’esperienza nella neve. Molto attiva e ricca di proposte è Freerider Sport Events potete cercare sul loro sito https://www.freeridersportevents.com se ci sono attività che fanno a caso vostro (info@freeridersportevents.com)
Più lontano per chi volesse esplorare le vette dalla Val D’Aosta può rivolgersi a SciAbile: progetto di Sauze d’Oulx che collabora con scuole di sci e fisioterapisti. Il Progetto è nato grazie a BMW Italia, la prestigiosa casa automobilistica tedesca, che ha deciso di far avvicinare alla montagna e allo sci chi è disabile, in modo gratuito e in piena sicurezza.
Le proposte e le possibilità non mancano, vivere la montagna d’inverno ha fascino per chiunque. Il bello è che si può viverla senza limiti più che in estate.







