Qui sotto vi proponiamo due interessanti articoli che ci introducono le novità attese …

A breve sarà messo a disposizione dell’esecutivo un nuovo strumento che dovrebbe semplificare le procedure!?

Il governo è al lavoro per realizzare un nuovo sistema nazionale per semplificare la vita agli automobilisti con disabilità: l’obiettivo è quello non solo di consentire loro di richiedere e ricevere a domicilio il contrassegno, ma anche di utilizzarlo al di fuori del proprio comune di residenza per parcheggiare o accedere alle “Zone a traffico limitato” senza più rischiare multe.

Introdotto nel 2012, il Contrassegno unico disabili europeo (Cude) dovrebbe consentire ai disabili di muoversi in tutta Italia e nei Paesi dell’UE sfruttando il diritto di posteggiare negli stalli ad essi riservati e di circolare liberamente all’interno delle ZTL senza alcun problema, ma purtroppo ci sono degli ostacoli. Il documento viene rilasciato dal proprio Comune di residenza, e le grane iniziano quando il disabile deve spostarsi in un’altra città: spesso e volentieri è costretto a comunicare la propria targa prima o dopo l’accesso a una Zona a traffico limitato per evitare di incappare in una multa, a causa della mancanza di comunicazione tra gli Enti locali preposti alle verifiche.

Per ovviare a questo problema, nel 2021 fu creata una piattaforma unica nazionale di gestione dotata di un database nel quale ogni Comune dovrebbe inserire la targa dell’automobilista con disabilità al Cude associato: così facendo, in linea teorica, il disabile potrebbe spostarsi ovunque senza rischiare nulla né aver la necessità di inoltrare alcuna comunicazione dei propri dati. Qui, tuttavia, emerge un’altra problematica, dal momento che non c’è per i Comuni alcun obbligo di iscrizione al database, per cui il rischio di incappare in una sanzione resta forte: stando a quanto comunicato dal Mit sono pochi gli Enti locali ad aver aderito, e non solo piccole realtà dal momento che restano fuori ad esempio metropoli del livello di Napoli, Firenze, Bologna e Torino.

Questa lacuna rende pressoché inutile il sistema nazionale realizzato nel 2021, per cui resta al vaglio l’ipotesi di rendere obbligatoria l’adesione da parte di tutti i Comuni. Una svolta potrebbe arrivare dalla realizzazione della nuova piattaforma nazionale di gestione del Cude annunciata dal Mit: i disabili potranno fare domanda di rilascio online, associare la targa della propria auto al corrispondente contrassegno e riceverlo a casa.

L’obiettivo è quello di creare grazie a questo sistema un nuovo database unico e comune che consenta agli automobilisti con disabilità di muoversi ovunque senza più grane: a parte le tempistiche, tuttavia, resta da comprendere se questa piattaforma consentirà di beneficiare dei diritti di circolazione e parcheggio anche in quei Comuni che ancora non hanno aderito al sistema realizzato nel 2021, superando così la necessità di adesione formale che al momento sta bloccando l’obiettivo di uniformità a cui punta il governo. Prima di avere questa certezza, pertanto, per evitare rischi, la comunicazione preventiva resta il miglior sistema di evitare sanzioni.

I permessi auto disabilità per parcheggi e Ztl saranno spediti a casa: l’annuncio del governo

Oggi una persona con disabilità che viaggia in più città può essere costretta a comunicare in anticipo la propria targa per evitare multe in caso di ingresso in Ztl. Il governo ha annunciato un nuovo strumento con cui si potrà richiedere l’invio del certificato Cude a casa. E presto dovrebbe diventare obbligatorio per tutti i Comuni aderire alla piattaforma unica. Non sono ancora chiare, però, le tempistiche.

Gli autisti con disabilità presto dovrebbero godere di una semplificazione che riguarda il Cude, il Contrassegno unico disabili europeo che permette di usare i parcheggi riservati e circolare nelle Ztl. Oggi, questo meccanismo ha un problema: dato che i Cude sono emessi dal Comune, quando un cittadino con disabilità deve spostarsi in un altro Comune spesso deve comunicare (in anticipo o dopo il passaggio) la sua presenza, segnalando la targa, per evitare eventuali multe.

