Dal gennaio 2026 cambiano le regole per chi usufruisce della legge 104. La riforma introduce permessi aggiuntivi retribuiti, rafforza le tutele per i lavoratori che assistono familiari disabili e semplifica le procedure di riconoscimento. Le nuove misure puntano a rendere più sostenibile la conciliazione tra lavoro e cura, ampliando i diritti per migliaia di famiglie.
Cosa cambia per i permessi annuali
I lavoratori che convivono con patologie oncologiche, invalidanti o croniche avranno a disposizione 10 ore aggiuntive annue di permesso retribuito, destinate a visite, esami e terapie frequenti. Si tratta di un ampliamento rispetto alle tutele già previste, che va a sommarsi ai tre giorni mensili garantiti dalla legge 104. Il beneficio riguarda anche i familiari che assistono persone con disabilità certificata, purché siano rispettati i requisiti di legge: invalidità civile superiore al 33% o riconoscimento di disabilità grave.
Congedo straordinario e diritto allo smart working
La legge conferma il diritto al congedo straordinario, un periodo di assenza retribuita fino a due anni complessivi nell’arco della vita lavorativa, con indennità pari all’ultima retribuzione e copertura contributiva, da utilizzare in modo continuativo o frazionato per assistere un familiare con disabilità grave. Al termine del congedo, quando possibile, il lavoratore avrà un diritto prioritario allo smart working, per favorire il rientro e la gestione delle esigenze familiari.
Nuove regole per il riconoscimento della disabilità
Il decreto legislativo n. 62/2024 ha introdotto nuove procedure per il riconoscimento della disabilità e dell’invalidità civile. Dal 2025 sono operative in molte province la valutazione di base e la valutazione multidimensionale, che consentono tempi più rapidi e un approccio integrato. L’obiettivo è arrivare a un sistema uniforme in tutto il Paese entro il 1° gennaio 2027. Anche il certificato medico introduttivo viene ora trasmesso direttamente dai medici certificatori, avviando l’iter con l’INPS come accertatore unico.
Chi può beneficiare delle nuove misure
Le novità riguardano i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato che assistono persone con disabilità grave o affette da patologie invalidanti. Tra le attività coperte rientrano visite specialistiche, esami diagnostici, terapie e trattamenti medici ricorrenti. Ogni richiesta dovrà essere supportata da documentazione sanitaria, in linea con i criteri fissati dalla normativa.
Casi pratici: come funzionano i permessi dal 2026
- Un lavoratore con invalidità oncologica al 40% potrà affiancare ai tre giorni di permesso mensile le 10 ore extra introdotte dalla riforma, da utilizzare per esami o terapie.
- Un lavoratore che sceglie il congedo straordinario biennale: potrà assentarsi fino a 24 mesi complessivi, mantenendo la retribuzione e i contributi figurativi. Al termine del periodo, avrà diritto alla conservazione del posto e alla priorità nello smart working se compatibile con l’organizzazione aziendale.
- Una dipendente che assiste il genitore con disabilità grave potrà sommare i permessi ordinari alle nuove ore aggiuntive. In alternativa, potrà chiedere il congedo straordinario fino a 24 mesi, con diritto alla conservazione del posto e priorità nello smart working al rientro.
- Un genitore che accudisce un figlio con malattia cronica certificata avrà la possibilità di usufruire delle ore supplementari per accompagnarlo a visite e trattamenti, beneficiando delle procedure di accertamento più snelle introdotte dal decreto del 2024.
- Un lavoratore pubblico che assiste la madre ultraottantenne con disabilità grave: avrà diritto sia ai giorni di permesso retribuito sia alle nuove ore aggiuntive, indipendentemente dal settore lavorativo, purché documenti la condizione.
- Un dipendente part-time che si occupa del fratello disabile convivente: anche chi lavora con orario ridotto potrà usufruire dei permessi e delle ore extra, proporzionalmente calcolate rispetto al contratto.
- Una lavoratrice che ha già usufruito del congedo straordinario in passato: le nuove norme non modificano la durata complessiva dei 24 mesi, che restano un tetto massimo nell’intera vita lavorativa, ma consentono di pianificare in modo più flessibile l’alternanza con i permessi annuali.
- Un dipendente che richiede un permesso per una visita urgente: le ore extra introdotte potranno essere utilizzate anche per esigenze improvvise, a condizione che sia presentata la certificazione della prestazione sanitaria svolta.
Limiti e tempi di applicazione delle novità
I nuovi benefici non si applicano in modo automatico: è necessario presentare la documentazione sanitaria aggiornata e ottenere il riconoscimento della disabilità secondo le nuove regole. Alcune misure, come la valutazione multidimensionale e il progetto di vita personalizzato, sono già attive in fase sperimentale in diverse province, ma la piena attuazione nazionale è prevista entro il 2027.
