«Pur prendendo atto di alcuni provvedimenti significativi, ci saremmo aspettati uno sforzo più ambizioso e risorse più consistenti su alcuni capitoli cruciali. Concentriamo ora l’attenzione sulle sfide riguardanti l’attuazione del Decreto Legislativo 62/24 e la stesura di una Legge che tuteli i caregiver familiari»: così la Federazione FISH commenta la Legge per il Bilancio 2026, rispetto alla quale il Forum Nazionale del Terzo Settore parla di «luci e ombre per il sociale»
Pur comprendendo i vincoli economici e di finanza pubblica, ci saremmo aspettati uno sforzo più ambizioso e risorse più consistenti su alcuni capitoli cruciali»: è questo il primo commento “a caldo”, prodotto nei giorni scorsi dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), dopo l’approvazione della Legge per il Bilancio 2026 (Legge 199/25), in riferimento alle misure riguardanti le persone con disabilità e le loro famiglie. «E tuttavia – aggiunge la nota della FISH , la stessa Legge di Bilancio introduce alcuni provvedimenti significativi, in particolare sul fronte della conciliazione tra vita lavorativa e familiare per i genitori e degli incentivi al lavoro flessibile. Da sottolineare anche il finanziamento del Fondo per i caregiver, la definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione, il potenziamento del Fondo Unico per l’inclusione e il riconoscimento di un sostegno elevato o molto elevato per persone con epilessia farmacoresistente certificata. Positivi, inoltre, gli investimenti per la formazione scolastica, universitaria e per la mobilità accessibile. Bene, infine, l’esclusione della prima casa dal calcolo ISEE, una misura di equità che elimina una penalizzazione storica per le famiglie con disabilità».
Al di là di quanto sottolineato, secondo la Federazione «permangono però alcune criticità, tra cui la mancata proroga della detrazione IRPEF del 75% prevista per il bonus destinato all’abbattimento delle barriere architettoniche. Preoccupano, inoltre, le nuove modalità di controllo sui permessi previsti dalla Legge 104 e il rafforzamento complessivo dei sistemi di verifica, che rischiano di aumentare gli oneri burocratici e incidere sulla dignità delle persone con disabilità e delle loro famiglie».
«A questo punto – conclude la nota della FISH – è tempo di concentrare l’attenzione sulle due sfide ancora aperte: l’attuazione del Decreto Legislativo 62/24 (Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato) e la stesura di una Legge che tuteli i caregiver familiari. Il passaggio dalle parole ai fatti si misura qui: nella capacità dell’Italia di garantire diritti certi e un’inclusione che non sia solo sulla carta, ma nelle vite delle persone.
Sempre a proposito della Legge di Bilancio, Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, parla di «luci e ombre per il sociale», evidenziando da una parte «alcune misure positive per il Terzo Settore, quali l’innalzamento del tetto del 5 per mille da 525 a 610 milioni che, per quanto non possa rappresentare un punto di arrivo, è comunque un buon segnale per rispettare la volontà dei contribuenti e non penalizzare chi svolge attività per l’interesse collettivo».
«Apprezziamo anche – prosegue Moretti – che nella norma si compia un passo importante verso l’attuazione del Piano Nazionale per l’Economia Sociale, se è vero che l’istituzione presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze di un Comitato di esperti in materia di sviluppo dell’economia sociale, va nella direzione di proseguire il percorso di condivisione portato avanti fin qui, per valorizzare un comparto che genera anche sviluppo economico, avendo come princìpi cardine sostenibilità, inclusione e partecipazione. In tal segno ci auguriamo che il Piano produca un vero e proprio slancio dell’economia sociale nel nostro Paese. Bene, infine, che si lavori per il riconoscimento e la valorizzazione dei caregiver, anche se per il fondo previsto saranno assolutamente necessarie maggiori risorse».
Dall’altra parte, però, secondo il Portavoce del Forum «non sono sufficienti, purtroppo, le misure per il contrasto alle disuguaglianze e alla povertà, e in particolare segnaliamo negativamente il taglio del 50% della prima mensilità dell’Assegno di inclusione al momento del rinnovo. Più in generale, constatiamo come la pur comprensibile esigenza di ridurre il deficit pubblico si traduca in una carenza di significativi investimenti a medio-lungo termine per migliorare il nostro sistema di welfare. Investimenti di cui oggi il Paese avrebbe però urgente bisogno».
fonte Superando.it
