Posted by admin on Monday, 9 January 2023

Di fronte a una norma che rischia letteralmente di assestare un colpo mortale alla Sanità Pubblica, prevedendo che le imprese produttrici di dispositivi medici contribuiscano per il 50% allo sforamento dei tetti regionali di spesa sanitaria, le Federazioni FISH e FAIP esprimono tutta la loro preoccupazione per i dispositivi medici salvavita, utilizzati da tante persone con disabilità come strumento di cittadinanza necessario a una vita piena e inclusiva, e sostengono la mobilitazione lanciata dall’organizzazione PMI Sanità.

Già nei mesi scorsi, di fronte alla questione del “caro bollette”, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) aveva sollevato con forza il problema dei dispositivi medici salvavita, utilizzati da tante persone con disabilità come strumento di cittadinanza necessario a una vita piena e inclusiva. Oggi, però, si presenta una situazione addirittura più grave, che sempre per difendere i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie, vede la FISH sostenere la mobilitazione lanciata dall’organizzazione PMI Sanità (Pubbliche e Medie Imprese Sanità), per chiedere l’abolizione del payback sui dispositivi medici e che prevede tra l’altro una manifestazione nella mattinata di domani, 10 gennaio, a Roma (Piazza dei Santi Apostoli, ore 10-13).

Ma di cosa si sta parlando esattamente? Di una norma inserita nel cosiddetto “Decreto Aiuti bis”, «che definisce le regole – come spiegano da PMI Sanità – per l’applicazione di un sistema di compartecipazione da parte delle imprese allo sforamento dei tetti regionali di spesa sanitaria, con una contribuzione a partire dal 15 gennaio prossimo del 50% dell’intero importo dichiarato come sforamento dalle Regioni stesse, rispetto alle forniture effettuate dal 2015 al 2018, su dispositivi medici dai più semplici (garze, siringhe), fino a strumentazioni molto più complesse (stent, pacemaker, TAC, risonanze, PET e altro)».
«Un provvedimento sempre secondo PMI Sanità – che oltre a rischiare di provocare il fallimento della maggior parte delle imprese coinvolte, infliggerebbe un vero e proprio colpo mortale alla Sanità Pubblica».
Valutazioni e grida di allarme, queste, che fanno ben capire quale possa essere la preoccupazione di un’organizzazione come la FISH, già impegnata da tempo sul tema delle crescenti difficoltà di accesso alle cure per le persone con disabilità. E dal canto suo anche la FAIP (Federazione delle Associazioni di Persone con Lesione al Midollo Spinale) si dichiara pienamente impegnata su tale situazione, ricordando come tra i dispositivi medici di cui si parla vi siano anche quelli monouso (sacche, cateteri, cannule tracheali, pannoloni, traverse e altri), fondamentali per le necessità quotidiane di tante persone con disabilità.

Per questo FISH e FAIP, oltre a sostenere la mobilitazione di PMI Sanità, hanno affrontato la questione del payback con la ministra per le Disabilità Locatelli, oltre a rivolgersi direttamente al sottosegretario alla Salute Gemmato e alla viceministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Bellucci, per chiedere un immediato intervento del Governo. (S.B.)

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Da faiponline.it