Impatto atteso per lavoratori e famiglie
Secondo le stime diffuse da sindacati e associazioni di categoria, le modifiche alla legge 104 potrebbero riguardare centinaia di migliaia di lavoratori che già oggi usufruiscono dei permessi per assistere un familiare disabile. L’estensione dei diritti interessa in particolare i nuclei in cui la gestione delle cure richiede assenze frequenti dal lavoro, come nel caso di malattie croniche o oncologiche. Per le famiglie, l’introduzione di 10 ore aggiuntive all’anno e la conferma del congedo straordinario fino a due anni rappresentano un supporto concreto nella conciliazione tra vita lavorativa e assistenza. Le organizzazioni dei lavoratori sottolineano come la riforma sia un passo importante verso un welfare più inclusivo, capace di riconoscere il peso della cura e di distribuirlo in modo più sostenibile.
Che cos’è la legge 104, chi ne ha diritto e come si richiede
La legge 104 del 1992 è la normativa quadro italiana per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità. Prevede permessi retribuiti, congedi e altre agevolazioni per lavoratori disabili e per chi si prende cura di un familiare con handicap grave riconosciuto. Ne possono beneficiare i dipendenti pubblici e privati, compresi i genitori di figli minori con disabilità, i coniugi, i partner uniti civilmente, i conviventi di fatto e i parenti o affini entro il terzo grado.
Per accedere ai benefici è necessario il riconoscimento della disabilità grave da parte della Commissione medica dell’ASL, integrata da un medico dell’INPS. La domanda si presenta in via telematica all’INPS, allegando la certificazione sanitaria rilasciata dal medico curante. Una volta accertata la condizione, l’INPS rilascia il verbale che consente di richiedere al datore di lavoro i permessi e gli altri diritti previsti dalla normativa.
fonte TGCOM24

Interessante e giusto.Vorrei un aiuto Ho avuto il riconoscimento dalla commissione con il verbale che nei prossimi 3 anni usufruirò della legge 104 piu invalidità ma me lo deve confermare l ‘INPS. È una settimana dalla visita quando devo aspettare?
E se c’è qualche somma di denaro,un assegno che mi spetta
Buongiorno Francesco e grazie per aver visitato il ns sito.
Difficile rispondere alle sue domande perchè le variabili sono diverse:
i tempi in genere si sono accorciati ma variano da commissione a commissione (dipende dal carico di lavoro e dall’organizzazione amministrativa, ma una settimana è davvero poco);
per le indennità dipende sia dal tipo di lavoro/lavoratore che dal grado di invalidità.
Suggerimento per quando avrà i verbali in mano (potrebbero essere più d’uno) si rivolga ad un patronato/caf o associazione locale che carte alla mano potranno esserle di aiuto concreto.
Cordialmente
Gent.mi,
io assisto mio padre invalido a casa mia, indirizzo diverso dalla residenza ,ho deciso di tenerlo con me cosi da poterlo gestire meglio ,cosa cambia per me quando chiederò permessi 104?
Grazie per la risposta .
Emanuela
Buongiorno Sig.ra Emanuela,
grazie per aver visitato il nostro sito e mi preme ricordarle che è il sito di una piccola associazione locale. La nostra risposta è basata sulle nostre esperienze e conoscenze.
Premesso questo, la Legge 104/1992 riconosce i permessi lavorativi retribuiti ai familiari che assistono una persona con handicap grave (art.3 comma 3), indipendentemente dal fatto che convivano o meno nello stesso indirizzo. Quello che conta è la relazione di parentela e la concreta assistenza che presti. Se il papà vive stabilmente da Lei (pur mantenendo la residenza altrove), potrebbe essere necessario doverlo dichiarare nella domanda o tramite autocertificazione, per chiarire che l’assistenza avviene presso il tuo domicilio.
Buone feste.
Grazie e Buon Anno
buona sera sono francesco accudisco mio fratello con disabilita al 100 per 100 quali sono i benefici che posso avere usufrisco
i 3 giorni di permesso
Buonasera Sig. Francesco,
intanto grazie per aver visitato il nostro piccolo sito associativo, poi tenga ben presente che non siamo un sito di assistenza/consulenza, ma nel limite del possibile rispondiamo sempre alle richieste che ci arrivano, ma le risposte che diamo sono frutto delle ns conoscenze e/o esperienze.
Se già usufruisce dei 3 giorni di permesso mensile, dovrebbe significare che il fratello ha art. 3 comma 3, e che lei è un familiare caregiver e che non ci sono altri familiari che usufruiscono dei permessi in alternativa a Lei.
