«Non solo disinformazione, ma anche l’utilizzo delle persone con disabilità come strumento in una guerra psicologica, riducendo le persone con sindrome di Down a mere pedine in un gioco di potere che non ha nulla a che vedere con il rispetto e la dignità umana»: così dall’AIPD vieene commentata la falsa notizia di un soldato con sindrome di Down impegnato nell’esercito ucraino e deriso dai commilitoni, che sarebbe stata messa in circolazione dalla propaganda russa, per screditare l’Ucraina

Alla vigilia della Giornata Mondiale della Pace del 1° Gennaio, la guerra ha svelato uno dei suoi volti peggiori: l’annientamento della dignità umana. La fake news del soldato ucraino con sindrome di Down ci scuote e ci indigna, come famiglie e come associazione»: così Gianfranco Salbini, presidente nazionale dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), ha commentato nei giorni scorsi la falsa notizia diffusa tramite la pubblicazione del video di un soldato con sindrome di Down impegnato nell’esercito ucraino e deriso dai commilitoni. Come riportato dai media (se ne legga ad esempio nella testata «Open», si tratterebbe di una deepfake, ossia di un’immagine umana fondata sull’intelligenza artificiale, messa in circolazione dalla propaganda russa, per screditare l’Ucraina.
«La gravità della questione – sottolinea Salbini – non risiede solo nella disinformazione, ma nel messaggio che queste immagini veicolano: l’utilizzo delle persone con disabilità come strumento in una guerra psicologica. Le immagini diffuse riducono infatti le persone con sindrome di Down a mere pedine in un gioco di potere che non ha nulla a che vedere con il rispetto e la dignità umana. In questo contesto, le persone con disabilità vengono strumentalizzate per scopi militari e politici e questo è moralmente inaccettabile. Non possiamo infatti rimanere indifferenti di fronte a simili abusi, perché usare persone vulnerabili come strumento di propaganda non è solo ingiusto, ma rappresenta un insulto alla loro dignità».

Da sempre, del resto, l’AIPD è particolarmente vigile e attenta su situazioni come questa: «Spesso – dichiara infatti il Presidente dell’Associazione – le persone con sindrome di Down, così come tutte le persone con disabilità, sono rappresentate in modo stereotipato e limitante: piuttosto che essere apprezzate per le loro capacità, vengono frequentemente ridotte a semplici oggetti di derisione, come su tutt’altro versante abbiamo recentemente denunciato in merito a un film di Pio e Amedeo [se ne legga anche sulle nostre pagine, N.d.R.]). Ora, in questa circostanza, diventano addirittura strumenti di propaganda: ribadiamo quindi, come famiglie e come associazione, che le persone con sindrome di Down sono esseri umani con diritti, sogni, aspirazioni e capacità che meritano di essere rispettati, non sfruttati».

In occasione della Giornata Mondiale della Pace, dunque, l’AIPD, per tramite del proprio Presidente, ha voluto rilanciare un proprio appello: «Le guerre non portano a vincitori, ma solo a sconfitte, come dimostrato dalla storia. Ogni conflitto distrugge non solo le infrastrutture e le vite, ma anche il tessuto morale delle nazioni coinvolte. Le guerre non solo distruggono vite, ma anche princìpi morali e civili. La pace, la comprensione e la solidarietà sono gli unici veri vincitori, e su questi valori dovremmo costruire la nostra società. Solo così potremo dare un futuro migliore a tutti, inclusi coloro che vivono con disabilità. Spero che questo messaggio apra nuove prospettive per l’anno nuovo».

Una triste e personalissima nota a corollario: l’umanità dell’essere umano ha lasciato questa terra ..