Maggio 2026 – racconto di Franco Vincenzi
L’occasione di visitare questa “città fortezza” ce la offrono gli amici dell’Associazione Tetra-Paraplegici del Friuli Venezia Giulia, che hanno organizzato questo raduno di “Tririders” (possessori di Triride); mi permetto di suggerire di visitare il loro sito perché sono numerose le iniziative organizzate ed interessanti.
Il programma era semplice: il mattino una visita guidata della cittadina con punto di ritrovo alla stazione ferroviaria, grazie ad un breve percorso si è poi raggiunto il centro dove spadroneggia il “Mario” col suo alto pennone ed il suo Tricolore in cima.
“Mario” è una delle tradizioni orali più curiose e affettuose di Palmanova. Con questo nome i cittadini (i palmarini) non chiamano una persona in carne e ossa, bensì il monumentale pennone dello stendardo situato esattamente al centro di Piazza Grande. Nella tradizione popolare, l’associazione con il nome “Mario” deriverebbe dal ricordo di un vecchio custode o di una figura storica locale (secondo i racconti del dopoguerra, un uomo di nome Mario era solito stazionare in quel punto esatto della piazza per aiutare i braccianti e i cittadini a trovare lavoro).
Palmanova nasce nel 1593 per volontà della Repubblica di Venezia come fortezza militare di frontiera. Lo scopo principale era difendere i confini friulani dalle invasioni ottomane e dalle mire espansionistiche degli Asburgo. Fondata il 7 ottobre, giorno della vittoria di Lepanto e di Santa Giustina, divenne il simbolo del potere militare veneziano. La cittadina è celebre nel mondo per la sua perfetta pianta a stella a nove punte. La struttura urbana, capolavoro dell’architettura militare rinascimentale, presenta una simmetria geometrica assoluta con tre cerchie di fortificazioni successive fatte di bastioni, fossati e rivellini. Al centro geometrico si apre la Piazza Grande, uno spiazzo esagonale da cui si diramano radialmente le vie principali. L’accesso al centro storico è presidiato ancora oggi da tre maestose porte monumentali: Porta Udine, Porta Cividale e Porta Aquileia. Dal 2017 questo gioiello ingegneristico è riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.
Il Duomo di Palmanova, affacciato su Piazza Grande, è il principale edificio religioso della città fortezza. La facciata realizzata in pietra bianca d’Istria e pietra grigia di Aurisina, presenta uno stile severo e richiama l’architettura militare. Nelle nicchie della facciata le sculture del Redentore, di San Marco e di Santa Giustina. L’interno ha una sola enorme navata con soffitto a capriate lignee ed il campanile è volutamente basso e tozzo, progettato per non essere visibile dall’esterno delle mura e non offrire così un punto di riferimento ai cannoni nemici.
La pausa pranzo ci offre ristoro anche dal sole che finalmente splende dall’alto e subito dopo parte la nostra “scarrozzata” in Triride, e percorrendo strade a basso traffico o campestri, ed un pezzetto della ciclabile della Alpe Adria, raggiungiamo le distillerie Nonino di Ronchi di Percoto. Ci viene raccontata la storia di questa importante famiglia, ci viene spiegato tutto il lavoro e tutto il percorso per arrivare ad avere il prodotto distillato. Naturalmente non si può lasciare la distilleria senza visitare il punto shop con una piccola degustazione. La location qui è davvero bella.
Si torna verso la stazione attraversando piccoli borghi e tanta natura, con un percorso simile ma non identico a quello dell’andata. Giunti in stazione c’è il rompete le righe … (si è parlato di militari). Salutiamo i compagni di giornata iniziando da Gianni Conte e sua moglie Marta presenti a questa iniziativa e ringraziamo gli organizzatori, il Presidente Claudio Calligaris, sua moglie Chiara e Alessia presenza tutto fare dell’associazione, ma non posso dimenticarmi di Lina anche oggi al mio fianco.











































