Il beneficio più importante dopo i 3 giorni è quello dei 2 anni di congedo retribuito nella vita lavorativa.
Per assistere un fratello, può richiederlo solo se i genitori sono deceduti, invalidi, o non possono assisterlo.
Potrebbe esserci qualcosa anche legato alla sede di lavoro, agevolazioni fiscali, indennità di accompagnamento… ma preferisco fermarmi.
BUONGIORNO, assisto genitore disabile ai sensi della L. 104/92, art. 3, III comma, ho già usufruito del congedo straordinario biennale retribuito e sto esaurendo anche il periodo di aspettativa di un anno non retribuito (sono docente di ruolo in provincia e regione lontana dal luogo di residenza), mi chiedo se in base alla L. 106/2025 ho diritto a poter richiedere altro anno di aspettativa non retribuita con conservazione del posto di lavoro posto che quest’ultima legge indica solo i dipendenti con disabilità e non i loro caregiver.
Si ringrazia per l’eventuale risposta
Buongiorno Sig.ra Rosa,
intanto grazie per aver visitato il nostro piccolo sito associativo, poi tenga ben presente che non siamo un sito di assistenza/consulenza, ma nel limite del possibile rispondiamo sempre alle richieste che ci arrivano, ma le risposte che diamo sono frutto delle ns conoscenze e/o esperienze ma non hanno valore legale.
Purtroppo la risposta sembrerebbe essere NO. Il testo della normativa sembra essere esplicito e limitarsi a dipendenti (quindi lavoratori) pubblici e privati con disabilità certificata; NON fa menzione né sembra richiamare caregiver o coloro che assistono persone con handicap anche grave.
La legge 106/2025 è relativamente recente non escludiamo che ci possano essere (già o in futuro) nuove interpretazioni/applicazioni o giurisprudenze di diverso avviso.
Cordialità e auguri.
Buongiorno e grazie per l’articolo così dettagliato sulle novità della Legge 104 per il 2026. Avrei una domanda tecnica: dato che la riforma punta a una maggiore trasparenza e tracciabilità (come l’uso del sistema PIX in altri contesti regolamentati), mi chiedevo se i nuovi benefici e le ore extra potrebbero essere influenzati o richiedere dichiarazioni aggiuntive per chi ha entrate extra da piattaforme digitali certificate. Leggendo le guide sulla sicurezza finanziaria e i prelievi su https://guiadektobrasil.com/ mi è venuto il dubbio se la gestione dei flussi di denaro su conti esteri o siti regolamentati debba essere documentata nel nuovo “progetto di vita personalizzato” previsto entro il 2027 per non perdere le agevolazioni. Sapete se l’INPS ha chiarito questo aspetto sull’integrità dei redditi? Grazie ancora per il vostro costante supporto.
Buongiorno Sig. Demetrio,
intanto grazie per aver visitato il nostro piccolo sito associativo, poi tenga ben presente che non siamo un sito di assistenza/consulenza, ma nel limite del possibile rispondiamo sempre alle richieste che ci arrivano, ma le risposte che diamo sono frutto delle ns conoscenze e/o esperienze e non hanno alcun valore legale … e dopo questa doverosa premessa Le comunichiamo di non saper rispondere alla sua domanda che oltre ad essere tecnica e davvero particolare. Ci spiace, ma sul tema proposto noi non abbiamo avuto ancora esperienze.
Cordialmente
Salve! Assisto mio padre con disabilità 100% e x ora ho usufruito solo dei 3 giorni di permesso al mese.
Posso aggiungere gli altri 10 giorni e i 2 anni con lo stipendio al 100 x 100 ?
Grazie mille x la vostra risposta
Alessandra
Buongiorno Sig.ra Alessandra,
intanto grazie per aver visitato il nostro piccolo sito associativo, poi tenga ben presente che non siamo un sito di assistenza/consulenza, ma nel limite del possibile rispondiamo sempre alle richieste che ci arrivano, ma le risposte che diamo sono frutto delle ns conoscenze e/o esperienze e non hanno alcun valore legale.
Per quanto riguarda i permessi a noi risultano solo i 3 giorni al mese + 3 se i genitori da assistere fossero 2.
SI, puoi richiedere i 2 anni retribuiti al 100%, questo è il Congedo Straordinario Biennale (Legge 151/2001), Requisiti principali: assistere un genitore con disabilità grave (art. 3 comma 3); essere figlia convivente (o stabilire la convivenza prima dell’inizio del congedo); non devono esserci altri familiari con priorità (es. coniuge del genitore, altri figli conviventi).
Nella speranza di esserle stati di aiuto si porgono cordiali saluti.