Il ministro dei Trasporti Salvini, però, ha promesso che spesso arriverà una soluzione: un “nuovo sistema nazionale per la richiesta, la stampa e la spedizione del contrassegno direttamente a casa”. Associando si potrà “associare il proprio contrassegno alla targa” e così “circolare nelle Ztl senza ulteriori adempimenti burocratici”.

I problemi della piattaforma Cude per parcheggi e Ztl degli autisti con disabilità

Per chiarire, è necessario fare un passo indietro. Il Cude esiste dal 2012, ed è valido in Italia come in tutti gli altri Paesi dell’Unione europea. Dal 2021 è stata lanciata anche una Piattaforma unica nazionale informatica per le targhe associate al Cude, che avrebbe proprio lo scopo di evitare il problema appena presentato.

I Comuni che si registrano a questa piattaforma ‘condividono’ il database delle targhe associate a un Cude. In sostanza, se il cittadino di un Comune aderente si sposta in un altro Comune aderente, non deve inviare nessun tipo di comunicazione: l’amministrazione riconosce in automatico che quella targa ha diritto di usare i parcheggi riservati e circolare nella Ztl.

Sembrerebbe una soluzione definitiva, ma c’è un problema. La piattaforma Cude è attiva dal maggio 2022, ma finora la registrazione da parte dei Comuni è sempre stata facoltativa. Il risultato è che si è iscritto solamente il 16% dei Comuni (stando a quanto ha riportato il ministro Salvini), e mancano grandi centri come Torino, Bologna, Firenze e Napoli. L’elenco completo è disponibile qui: sono poco meno di 1.400 in tutto.

Il prossimo passo logico sembrerebbe essere quello di rendere obbligatoria l’iscrizione, per assicurare che tutti i cittadini con disabilità possano spostarsi senza preoccupazioni e limitazioni. È quello che già nel 2023 chiese il Senato, approvando una mozione del centrodestra che impegnava il governo a intervenire entro il 31 dicembre 2025.

Ma quella scadenza è passata e le norme non sono cambiate. Così, il 29 gennaio la senatrice ed ex atleta paralimpica Giusy Versace, del gruppo di Noi moderati, ha chiesto aggiornamenti al ministro Salvini durante il question time.
Cosa può cambiare adesso, il nuovo sistema promesso da Salvini

Il leader della Lega ha risposto con due impegni. Il primo riguardava un decreto legge previsto nei giorni successivi – probabilmente il decreto Pnrr, approvato proprio il 29 gennaio dal governo Meloni. “Cerchiamo di rendere” l’iscrizione dei Comuni alla piattaforma Cude “obbligatorio nel prossimo decreto. Se non ci riuscissimo nel testo base del decreto conto che quest’Aula con un emendamento in conversione possa rendere uniforme in tutto il territorio nazionale il diritto alla mobilità”.

Questo primo impegno, va detto, per il momento è caduto nel vuoto. Il decreto in questione è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale ed è entrato in vigore ieri, 20 febbraio. L’articolo 7 è dedicato alla disabilità, ma non c’è nessun riferimento al Cude. Il Parlamento ha due mesi di tempo per modificare la norma e convertirla in legge: in questi passaggi, da qui a fine aprile, potrebbe arrivare l’obbligatorietà.

L’altro annuncio di Salvini, invece, ha riguardato un’alternativa: “Stiamo lavorando a un nuovo sistema nazionale per la richiesta, la stampa e la spedizione del contrassegno parcheggi direttamente a casa degli automobilisti”, ha detto. “I cittadini potranno accedere a una piattaforma online dedicata, associando il proprio contrassegno alle targhe in una whitelist nazionale che consentirà di circolare nelle Ztl senza ulteriori adempimenti burocratici”.

Questo dovrebbe se non altro semplificare la procedura per fare domanda per il Cude, visto che non tutti i Comuni permettono di fare domanda online. Non è chiaro se il nuovo sistema – su cui al momento non ci sono dettagli o tempistiche chiare – permetterà di evitare “ulteriori adempimenti burocratici” anche nella circolazione tra Comuni che non sono iscritti alla piattaforma Cude.