immagine satellitare dello stretto di Hormuz

Lo stretto di Hormuz è di nuovo chiuso? Ecco che cosa dice il diritto del mare

La Convenzione ONU (Unclos) regola il transito nelle acque strategiche, quindi anche nello Stretto di Hormuz, ma c’è un punto debole: Paesi chiave come Iran e Stati Uniti non l’hanno mai ratificata.

L’Iran ha annunciato di aver nuovamente chiuso alla navigazione lo Stretto di Hormuz, dopo i nuovi attacchi statunitensi avvenuti nella notte tra l’11 e il 12 luglio 2026. La questione riporta al centro dell’attenzione il quadro giuridico che regola il transito nelle acque strategiche, compreso questo passaggio fondamentale per il traffico energetico mondiale.

La cornice giuridica: la Convenzione ONU sul diritto del mare

La Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos) definisce diritti e responsabilità degli Stati nell’uso di mari e oceani. Il processo che portò alla sua elaborazione iniziò negli anni Cinquanta: nel 1956, durante una conferenza ONU a Ginevra, vennero distinti i diversi tipi di acque (interne, territoriali e internazionali) e introdotto il concetto di zona economica esclusiva.

Nonostante questi progressi, molte questioni rimasero irrisolte, anche a causa delle tensioni della Guerra fredda.

La svolta degli anni Sessanta e Ottanta

Nel 1967 il diplomatico maltese Arvid Pardo rilanciò alle Nazioni Unite l’esigenza di una regolamentazione complessiva che garantisse la pace e la tutela delle risorse marine. Da quel momento iniziò un lungo percorso negoziale, guidato dall’idea che il mare fosse un patrimonio comune dell’umanità.

Il 10 dicembre 1982, a Montego Bay (Giamaica), la Convenzione venne finalmente adottata:

  • confermò la sovranità degli Stati costieri fino a 12 miglia nautiche,
  • fissò a 200 miglia l’estensione della zona economica esclusiva.

I limiti della Convenzione

L’Unclos entrò in vigore solo nel 1994 e, ancora oggi, non è universalmente riconosciuta né sempre rispettata. Alcuni articoli – come il 44, che disciplina il passaggio negli stretti – sono interpretati da alcuni Stati come validi soltanto in tempi di pace.

A oggi le ratifiche sono 167, tra cui quelle dell’Unione Europea e dell’Italia. Restano però fuori due attori chiave per lo Stretto di Hormuz:

  • gli Stati Uniti, che hanno firmato ma mai ratificato la Convenzione;
  • l’Iran, che non l’ha né firmata né ratificata.

Questa mancanza di adesione da parte dei protagonisti principali rende più fragile il quadro giuridico internazionale proprio nei momenti di crisi.