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Para Padel Project vuole rendere le persone di nuovo protagoniste. L’associazione fondata da Pippo Galliano entra nelle Unità Spinali per promuovereil padel in carrozzina come strumento di rinascita e inclusione.

Una lesione midollare può stravolgere l’esistenza, offuscando ogniprospettiva futura. Lo sport rischia facilmente di scivolare in fondo allalista delle priorità, eppure può essere un potente strumento di rinascita e inclusione. Un modo per riprendere in manole redini della propria vita, come ha fatto Giuseppe ‘Pippo’ Galliano, che ora ne ha fatto la sua principale missione attraverso il Para Padel Project. Lo abbiamo incontrato per la prima volta al Padel Zenter di Milano, un luogo che è diventata un po’ la “casa” dell’associazione, il cui obiettivo è rendere sempre più accessibile il padel in carrozzina. “Vogliamo che in tutte le regioni d’Italia ci siano dei circoli adatti al wheelchair padel, e chel’avvicinamento a questa disciplina non rappresenti un problema”, ci ha spiegato nel corso della nostra chiacchierata. “Parcheggi, bagni, docce, supporto da parte dei maestri: un padelista su sedia a rotelle deve sentirsi parte integrante di un club come gli altri”.

DENTRO LE UNITÀ SPINALI

Per promuovere lo sport e allargare la rete, Para Padel Project entra direttamentenelle Unità Spinali degli ospedali. Galliano, vittima di un incidente stradale nel 2001, porta la sua testimonianza alle persone affette da lesione midollare. “È la strada più efficace. Si passano mesi interi in un ospedale, perché il percorso è lungo e complesso, ma spesso i problemi più grandi arrivano quando si torna a casa, dove si rischia di cadere nel vuoto e di affrontare tutto con passività. Dobbiamo far capire a quei ragazzi che losport può essere una ripartenza, e che la vita continua an-che in modo diverso da quello che avevano pensato”.

Ogni anno in Italia circa 1.500 persone subiscono una lesione midollare. L’80% ha tra i 15 e i 35 anni: la loro vita sispezza in un momento clou. “Abbiamo collaborato finora con una decina di Unità, tra cui l’Istituto di Montecatone aImola, il più grande d’Italia, diretto dalla dottoressa Laura Simoncini che ci sta aiutando a entrare in contatto con gli altri enti. Il nostro progetto è molto importante anche a livello medico, perché il padel è una delle attività che le Unità Spinali possono proporre per il percorso di recupero psicofisico del paziente. Quando arriviamo in ospedale, raccontiamo il nostro progetto la mattina e poi al pomeriggio si va in campo per giocare. Abbiamo visto ragazzi, che non avevano mai sorriso, uscire dal campo contenti ed emozionati per aver avuto due ore di svago, senza essere tormentati dal pensiero di ciò che gli era successo”.

UN MESSAGGIO POTENTE

Pippo Galliano ha scoperto e abbracciato il padel perché in questo modo puòancora giocare con i suoi amici. “Prima dell’incidente praticavo calcio e basket, dopo potevo solo guardare le partite degli altri. Mi sono dedicato all’handbike per diversi anni, ma dopo ho abbandonato. Con il padel invece posso tranquillamente giocare un doppio con gli altri; come nel tennis io ho un rimbalzo in più per la pallina. È una vera figata, perché non ci si sente emarginati. Il reintegro sociale cambia completamente. Con Para Padel Project vogliamo trasmettere questo messaggio: il campo è una medicina”. Se da un lato l’associazione si occupa di divulgare un messaggio di grande potenza, dall’altro vuole contribuire concretamente ad attrezzare i campi, organizzare open day e acquistare carrozzine sportive adattabili. Un aspetto, quest’ultimo, che Para Padel Project non può sottovalutare. “A volte possono costare svariate migliaia di euro, per cui la nostra attività punta anche ad attirare sponsor che possano sostenere questi costi. È fondamentale che le carrozzine siano adattabili,perché non tutti siamo uguali, ognuno ha le proprie misure, le sue abitudini e una certa capacità di spingere in base alla lesione subita”.

Al momento i praticanti del wheelchair padel in Italia sono circa una trentina, poco più della metà sono agonisti. Ma il percorso di Pippo Galliano e del Para Padel Project nel cercare di smuovere le coscienze è appena cominciato. “Nei prossimi 10 anni vorremmo portare al padel in carrozzina circa 500 persone, aiutandole e migliorandone la vita dove possibile”. Nel frattempo, l’associazione si fa conoscere con eventi promozionali (come quello organizzato a ottobre con Bobo Vieri e Francesco Totti a Tortona), collaborazioni con le aziende sanitarie, il Comitato Italiano Paralimpico e la FITP (che ha organizzato un torneo in occasione dell’ultimo Italy Major al Foro italico) e tutti coloro interessati ad abbracciare lacausa. Per rendere le persone di nuovo protagoniste.

Ho avuto il piacere di incontrare, nella nostra sede a Pedemonte, Giuseppe Galliano. È una persona aperta, spigliata, gentile e soprattutto con tanta voglia di fare, perché non è solo un atleta pluripremiato, ma un vero e proprio ambasciatore dello sport paralimpico italiano, capace di ispirare nuove generazioni di giocatori. Lo testimonia il suo impegno sociale, andando nelle Unità Spinali con l’obiettivo di promuovere la pratica del padel tra le persone con disabilità, offrendo supporto perché l’attività motoria possa cambiare la vita in positivo, migliorando non solo la forza muscolare e l’equilibrio, ma anche l’attenzione, la memoria e l’integrazione sociale.

Ed è stato grazie alla dottoressa Rossato dell’Unità Spinale dell’ ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar che lo abbiamo conosciuto e che si è reso disponibile a promuovere anche a Verona la pratica del padel in carrozzina stipulando una convenzione col Club Padel First Italia di Pescantina, lasciando a disposizione due carrozzine specifiche e sostenendo i costi per i primi allenamenti.

Questo permette agli interessati di provare la pratica gratuitamente e in totale libertà, prima di decidere se proseguire il percorso. La sua storia è un esempio di resilienza e rinascita attraverso lo sport, avendo trasformato un evento personale difficile in una missione per promuovere l’inclusività sportiva.

Auguriamo a Pippo il risultato migliore per questo ambizioso progetto!